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lavoro pubblicato domenica 18 settembre 2005
ultima lettura sabato 14 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Burattinaio della Felicità

di stivd81. Letto 985 volte. Dallo scaffale Fantasia

Spero piaccia, è su un tema delicato ma ho fatto del mio meglio per prenderlo da un punto di vista favolistico..

Il burattinaio della Felicità “Vedete, miei fratelli e sorelle? Non è né caos né morte - è forma, unione, disegno – è vita eterna – è Felicità” Walt Whitman, Foglie d’erba Buio. Improvvisamente un fascio di luce. Il risveglio, cerca una forma, una sagoma familiare. No, quello non è l’armadio rosso e quella non è nemmeno la scrivania della sua camera. Sono solo ombre indistinte. Sente un chiacchiericcio lontano. “Mamma?”. Una mano. Poi una altra. Sembrano centinaia. Si sente sollevarsi in aria. Poi una maschera sul viso. Carlo comincia a sentirsi stanco, ha sonno. Di nuovo buio. Una luce stavolta di un bianco pallido lo sveglia. Ora è tutto chiaro. Carlo cerca di guardarsi intorno. Si trova in una sala di ospedale. “Carlo, ti sei svegliato?” disse sua madre. Il dottor Ferro non lascia molte speranze, l’incidente ha causato danni gravi e irreparabili: paraplegia dovuta a forte trauma della spina dorsale, questa è la diagnosi. Sentenza senza appello. Carlo dimesso dall’ospedale ora vive immobilizzato su una sedia a rotelle. Passa le sue giornate nella sua camera. Handicappato questo si sente. La vita che aveva prima non c’è più, si è dissolta nel fumo che usciva dalla sua auto. Aveva avuto come una seconda possibilità. Solo che gliela hanno data con un handicap. Carlo non parla più, questa seconda vita non riesce ad accettarla. Nulla è come prima, non può più camminare, correre, alzarsi in piedi, giocare, le sue gambe non si muovono in nessuna direzione. Non va più nemmeno all’università, non riesce a tollerare che gli altri ragazzi lo guardino come un diverso. Carlo non capisce il perché sia successo a lui. Gli manca soprattutto quella che prima era la sua sorgente di vita, la forza di essere sempre felice. Le sue giornate ora sono al buio. Lo stesso buio che è calato il giorno dell’incidente. Carlo è nella sua camera. Sta cercando di non pensare, ma non ce la fa, la disperazione lo avvolge e inizia a piangere. Spinge la sedia a rotelle fino all’armadio rosso, vuole prendere le sue cose e andarsene via. Apre l’armadio e si allunga per prendere la borsa ma non riesce a raggiungerla. Prova a spingersi un po’ di più, ma la sedia a rotelle scivola indietro e Carlo cade a terra. Dentro l’armadio c’è seduto Red. Red è un burattino. Il burattino con cui Carlo giocava quando era piccolo. Carlo ci giocava spesso, gli aveva dato un nome, una casa e un mondo. Insomma gli aveva dato vita. Red poi si era ritrovato d’un tratto immobile dentro l’armadio. Il buio l’aveva intrappolato. La porta dell’armadio ora si apre. Red si sveglia. Apre gli occhi e vede Carlo disteso sul pavimento. Red fissa Carlo. Red si alza ed esce dall’armadio avvicinandosi a lui. Carlo lo guarda, spalanca gli occhi: il burattino che teneva nell’armadio da molti anni è lì davanti a lui che lo fissa. Red comincia a muoversi, a camminargli intorno, a correre e a saltare. Carlo lo guarda sorpreso. Red si ferma davanti a lui e inizia a danzare, una polverina magica comincia a formarsi intorno a loro. All’improvviso Carlo si sente trasportato in un altro mondo: quello di Red con le sue luci e i suoi colori. Ritrova tutto quello che lui si era inventato per il suo burattino. Gli aveva costruito anche una piccola chitarra con la quale lo faceva suonare. La musica se l’era inventata lui. Ora Red prende proprio quella chitarra e incomincia a suonare. La musica è dolce, le note sono avvolgenti e Carlo si addormenta. Una volta risvegliatosi Carlo vede Red immobile dentro l’armadio, la porta è aperta. Carlo si trascina fino alla sedia e riesce ad alzarsi lentamente e a sedersi di nuovo. Si avvicina e tira fuori dall’armadio Red. Lo srotola e comincia a muoverlo con i fili, lo fa camminare, saltare, danzare e volare. Carlo si dimentica di essere su una sedia a rotelle e si concentra esclusivamente su Red, il resto non ha importanza. Ci gioca per delle ore, il tempo sembra trascorrere molto lentamente. E’ come in un'altra dimensione, l’unica cosa importante è muovere i fili di Red. Ecco il primo. Poi si avvicina un altro incuriosito. Il terzo tentenna ma poi si ferma anche lui a guardare. E così via, in un attimo è una folla di gente intorno. E’ la stessa scena in ogni città. Tutti arrivano, attirati da quel ragazzo in carrozzella che fa muovere il suo burattino. Si crea come una magia intorno a loro e tutti ne sono affascinati. Carlo e Red, il loro spettacolo diventa un momento unico per molte persone, per l’avvocato, per l’impiegato, per la commessa, per l’operaio, per il maestro, per il dottore, ma soprattutto per i bambini. Tutte quelle persone di ogni lingua e colore, vengono come ipnotizzati da quei due, dimenticano ogni loro problema e si sentono improvvisamente felici come non lo erano mai stati. Anche solo per un minuto ognuno vuole godere di quella Felicità, che solo Carlo e Red sanno offrire con il loro spettacolo. Ora nessuno guarda più Carlo come un diverso, come un handicappato, ma come il burattinaio della Felicità. Carlo ora si può fermare, ha portato la Felicità in tutto il mondo e Red ha ritrovato un amico che aveva perso per tanto tempo. Carlo cammina poi inizia a saltare e a danzare, corre veloce, incontro al suo amico. I due sorridono, si guardano e poi volano via insieme verso il mondo di Red. Carlo non è più immobile, seduto su una sedia a rotelle, ma i fili lo fanno muovere dappertutto, anche lui è un burattino e anche lui può finalmente volare.


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