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lavoro pubblicato venerdì 23 settembre 2005
ultima lettura sabato 19 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

AMORGOS

di paM. Letto 1277 volte. Dallo scaffale Viaggi

Dedicato ad un compagno di viaggio dalle invadenti ossessioni, nonostante tutto piacevole. Quando tace! Andateci.

AMORGOS

...oss...os...goss...rgsss..os...
gsss...rgoss...ossgos...oss...
...ssss...gsss...sss...ssssss...
ossessivo rigurgito d'aqua e vento
che penetra nelle anguste gole di roccia,
risacca pelagica violenta s'infrange
spezzandosi in miliardi di gocce
alle infime estremità del promontorio impervio.

Non c'è perdono quaggiù.

Un suono che si trascina lento,
pesante, rabbioso fra acqua e nebbia.
Rimembranze melanconiche.

Un suono gutturale di ossessivi ricordi
mal deglutiti,
fantasmi di relitti arrugginiti
incagliati come paradossi amorosi
e memorie di mulini a vento
abbandonati e presenti come amori insoluti.

Non c'è oblio quaggiù.

Orizzonte incerto,
assenza di futuro,
la roccia possiede un respiro ansiosamente sincopato
tra le nuvole nell'infinito azzurro.

Capre catatonoche fissano impassibili il nulla
e l'asino in lontananza raglia 
privo di qualsiasi grazia
e taglia il silenzio notturno.

Atmosfera sovraesposta acceca gli sguardi
mentre un nevrotico Eolo iracondo
respinge l'intruso con tutte le sue forze.
Spezie selvatiche inebriano i sensi
confondendo le menti.
I fiori senza tempo sono di carta
e colorano gli sguardi di vermiglio.

La bianca santità 
aggrappata rapacemente alla roccia
meditabonda si impossessa dell'infinito sud
illudendosi di raggiungerlo
e prega, prega, prega...
Incerta giustificazione di penitenza
da peccati naturalmente pensati.

Sensazione spaziale panica.
Qualsiasi cosa qui volge oltre, senza scopo.
L'unico nastro d'asfalto conduce
irreversibilmente verso il baratro blu.
infinito è lo schiaffo di Poseidone
alla roccia che rigurgita sassi e acqua
in periodici attimi.

...oss...os...goss...rgsss..os...
gsss...rgoss...ossgos...oss...
...ssss...gsss...sss...ssssss...
l'ossessione è un rigurgito
dal suono gemebondo nell'inquieto silenzio,
un pensiero che sovviene
costantemente e ripetutamente, 
improvvisamente tagliente
come un riff di chitarra elettrica
alla ricerca inutile del silenzioso orizzonte.

Non c'è futuro quaggiù.





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