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lavoro pubblicato venerdì 9 settembre 2005
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

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due volte H una volta O

di francesca. Letto 1415 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Due volte H una volta O L’acqua è l’unico elemento di cui è composto il pianeta Idrox. La componente solida è ridotta ad una piccola massa posta a...

Due volte H una volta O L’acqua è l’unico elemento di cui è composto il pianeta Idrox. La componente solida è ridotta ad una piccola massa posta al centro del globo acqueo, ma questo è un aspetto del tutto irrilevante. La scienza ha prodotto un sistema di sopravvivenza per noi umani rappresentato da una semplice gomma da masticare, una al giorno garantisce di muoversi liberamente e relazionarsi con gli idroxiani, oltre la possibilità di un intervento chirurgico brevissimo in grado di farci respirare nell’acqua utilizzando l’ossigeno in essa disciolto, di rendere percepibili anche al nostro orecchio le oscillazioni acustiche di bassa frequenza come gli infrasuoni, e di avere una vista nitida in ambiente liquido. Mani e piedi palmati, estrema magrezza e sistema respiratorio branchiale sono le componenti fisiche che rendono gli abitanti di questa immensa distesa d’acqua così idrodinamici da essere stati esclusi dalle competizioni di nuoto delle Olimpiadi Interplanetarie che, nate come evoluzione di quelle esclusivamente terrestri nate nel 776 a.C., dal 2204 d. C. accompagnano la vita sportiva delle galassie. Il compito assegnatomi è raggiungere un accordo per ottenere rifornimenti idrici in cambio di acciaio e fibra di vetro, materiali particolarmente resistenti all’acqua, indispensabili per l’attività edificatoria subacquea. La Terra ha subito trasformazioni climatiche disastrose: attualmente la componente liquida del pianeta raggiunge a malapena una percentuale del 15%, il deserto si è esteso in tutti i continenti. Non posso fallire. Ho raggiunto Atlantide, l’unico insediamento umano di cui gli idroxiani hanno tollerato la costruzione. Una doccia calda, una tisana bollente e un testo sulla storia e filosofia di Idrox mi hanno accolto con mio intenso piacere. Al risveglio contatto direttamente il generale Ronghi, posto a comando di Atlantide per avere degli aggiornamenti sulla situazione del pianeta e soprattutto sulle attuali relazioni diplomatiche con i nostri ospitanti. I delfini sono riusciti ad instaurare un rapporto di convivenza con gli idroxiani superiore a qualsiasi altro organismo vivente dell’universo, noi non siamo riusciti a fare altrettanto. “La situazione è stabile. Pochi contatti, sostanzialmente pacifici accompagnati da un costante desiderio di rimandarci in patria; ora anche i miei soldati sono di questo parere. Tra un mese abbandoniamo la base. Non capisco la sua presenza qui.” Queste le sue parole. Esco a fare un giro. Non ho voglia di ascoltare più nessuno tranne Elena Tarro, una mia collega biologa che ha deciso di stabilirsi qui, sottoponendosi all’intervento chirurgico necessario per vivere su Idrox. Invio segnali di richiamo ad infrasuoni, simili a quelli dei mammiferi marini, e dopo meno di mezz’ora arriva in compagnia di due delfini che la proteggono continuamente in questo sconfinato oceano extraterrestre. “Francesca, hai deciso anche tu di essere dei nostri!”così mi accoglie dopo il suo ingresso alla base dove una vasca è stata adibita appositamente per accogliere gli ospiti esterni. “Conclusa la missione probabilmente valuterò attentamente questa possibilità… Sono qui in veste diplomatica per ottenere rifornimenti idrici al più presto in cambio di materiali a voi utilissimi. Spero che tu mi possa essere di aiuto, Atlantide è una caserma di ottusi e ignoranti non in grado di capire l’importanza di questo pianeta non solo per la sua bellezza e per i suoi abitanti, ma anche per la salvezza della Terra, di cui, arrivata a questo punto, non mi interessa poi così tanto.” “La mia decisione di abbandonare la Terra è stata più che giusta, gli umani non meritano tanta attenzione dal momento che ormai numerosissime altre civiltà aliene hanno dimostrato la loro superiorità in tutti i possibili ambiti, e il loro orgoglio li ha portati verso la diffidenza, la chiusura e il protezionismo estremo”. Una risposta che condivido pienamente ma che non è ora opportuno prendere in considerazione. Allora tento di passare all’azione :“Vorrei poter parlare con un esponente del vostro governo, poi asseconderò il generale Ronchi in relazione alla prossimo abbandono di Atlantide, così risolveremo i molti problemi di questa convivenza ormai insostenibile.” “Domani avrai notizie a riguardo, ma sappi che non ci interessano affatto i vostri materiali, forse