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lavoro pubblicato sabato 28 maggio 2005
ultima lettura giovedì 21 febbraio 2019

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Il Tamarro. capitolo 1

di The Reporter. Letto 7126 volte. Dallo scaffale Storia

L'impiato stereo ideale del tamarro è quello che nasce di solito tra i pezzi avanzati della Ritmo cabrio del cognato (figura mistica della parentela tamarra).Generalmente il pezzo preferito è il classico subwoofer incollatocol silicone con la scritta 5000(*),una volta molto in voga se sistemato sotto i sedili,ma ora è quasi sempre ubicato nel cofano,incastonato in quello che dovrebbe essere un box acustico,cioè un comodino bucato ricoperto di moquette bruciata da sigarette Pall Mall rosse,dopodichè...

Il tamarro è un'entità superio.. pardon, inferiore, creata dal Signore a immagine e somiglianza di uno qualsiasi dei bulli di periferia di una città qualunque. Il termine "tamarro" non è comunque universalmente riconosciuto e il personaggio in questione assume diverse nomee a seconda del luogo nel quale risiede. Come le antiche divinità , il tamarro assume varie denominazioni a seconda della zona d'Italia nella quale viene avvistato. Abbiamo così tribù di gaurri, truzzi, zarri, cuozzi, cataruozzoli. Il tamarro non ha particolari limiti geografici, potrete trovarlo praticamente ovunque, tranne che nei luoghi ove aleggi un sentore anche minimo di cultura (es. una biblioteca, un museo, una libreria…), una sorta di criptonite per lo sconsiderato essere in esame. Sono queste zone pericolose per il tamarro, che non può rimanervi per un tempo superiore alla frazione di nanosecondo, pena la morte fisica, non cerebrale, dato che questa è avvenuta praticamente quando il tamarro era ancora in uno stato embrionale.
 Per dare comunque una collocazione spaziale alquanto precisa, possiamo notare che i tamarri affollano una cittadina calabrese nomata "Cassano Ionio".
E' qui che infatti tali individui si raggruppano in branchi e sempre in determinati luoghi, con una densità che può raggiungere quella di 10 individui per metro quadrato. Il tamarro si sposta in branchi, dato che da solo non riesce a esercitare quella funzione intimidatoria scopo stesso della sua vita. Per farlo, può usare mezzi a quattro e due ruote, nonché ingegnosi sistemi di palafitte semoventi, usualmente chiamati "anfibi con zeppa di spropositate dimensioni".
 Procederemo adesso ad un esame, piuttosto superficiale, dei suddetti mezzi di trasporto. Il mezzo a quattro ruote citato può essere una Uno Turbo i.e. (generalmente giallo limone marcio) o se si va sul classico,una Fiat Croma grigio pantegana. In caso di crisi finanziarie particolarmente gravi, ogni macchina va bene e il tamarro rimedia con appositi e improvvisati Kit di personalizzazione. Perché "K" maiuscola? Perché il Kit per antonomasia è quella reminiscenza supercariana di alcuni (molti!) anni fa: ricordate quella striscia di led luminosi che si accendevano e spegnevano in sequenza, posti in un'apposita feritoia sul cofano della macchina di Michael Night? Esattamente, quello che produceva anche un suono strano all'accendersi e spegnersi ritmico dei diodi a emissione di luce. Il Kit è disponibile in vari modelli, con e senza suono e con i led programmabili (naturalmente, è tutto pre-programamto, altrimenti il tutto sarebbe inutilizzabile dal tamarro). I meno danarosi rimpiazzano questo insostituibile strumento