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lavoro pubblicato lunedì 11 luglio 2005
ultima lettura martedì 13 ottobre 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Giuliana e Sandro (parte 15ª)

di Sexmaster. Letto 4731 volte. Dallo scaffale Eros

Giuliana e Sandro (parte 15ª) Terminato di mangiare, chiamai il cameriere e feci portare al tavolo di Luca e Marta una bottiglia di spumante e 4 ...

Giuliana e Sandro (parte 15ª) Terminato di mangiare, chiamai il cameriere e feci portare al tavolo di Luca e Marta una bottiglia di spumante e 4 bicchieri. Quando Luca incuriosito gli chiese chi li mandava, il cameriere fece cenno verso di noi. Quando si girarono sorrisi e mi risposero con un sorriso imbarazzato. Poi con Giuliana ci andammo a sedere insieme a loro. G: “Ciao Luca, ciao Marta. Possiamo sederci con voi?” L: “Ehm..si..prego” G: “Grazie. Vi presento Mario un amico mio e di Sandro” Nei loro visi era evidente l’imbarazzo, ma anche la curiosità, soprattutto in Marta. Ed infatti fu lei a rompere quel sottile velo di tensione che sembrava permeare la stanza: “Piacere Marta. E Sandro dove l’hai lasciato?” G: “Come non ricordi che lui e Giovanni sono a quel convegno a Milano? Anche se onestamente non credo ci sia un convegno, vero Luca?” L: “No. No. Il convegno c’è. Io dovevo essere lì”. M: “Bene, appurato che nessuno di noi è dove dovrebbe essere, che ne dite di continuare la serata da un’altra parte?” Sul volto di Marta passò una luce maliziosa, accentuata dagli splendidi occhi azzurri fissati sui miei. Era una donna molto bella, con un visino impertinente, incorniciato da una cascata di capelli biondi e ricci, che le arrivavano alle spalle, lasciate scoperte da un vestito di lamé. Quando si alzò, potei vedere che era alta e slanciata, con due splendide gambe, evidenziate dagli spacchi laterali del vestito. Ma: “Per noi va bene.” Aveva usato il plurale, senza tenere in alcun conto Luca, dimostrando chi conducesse il gioco tra loro due. “Dove hai intenzione di andare?” Questa domanda la rivolse direttamente a me, leccandosi le labbra mentre la formulava. M: “Se voi siete d’accordo potremmo andare al Babilonia Club” Ma: “Il locale vicino l’aeroporto di Ciampino? Ma è un privè, ci vuole la tessera” M: “A quello ci penso io. Ci avviamo?” G: “Allora andiamo!” Percorremmo la strada fino al parcheggio in silenzio. Arrivati lì Giuliana disse a Luca: “Forse è meglio andare con una macchina sola. La tua è più grande e spaziosa della mia.” L: “Okay. Venite è da questa parte” Raggiungemmo la macchina di Luca, una Lancia Thesis nera, e appena saliti Giuliana iniziò a baciarmi l’orecchio. Sapevo che lo faceva esclusivamente per stuzzicare Marta, quasi a voler marcare il territorio. Infatti Marta la guardava con un espressione che non prometteva nulla di buono. Le strizzai l’occhio, e tanto bastò a rassicurarla. Si girò, guardando la strada, apparentemente dimentica di noi. Non appena Marta smise di guardarci, Giuliana abbandonò ogni proposito di sfida, limitandosi a tenermi la mano, non come due fidanzatini, ma come chi sta per presentarsi ad un esame. Le avvicinai le labbra all’orecchio e le bisbigliai: “Tranquilla tesoro, stai andando benissimo. Ora rilassati e lascia fare a me”. Sulle sue labbra si formò un muto assenso e la sua espressione sul volto si distese, così come la stretta della sua mano sulla mia si allentò. Poi per eliminare ogni traccia di tensione dissi, rivolto a Luca: “Credo sia meglio andare da un’altra parte. Che ne dici Luca, andiamo verso Ostia?” Avevo colto nel segno. L’idea di andare in un privè, seppur intrigante, incuteva timore nei miei compagni. Infatti Luca, quasi con un sospiro di sollievo disse: “Si forse è meglio. Lì possiamo andare nella mia villetta, se non fate caso al disordine” M: “Ragazze che ne dite?” Come pensavo, le risposte furono quasi contemporanee. G: “Ottima idea, adoro l’aria di mare” Ma: “Grande idea. Preferisco l’aria di mare ad un locale pieno di fumo!” Guardandomi dallo specchietto Luca, mi strizzò l’occhio, come a dire <>. Poi si diresse verso il mare. Mi rilassai sul sedile, mentre Giuliana e Marta iniziavano a chiacchierare tra loro, come se la tensione di qualche attimo fa non fosse mai esistita. Poi rivolsero la loro attenzione verso di me. Fu Marta per prima a farlo: “Non sei romano, vero? Dall’accento direi siciliano” Giuliana non mi diede il tempo di rispondere, ma lo fece lei al posto mio: “Si è un siciliano verace, col fuoco nelle vene. E inoltre conosce bene i posti giusti di Roma.” Quindi rivolta a me: “Tesoro, sei una continua sorpresa!” e mi diede un bacio sulle labbra. Ma: “Eh si! Soprattutto per come hai fatto cambiare Giuliana!” E Rise. Aveva