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lavoro pubblicato venerdì 2 settembre 2005
ultima lettura domenica 12 gennaio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Libellula

di Lilith. Letto 1039 volte. Dallo scaffale Pensieri

Sono un po' cadavere stasera. Scrivo al buio e le parole domani mattina le troverò accavallate come i miei pensieri. Ho avuto un'altra telefonata st...

Sono un po' cadavere stasera. Scrivo al buio e le parole domani mattina le troverò accavallate come i miei pensieri. Ho avuto un'altra telefonata stasera. Nessuna sorpresa, nessuna emozione...solo parole sterili, come al resto del mondo. Melissa parla di amanti come di libellule... Ho accettato il ruolo di libellula? No, in realtà non mi ci vedo proprio. Io non ho fatto il nido in nessuna chioma, non ho tessuto reti per intrappolare o elaborato movenze per sedurre. Il bambino che è in lui quella sera di dicembre, ha colto il luccichio verde-azzurro delle mie ali ancora chiuse. Il timido ronzio che emettevo volando, gli si sarà infilato nelle orecchie, nel cervello; nel cuore no. L'occhio dell'uomo sarà scattato a questo ronzio e avrà visto i particolari di una trasformazione, della metamorfosi di un'affascinante piccolo insetto in una donna ancora fragile come un fremito d'ali. L'uomo ha visto i capelli lunghi dai ricci perfetti, gli occhi marroni disegnati come quelli di una zingara, le labbra di fragola, i seni di neve e il sesso di mare. E ne è rimasto ammaliato. Tramutato per l'occasione in un fervido collezionista e approfittando del gelo che mi impediva di volare via, mi ha catturato con un bacio. La donna libellula è finita in una gabbia di vetro attraverso cui lui la guarda fare acrobazie, solo per compiacerlo, affascinato dai suoi colori che hanno perso un po' di vita, ma che hanno acquisito il fascino degli occhi tristi; quella gabbia in cui il più delle volte, giace dimenticata. E tremante. Ha paura che un giorno l'occhio dell'uomo si riaddormenterà come prima del suo volo, e che invece di morire e tramutarsi in cenere, tornerà fuori lo sguardo bambino che non troverà più belli i suoi ricami nell'aria. Paura che il bambino la prenda e le strappi le ali solo per vederla soffrire. Paura, tanta paura. E così continuo a danzare, ad agitare le mie ali per fargli notare i cerchietti neri, che come gemme stanno sulle mie ali, per mantenere la sua attenzione continuo a dire che mi è mancato quando non è vero. Lui sorride ed io intanto spero nella raffica di vento che butterà a terra la gabbia; si frantumerà in mille schegge, tutte le lacrime che ho pianto da libellula... Spero e continuo a morire.


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