con tubi semitrasparenti che racchiudono serie di lampadine luminose intermittenti, il cui scopo originario era quello di fungere quali decorazioni natalizie. Abbiamo poi kit (con la "k" minuscola) composti da minigonne(di solito riciclate e riadattate da auto straniere demolite) , molle per assetto ribassate (di solito tagliate), marmitte(tubi di fontana) che decuplicano il rumore -stile muggito da mucca pazza- prodotto da motori rigorosamente elaborati come sopra(a volte con l'ausilio di numerosissimi buchi, in stile cuoio capelluto), dadi di peluche, scritte adesive cromate, foro dell'accendisigari a presa sdoppiata per collegare cose luminose.ecc)
Non si puo' non parlare di veicolo tamarro senza tralasciare qualcosa di bioritmicamente necessaria:l'impianto stereo.
L'impiato stereo ideale del tamarro è quello che nasce di solito tra i pezzi avanzati della Ritmo cabrio del cognato (figura mistica della parentela tamarra).Generalmente il pezzo preferito è il classico subwoofer incollatocol silicone con la scritta 5000(*),una volta molto in voga se sistemato sotto i sedili,ma ora è quasi sempre ubicato nel cofano,incastonato in quello che dovrebbe essere un box acustico(nome d'arte scatola CUSTICA),cioè un comodino bucato ricoperto di moquette bruciata da sigarette Pall Mall rosse , fissato alla meglio con qualche elastico verde fluo.Il tamarro classico,disponendo di un budget ristretto,si ritrova quindi con questo ciambellone di 80cm di circonferenza(standard medio di accettazione) e l'autoradio con cornice in radica anniversario fiat 112 tramandata da generazioni.
Non potendo,quindi,trovare la parte più dispendiosa di tutte,il leggendario amplificatore gigante cromato,egli si arrabbatta come puo nell'impresa.E' qui che i neuroni del tamarro cominciano ad attivarsi e arrivare alla soluzione finale,individuando l'oggetto che fa più al caso suo,in questo caso il glorioso amplificatore per chitarre elettriche anni '70 di 2 metri x 2 .Si voglia sottolineare che l'oggetto individuato al 99% non roba sua(in quanto zone cognitive del suo cervello individuano sempre roba altrui),e in qualche modo deve procurarselo.Fatto questo,il tamarro procede alla sua collocazione,di solito ancorato sul sub in modo da dare imponenza e coprire del tutto il lunotto posteriore,obiettivo inconscio tamarresco.Ma per fare questo,deve modernizzarlo e il metodo più veloce è verniciarlo rigorosamente a bomboletta color "alluminio ruote" tappezzandolo successivamente di adesivi con scritte a lui incomprensibili,quindi di tendenza;estendo quest'ultima operazione nella tipologia denominata "a macchia d'olio solare",in cui il tamarro,galvanizzato dal proprio bolide,arriva a coprire ogni cm. cubo della vettura.Le ultime fasi dell'impianto sono l'installazione delle casse ai lati dello sportello,quasi sempre prelevate dallo stereo di casa a cassette o più comunemente dagli altoparlanti delle stazioni dei pulmann.L'installazione viene effetuata inserendo le "casse" in appositi fori creati bucando in maniera informe l'interno dello sportello e avvitando il tutto con viti autofilettanti per impalacature in vernice anodizzata.
Alla fine si procede con l'inserimento di qualche CD con qualche geroglifico scritto sù,tipo "IT SMANIA DENS 96" o  "EURI DENS 12" rigorosamente masterizzato ascoltato regolando i bassi a +24 la cui resa sonora esterna ricorda vagamente un comizio elettorale remixato trasmesso in un cassonetto.

