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lavoro pubblicato martedì 19 luglio 2005
ultima lettura giovedì 11 aprile 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Elegia al suicidio

di Nosferatu. Letto 1102 volte. Dallo scaffale Pulp

ELEGIA al SUICIDIO Adesso la notte è tutta mia – Nel sudore di una spiaggia lontana, salata dal mare – che non vedrò più, perché Stanotte è la ...

ELEGIA al SUICIDIO Adesso la notte è tutta mia – Nel sudore di una spiaggia lontana, salata dal mare – che non vedrò più, perché Stanotte è la Notte – dell’ultimo Atto, finale incredibile di una storia senza Fine. Mi apro un foro con la Sig – Fredda arma d’ordinanza, che ho custodito con amore, accanto al comodino – con i barbiturici e le lamette, perché non mancasse niente all’occorrenza. Adesso la spiaggia può urlare – Mentre le stelle soffocano nell’afa, quell’afa che non sente chi muore, anche se la corda – ti stringe troppo mentre voli, letteralmente giuro – lontanissimo – in un universo – d’Impiccati – per soffocare – tutto. Come la cucina a gas – Che mi taciterebbe ogni istante, se non fosse troppo vecchia per me – le lamette arrugginiscono – invecchiano le notti – la pallottola è già in canna – prendi la Mira – per la Fine – per il Suicidio. L’ultimo Amplesso della notte – Troppo per Amore, non abbastanza per Sesso. Lava via la coscienza del tuo amante, già pateticamente abbandonato al sonno. Domani ti svegli, mi trovi morta – Non c’è Biglietto d’Addio Non mi giustifico – colpa mia e tua. Un Amplesso stanotte per tutte le Notti Che passerai da solo – Tra queste lenzuola sudate Dalla mia parte, niente – solo freddo, Se trovi i miei sonniferi, divertiti – A partire nella mia Orbita – In un vecchio, decadente Spazio Siderale. L’Amante lascia l’Amato – Perché destino di Morte e di Natura, è la solitudine a due che si compie perfettamente da sola. Allora prendi la pistola – E quello che succede dopo è già previsto – Da chi la fa finita, da chi agonizza per anni luce e istanti. Finito – vado a seppellirmi da viva – Portatemi in trionfo verso la Morte, curatemi un funerale. Tu, amore – addio – Ti ho amato così disperatamente - Da andarmene senza te, sola parto – com’ero arrivata – dal Nulla – per tornarci. E la notte – Tutte le Cosmiche Notti – Di inverni freddissimi e solitari – Quando le auto sfrecciano Lontane sulla superstrada, noi morti – sicuri – nelle bare all’ombra della strada - lontani – pensiamo – alla Putrefazione di noi stessi. Lontani noi morti – Soli nella Bara – Compagna e solidale – La mia Morte. E tu, adesso – Potrai trovare il coraggio per far l’Amore Nel letto dove morii?


Commenti

pubblicato il 22/07/2005 17.56.03
Leonardo, ha scritto: questa composizione è interessantissima

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