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lavoro pubblicato venerdì 4 novembre 2005
ultima lettura domenica 2 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Angeli di desolazione

di Bokalov. Letto 2551 volte. Dallo scaffale Viaggi

Angeli di desolazione intorno a me. Aria rarefatta, angusta, tagliente sgattàiola tra le pieghe della leggera giacchettola di pelle rovinata dagli an...

Angeli di desolazione intorno a me. Aria rarefatta, angusta, tagliente sgattàiola tra le pieghe della leggera giacchettola di pelle rovinata dagli anni, buio intenso e stagnante nella città, come in una distesa scura di stelle. Si, la città. E' triste questa città, morta e straziata dal tam tam quotidiano, non vive, non pulsa sfuggente nelle vene delle mani, raggiante nel cuore di tanta gente felice di percorrerla. Invece no, c'è solo freddo, sporco, schifo per terra. Segni di un vivere a metà. C'è soltanto un romantico e taciturno nulla. Desolazione. Una forma diversa di vita. Cammino come uno sbandato, un reietto, un ubriacone, sono un barbone, un vagabondo del dharma. Questo paese è un dannato deserto d'asfalto gelido, una chiazza luminosa in una notte intensa e avvolta da un morbido manto di tenebre. Le luci brillano per sè, offuscando il chiarore delle stelle che dominano fulgenti la volta buia, i lampioni smilzi e rattristiti sviscerano la loro insonnia al neon, ruggendo di luminosità fioca ma capillare, mostrano vanitosi i loro occhi gialli e le loro profonde occhiaie d'ombra...peccato che non passi un cane....forse sarebbe stato meglio spengere l'immensa lampada cittadina, perchè già a quest'ora,in questo squallido novembre, la città dagli occhi grigi, dorme da un pezzo... Le vite sparute sono rintanate nelle case o dormienti nel vuoto del loro essere... Una sensazione bellissima ti percorre repentina, la mente, senti la strada in un pugno, le vie tue amiche, tue sorelle... Questa solitudine fantasma rende tutto più a dimensione d'uomo, da una parte è affascinante e meravigliosa, vivida di energia inesplosa, di sentimenti interiori sprigionati nel niente....Puoi dire tutto, fare e pensare tutto, di questa notte di puoi fidare...di quei gatti rintanati sotto le macchine ormai in riposo anche...vai,vai, schiaccia con le tue scarpe striscianti dalla stanchezza le foglie scricchiolanti e protese a terra, dopo la bufera, passato l'eterno ciclo delle stagioni... Senti il fruscìo di quel manto giallo e ocra e rosso o marrone che scivola tra i passi, che svolazza per il vento fastidioso, per l'arietta intermittente che investe il cammino... L'asceta è lontano, l'ho salutato da un pezzo, lui e il suo trancio di pizza che ha mangiato voracemente, un saluto all'amico pscicopatico e me ne ritorno, gustando questo spettacolo di sentieri emotivi ormai perduti, questa atmosfera implosiva, schizzante di anormalità... Per una volta posso dirmi vero figlio di questa cittadina malinconica e stancante, cupa e caotica. Almeno in questo tempo indefinito, nel silenzio carico di significato e nell'eterno vagabondio del cuore, si, almeno adesso, questa notte, è mia.


Commenti

pubblicato il 04/11/2005 21.36.42
The bad bastard, ha scritto: Testo forte e sprezzante,un mix di sensazioni malinconiche e gioiose.Grande bok anche se secondo me sei uscito troppe volte con questo misterioso asceta(all'anagrafe Zerbino Della Penisola)

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