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lavoro pubblicato giovedì 11 agosto 2005
ultima lettura martedì 16 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La fermata dell'autobus

di piggia. Letto 839 volte. Dallo scaffale Generico

Il sole domina con tutta la sua forza la crosta terrestre. E’ mezzogiorno. Un filo di vento passa tra i piedi di Roberta, e lentamente le fa ondeggiar...

Il sole domina con tutta la sua forza la crosta terrestre. E’ mezzogiorno. Un filo di vento passa tra i piedi di Roberta, e lentamente le fa ondeggiare l’orlo della gonna,come se sfiorasse le corde di un’arpa, come se tentasse di sentire la sua musica di diciottenne. Sta appoggiata al palo arancione, cercando di ripararsi sotto la sottile ombra che questo proietta sul terriccio arido e bianco. Dalla pensilina, una ragazza segue il movimento delle onde di lino della sua gonna. Una ragazzetta sorda, scura e corrugata, ogni tanto respira e si volta di scatto, come se avesse paura di vederla sparire. E Roberta osserva di rimando quella ragazzetta sorda, che guardata negli occhi si rifugia nei suoi quindici anni. La ragazza alla pensilina continua a osservare Roberta, la sua gonna. E lei, la incastra rozzamente in mezzo alle gambe per far tacere la musica. Arriva un autobus. Dall’ombra emerge una giovane, finora non notata da nessuno. Si avvicina decisa all’orlo della strada, fa un cenno. Sale nell’autobus. La ragazza e la ragazzetta si sporgono un po’ per poter catturare un po’ della sua essenza, che lentamente va via. Contemplano l’autobus che si allontana, come per dare un addio. E’ riuscita a scappare. E non ha lasciato sentire il profumo della sua vita.


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