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lavoro pubblicato martedì 24 maggio 2005
ultima lettura venerdì 16 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

suoniamo insieme

di matilda . Letto 1193 volte. Dallo scaffale Amicizia

Sfiora con delicatezza il tasto, poi invece lo aggredisce e ne schiaccia due, tre, quattro insieme; ha le dita magre e lunghe, sta facendo l’amore. St...

Sfiora con delicatezza il tasto, poi invece lo aggredisce e ne schiaccia due, tre, quattro insieme; ha le dita magre e lunghe, sta facendo l’amore. Sta curva sul piano, la faccia deve essere proprio vicina al foglio perché le note sono scritte in piccolo, in piccolissimo….si delle formichine nere su un foglio che una volta era bianco e ora ha vissuto il suo tempo ed è giallo. Si vergogna un sacco, si lo sento e io mi sento in imbarazzo perché la sto mettendo a disagio, io mi preoccupo per lei e lei per me; continua a sbagliare ma lo fa perché è tesa ma a me ogni nota che fa mi piace un sacco anche se la nota che segue non centra nulla con quella che l’ha preceduta…..è un suono fantastico, sarà che io ho sempre amato il pianoforte. Faccio due passi indietro e cerco di farla sentire da sola; mi siedo a piedi nudi sul pavimento dietro di lei, chiudo gli occhi e cerco di entrare in lei; ora scricchiola le mani e sospira…..canto un po’ così ora l’imbarazzo lo sento anche io e forse nella stessa condizione lei sta meglio. Vorrei essere li e che lei non lo sapesse. Mi piace un sacco guardarla, la dipingo nella mia testa, la disegno, le faccio foto. Se chiudo gli occhi la rivedo; sembra tanto piccola e fragile, sembra un ragnetto piegato nel suo mondo …. Anche gli occhiali son buffi e i lunghi capelli neri le sfiorano la schiena; siamo in mansarda e come in tutte le mansarde c’è un’aria strana. Mi guarda e io le sorrido. Mi chiede se voglio la chitarra….panico di due secondi, immagini che corrono disperate senza meta nella mia testa, piccolo tremolio e poi un ….ehm…. SI. Si precipita giù dalle scale e dopo poco è di nuovo li di fianco a me che accorda la chitarra e poi me la piazza in mano…..cerchiamo la canzone da suonare ma è cosa difficile perché dovremmo anche cantare; ora sono io che mi vergogno un sacco e non so se riuscirò a suonare, non lo faccio con molti…..io le chiedo un po’ di note perché i diesis non me li ricordo mai e anche il nome delle note. Sfogliamo i suoi duecento spartiti e finalmente ne troviamo una….dai iniziamo….io faccio due note per conto mio, lei le fa per conto suo poi siamo pronte e via facciamo le prime note insieme che di insieme han ben poco; ridiamo, ridiamo perché la cosa è buffa, ridiamo perché è divertente, ridiamo perché siamo nervose. Ok si riprova, ora le mie note e le sue cominciano ad avvicinarsi, son quasi le stesse….però chi canta ? lei non ha mai cantato con me, neanche quando c’era la radio, si forse solo al concerto dei Modena ma io non la potevo sentire….mi dice di iniziare che poi lei mi sta dietro….io iniziare, no mi vergogno….però lo voglio….prendo un po’ di coraggio, non so da dove, faccio due note stonate poi mi impegno un sacco e continuo a cantare, lei attacca e ora abbiamo tirato su le fondamenta, cantiamo, suoniamo e neanche tanto male. Poi parte un pezzo della canzone dove c’è un coretto scemo la la la lallalala e non ce la facciamo più scoppiamo a ridere, ci pieghiamo in due ma lo so che stiamo pensando la stessa cosa, so che sei contenta e io lo sono più di te…..siamo fantastiche. Così troviamo altre canzoni e non ci accorgiamo che il tempo passa, però siamo sempre più brave e meno imbarazzate….mi sembra di aver abbattuto un muro enorme questa sera con te, ti sento più vicina….ti ho raccontato un’altra parte di me, te l’ho raccontata in un modo particolare e ho ascoltato il tuo racconto, stasera tanto simile al mio. Una telefonata ci interrompe, ci riporta al tempo giusto, è tardi e non possiamo più suonare; lui ti chiede se io son li, tu menti ma a me non importa nulla, son contenta e del resto me ne frego, l’importante è che tu sia con me come ti senti. Poi si chiacchera, mi fai vedere la tua stanza e dentro la tua stanza le tue cose, apri gli armadi e apri Caterina….io son curiosa e più sto con te e più mi piace il tuo modo di essere e il tuo mondo, grazie che mi permetti di entrarci, è un gran bel regalo…..non ti sprecare mai e regala agli altri ciò che sei perché questa è la vera religione, il vero dio Dormi da me ? vorrei ma domani devo partire e ho mille cose da fare. Mi riaccompagni. Ti saluto con un ciao, noi non riusciamo ad avere nessun contatto fisico, però è bello anche così …


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