Spostiamoci adesso alle due ruote: per le marmitte vale lo stesso discorso delle auto, cambia invece il grado di elaborazione di motore, frizione e altro. Risultato dell'elaborazione è un motorino di 181 cc, invece che di 50 cc secondo quanto scritto sul libretto. Le prestazioni subiscono un incremento del 100% in velocità massima, il miglioramento in ripresa e accelerazione è quantomeno incalcolabile in termini numerici. Alle già alte prestazioni conseguite, viene aggiunta una quota variabile, definita dalla "costante di Banf". Si narra così di vespini special che raggiungono i 210 km orari (rilevazione effettuata correndo in parallelo ad una 127 che procedeva alla stessa velocità, guidata da un compagno tamarro quanto basta). E questo prima di inserire la terza (o la quarta, in caso di cambi a 4 velocità). Ugualmente si narra di vespe "tagliate", ovvero rese più efficienti dal punto di vista aerodinamico tramite interventi di carrozzeria tesi a minimizzare la superficie frontale del mezzo stesso, capaci di raggiungere la velocità massima in 200 metri (quasi fossero dragsters). Le banfe a proposito sono virtualmente infinite, dato che di leggende metropolitane a proposito ne nascono almeno 10 al giorno. Parlando di motorini, colgo l'occasione per disquisire su un fenomeno molto strano, legato comunque alle capacità cerebrali di un qualsiasi tamarro. Provate a osservare uno di questi soggetti quando è alla guida di un qualsiasi motorino: il suo volto è inespressivo, immobile, immutabile. La sua espressione muta solo e solo se il tamarro proferisce in uno dei suoi versi disarticolati, in ogni caso tesi a denigrare in maniera più volgare possibile chiunque intralci la sua circolazione. Ebbene, premesso questo volete sapere perché il tamarro non può azionare i muscoli facciali durante la guida? Presto detto. Il cervello di un tamarro è in grado elaborare una sola istruzione alla volta, con risultati scadenti (prendete ad esempio un qualsiasi computer mono-task con a bordo un 8088). Quindi, in conseguenza dell'attaccamento barbaro e ingiustificato del tamarro alla vita, tale misera capacità di elaborazione viene dedicata esclusivamente al perseguimento delle funzioni vitali respirazione e battito cardiaco). Il tamarro sul motorino quindi, oltre a dover respirare e usufruire degli indispensabili servigi del sangue, deve stare anche attento alle macchine che procedono in qualsiasi senso (spesso contrario, data la predisposizione del tamarro di percorrere solo strade a senso unico, nel verso sbagliato: d'altronde, la vita del tamarro non ha senso…), guardando inoltre entrambi i lati della strada per rilevare la presenza di eventuali cozze impanate, nemesi femminili dei tamarri. Converrete con me che è già abbastanza per mandare in tilt il primordiale encefalo dell'homo demens (definizione scientifica del tamarro). In risultato di quanto espresso, sul suo volto rimane congelata l'espressione che il tamarro aveva prima di montare in sella. Fatto strano e inspiegabile, almeno per il momento, è che anche l'eventuale passeggero (irrimediabilmente un tamarro anch'egli) sembra colpito da paresi. Forse (ma è solo un'ipotesi altamente improbabile) uniscono le loro forze mentali per guidare il mezzo. Per amplificare l'intelletto, il tamarro fa uso, durante gli spostamenti (e non solo), di sostanze allucinogene varie o di semplici sigarette, sempre scroccate. Le sostanze allucinogene in questione spaziano dall'hashish all'oppio(rigorosamente tagliato), passando per giusquiamo, radicchio, e foglie di cicorie.
In pratica, il tamarro fuma qualsiasi materia di provenienza anche lontanamente vegetale. Il fumare non pregiudica la guida del mezzo, perché inspirando, il tamarro assimila sostanze terribilmente nocive, espirando espelle, oltre all'aria oramai ricca di anidride carbonica, anche i derivati della combustione psicotropa,le quali,insieme ad un mix di olio per motori(come il classico ROLOIL) usato anche per le patatine sono necessarie per lui quanto l'ossigeno.

(*)Precisazione:qualsiasi numero minimo con 3 zeri,colorato, segnato su componenti stereo,per loro sta ad indicare i watt.Si raccomanda percio' di non far notare loro MAI codesta precisazione,potrebbe essergli fatale.


Nel prossimo capitolo parleremo del tamarro a piedi,dei meeting tamarriani (comunemente chiamate risse) e del "tacchinaggio".



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