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lavoro pubblicato mercoledì 9 novembre 2005
ultima lettura domenica 18 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Acqua

di Desmaele. Letto 971 volte. Dallo scaffale Generico

Lanciando sassi bambini su una pelle salmastra ho confessato a più di un mare più vite di quante ne avessi volute più morti delle già troppe vite....

Lanciando sassi bambini su una pelle salmastra ho confessato a più di un mare più vite di quante ne avessi volute più morti delle già troppe vite. Ho danzato fantasie che non soffrivano il solletico delle alghe. C’è un’ acqua che interroga ed una che zittisce ogni domanda. Non so più quanti laghi mi han ricordato ricordi che volevo sommersi perché non mi sommergessero perché non mi naufragassero. C’è acqua che stagna e acqua che scorre. Sempre a riva di un qualche mare di una qualche speranza irrisolta di una paura che ti lascia vivo e assetato perché c’è acqua salata che conta alla tua coscienza le cicatrici del corpo, e acqua che disseta. Ci sono fiumi che scavano memorie nella terra più antiche di me e del mio essere uomo, che espiano la mia umanità e mi lasciano animale tra gli animali mondo del mio nome ebbro del mio sangue privo di sintassi. C’è acqua da guadare e c’è acqua che ti guada. C’è acqua sporca del sangue di uomini che gemmerà frutti di altro sangue e ancora odio come fosse acqua vendicativa e non acqua ferita. E c’è acqua violata che ha smesso di essere acqua e memoria della nostra memoria per diventare monumento di noi come dune di un oceano evaporato. E c’è acqua battesimale, e acqua sudario dei nostri bambini annegati in un destino che non si lascia irretire dalle nostre lacrime … acqua amara. C’è acqua che lava i peccati o ne ridisegna di nuovi. Acqua su cui non si lasciano orme e acqua che cancella i segni del nostro non essere Dio. C’è l’acqua di tutti e, di nuovo, acqua che è mia soltanto …di un sasso che annegava verso l’orizzonte nel tentativo di bucare il sole.


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