una risata dolce, quasi ingenua, di ragazzina appena divenuta donna. Anche Giuliana rise, con la sua tipica risata argentina, poi disse: “Sai ha la capacità di sciogliere i miei freni inibitori, di togliere il velo di imbarazzo dai miei occhi”. Poi inaspettatamente baciò Marta sulle labbra. Le loro labbra, iniziarono a toccarsi e lambirsi, dapprima in maniera casta, poi con sempre più passione, come se non facessero altro, nella vita. Quando si staccarono, sui loro volti, le espressioni mutavano dall’incredulità all’eccitazione, dallo stupore alla soddisfazione. Dopo qualche minuto giungemmo a casa di Luca. Scendemmo dalla macchina e Marta e Giuliana si strinsero a me, non in competizione, ma in piena complicità. Le baciai entrambe sulle labbra, prima Marta poi Giuliana ed entrammo in casa. Come tutte le case, situate in località turistica estiva, in questo periodo dell’anno dava l’impressione di abbandono e di caos organizzato. Era arredata con buon gusto ed eleganza. Luca ci condusse al piano di sopra, dove in netto contrasto con tutto il resto, la camera da letto appariva in ordine e, a giudicare dall’odore, utilizzata di recente. L: “Eccoci qua. È piccola ma c’è quello che serve.” G: “È carina. E lo specchio proprio di fronte al letto è semplicemente fantastico” Marta confermò quanto detto da Giuliana: “Sembra di farlo davanti ad altre persone” E rise. Anche Giuliana rise. Poi guardandomi negli occhi, come per chiedere il permesso, si avvicinò a Luca, stringendoglisi contro e strofinandosi su di lui disse: “Non credevo fossi un porcellino!” e lo baciò carezzandogli la patta dei pantaloni. Marta dal canto suo si inginocchiò ai miei piedi e tiratolo fuori dai pantaloni, iniziò a leccare e baciare il mio membro. Giuliana lasciò Luca e venne a mettersi vicino Marta per dedicarsi anche lei a me. Era un pompino a due bocche meraviglioso, dove il mio pene, già semieretto passava da una bocca all’altra, veniva lambito da due lingue calde e dolci, coccolato dalle labbra ora di una ora dell’altra. Poi Marta prese a leccarmi i testicoli mentre Giuliana lo prendeva in bocca fino alla radice. Luca intanto si era avvicinato a noi, offrendo alle due bocche anche il suo membro, gia eretto. La prima ad interessarsi di lui fu Giuliana, lasciando così campo libero a Marta, che prese in bocca il mio membro, lentamente ma serrando le labbra, quasi a volerne rivendicare il possesso. Giuliana arrivò alla radice del pene di Luca e ritornò su. Quando arrivò al glande, lo tirò fuori e prese a leccarlo, lanciandomi occhiate, quasi a voler chiedere l’approvazione. Ricambiai il suo sguardo, facendole capire che approvavo e da quel momento sciolse ogni residuo di vergogna o pudore che ancora la inibivano. Infatti, smise di leccare Luca, si alzò e spogliandosi si distese sul letto a gambe aperte, invitando Luca a prenderla: “Dammelo! Fammelo sentire dentro! Fammi Tua!” Luca non se lo fece dire due volte e si mise sopra di lei, che subito serrò le gambe sulla sua schiena, iniziando a spingere il bacino verso di lui. Marta, decise quindi di imitare Giuliana e, toltosi di bocca il mio pene, si spogliò e si mise sul letto a 90 gradi, invitandomi a penetrarla, mentre lei si dedicava al seno di Giuliana con la bocca. Mi avvicinai dietro di lei, appoggiai il mio glande alle sue labbra e lentamente, ma in maniera decisa, scivolai dentro quelle pareti calde ed accoglienti. I movimenti di Luca e Giuliana aumentavano sempre più il ritmo, mentre la notte silente veniva squarciata dalle urla di Giuliana: “Ohhhh! Siii! Ahhh!” Dopo qualche istante Giuliana iniziò ad irrigidirsi, mentre anche Luca aumentava il ritmo dei suoi colpi. Vennero quasi contemporaneamente, prima Luca, subito dopo Giuliana, urlando entrambi: “Siiiiii! Vengooooo!” Intanto Marta si dimenava attorno al mio pene, che la penetrava fino alla radice. Decisi di cambiare posizione, facendola sdraiare sotto di me e, mettendo le sue caviglie sulle mie spalle, in modo da farglielo sentire fino in fondo. A differenza di Giuliana, Marta esprimeva il suo godimento senza urlare, ma ripetendo in continuazione: “Si! Si! Si! Si!”. Giuliana scivolò da sotto Luca e si venne a sedere sulla faccia di Marta, che iniziò subito a lambire le labbra e lo sperma di Luca, che iniziava a colare. Quindi iniziò a muovere il bacino verso di me, incitandomi a riempirla tutta e quasi immediatamente venne sotto i miei colpi, urlando: “SIIIIIIIIIIIIII! SIII! COSÌ! ANCORA! ANCORA!”. Continuai a muovermi dentro di lei, finché non sentii montare dentro me l’onda dell’orgasmo ed esplosi dentro di lei, emettendo un urlo liberatorio: “GODOOOOOOOOOO!” (….continua…)


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