sarà più convincente la vostra decisione di lasciarci in pace”. Avrei voluto difendere il nostro diritto interplanetario di relazionarci, come ogni altra civiltà, con il resto del cosmo vivente, ma i nostri errori sono talmente evidenti che forse è meglio tacere, abbassare la testa e aspettare che il nostro comportamento ci porti all’autodistruzione che ormai è in già in corso da centinaia di anni. Immagino feste megagalattiche, alla notizia della nostra estinzione, anche su Aere, un pianeta abitato esclusivamente da organismi alati, dove non hanno apprezzato la nostra passione per la caccia… Ottengo una navetta esplorativa dopo una certa insistenza e mi dirigo verso Oxi, il maggiore centro idroxiano. Il paesaggio sommerso è straordinario; il silenzio, la pace e la serenità di questa dimensione creano disagio a chi è abituato al ritmo frenetico della vita terrestre dove si distruggono ambiente e umanità per ottenere il nulla. In questo ecosistema nessun organismo vegetale o animale si è estinto se non per cause naturali, puoi gustare ogni gradazione di colori e toni osservando la folta vegetazione ed i suoi coinquilini. Oxi si sviluppa sul fianco di uno scoglio di dimensioni all’incirca simili a quelli del monte Everest prima della desertificazione, i vari livelli ospitano le abitazioni dei cittadini, spesso semplici cavità o rudimentali costruzioni di granito. La mia presenza non è gradita, ho una sensazione di vuoto, mi sento senza significato, senza importanza. In una parola: la loro difesa migliore alla mia presenza è l’indifferenza. Prendo il mio ossigeno da masticare, una muta, lenti a contatto specifiche per rendere più nitida la vista in acqua, ed esco dalla nave. Vado a visitare solo esternamente il loro tempio, costruito per la meditazione in onore del dio Sigma. Nuoto verso il mercato ed incontro numerose persone in attività per la distribuzione di beni alimentari. Nessuno su Idrox viene lasciato al suo destino senza i mezzi necessari di sussistenza. Non esiste povertà, non esistono guerre, non esistono poteri se non quelli di dare la vita e di rispettarla in tutte le sue forme. Nuoto verso la navetta quando una piccola oxiana dall’occhio ceruleo mi afferra il braccio sinistro, mi blocca e mi osserva con estrema curiosità fino a quando la sua mano si avvicina alla mia per lasciarmi qualcosa e fuggire via in un lampo. Quel qualcosa è una perla. Vengo svegliata la mattina successiva molto presto, una squadra di delfini è pronta per scortarmi fino alla sede del governo idroxiano. Con tutta le attrezzature necessarie, compreso un dispositivo per la traduzione del linguaggio umano in infrasuoni, mi precipito verso l’uscita principale e abbandono la base con un leggero nervosismo addosso. Uno strumento di trasporto è stato appositamente posto sul dorso di un delfino per il mio spostamento che sarebbe stato piuttosto lento se effettuato con i miei soli mezzi a disposizione; il volo leggero di questo mammifero mi culla tra una distesa di coralli senza fine verso una gigantesca distesa di alghe filiformi all’interno delle quali una conchiglia di dimensioni faraoniche ospita il sovrano Talasso attualmente a capo di Idrox. “Se la sua collega non avesse insistito a quest’ora non sarebbe qui, signora Loreni, la vostra necessità di acqua è un problema da risolvere con urgenza, la disponibilità di questo bene qui è immensa, spero che non sia motivo per gettare uno sguardo sul nostro pianeta a fini speculativi, ho studiato la vostra storia, i vostri errori si ripetono continuamente, ricordo di una sostanza chiamata petrolio… Questo intervento sarà fatto, potete provvedere con i vostri sistemi di trasporto entro 10 giorni idroxiani, ossia entro una settimana terrestre circa. La quantità sarà stabilità esclusivamente in funzione delle esigenze di sopravvivenza di ogni singolo componente di questo pianeta, plancton compreso. Idrox è sopravvissuta migliaia di anni senza alcuna necessità di guerre interne né di conflitti con razze aliene, seguite questa linea di vita, è la mia unica richiesta in cambio. Arrivederci” La notizia ha raggiunto la Terra, grandi sospiri di sollievo. Tutto è ormai in fase di preparazione per una spedizione di rifornimento. Non credo affatto che il nostro pianeta possa sopravvivere a lungo nonostante l’aiuto esterno. Manca il rispetto, la comprensione, manca la vera voglia di vivere. Nessun biglietto di ritorno. Ho voglio di fare una nuotata lunga una vita.


Commenti

pubblicato il 24/12/2013 14.00.01
Handrea, ha scritto: Il racconto è svolto come una sintetica cronaca non avulsa da osservazioni personali della protagonista. Ed è avvincente e convincente. Se sviluppato potrebbe diventare un libro di notevole interesse. Complimenti.

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