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lavoro pubblicato venerdì 20 maggio 2005
ultima lettura sabato 16 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Il Glande Puffo

di Stefano Marotta. Letto 2583 volte. Dallo scaffale Pulp

Avvertenza: l'autore non si ritiene in alcun modo responsabile per eventuali danni al sistema nervoso centrale derivanti dalla lettura del seguente brano.

Erano le otto e mezza di sera e, come ogni venerdì, Claude tornava a casa dal pronto soccorso dopo otto ore di servizio. Non era ne un medico ne un infermiere, ma un tirocinante: era iscritto alla facoltà di medicina all'università di Thanatos town e gli mancavano pochi esami alla laurea. I suoi professori, nonché medici affermati nel paese, lo consideravano una giovane promessa nel campo della chirurgia, uno dei loro tre migliori studenti, e poco importava se la sua facoltà ne contasse in tutto quattro, di cui uno era down e gli altri due cerebrolesi, o se questi professori usassero come libri di testo dei fumetti porno e non avessero mai curato neanche un raffreddore senza che il paziente ci rimettesse la vita… Claude ne era comunque onorato. Thanatos town ad una prima occhiata poteva sembrare un'accozzaglia di capanne ed edifici pericolanti dove regnava la povertà più incontrastata, ma in realtà era un paese molto industrializzato… nel senso che veniva utilizzato come discarica abusiva per i rifiuti tossici industriali, provenienti dalle ricche città vicine. La gente che vi abitava era povera ed in attesa solo di una morte rapida, che trovava puntualmente nel policlinico, detto anche "polliclinico", in quanto fungeva sia da ospedale che da allevamento di polli. Tutto ciò era utile anche perché forniva il materiale adatto alla costruzione degli accessori medici necessari: le ossa di pollo. Esse erano ideali per gli interventi chirurgici perché, quand'anche il medico non fosse riuscito nel suo intento, ci avrebbero pensato le luridissime ossa di pollo ad infettare il paziente con qualche centinaio di virus, uccidendolo in poche ore; si perché, come ho già detto, era questo che la gente desiderava, l'eutanasia, e Claude, che amava così tanto la sua terra e le persone che vi abitavano, decise già dalla sua infanzia che sarebbe diventato il miglior chirurgo "eutanasista" del paese. Chissà… magari ci sarebbe anche potuto riuscire se quel venerdì sera non fosse andato a far visita a suo nonno, per trovare un po' di pace e dimenticare per qualche istante i dubbi e le preoccupazioni che in quei giorni lo assillavano. - Sono 50 Breccole - disse con voce rauca il nonno spacciatore. - Ma come 50? Non me l'hai mai fatta pagare così tanto, e poi mi hai detto pure che ci ha pisciato sopra il cane… - - APPUNTO STUPIDA TESTA DI CAZZO! NON LO SAI CHE IL PISCIO DEL MIO CANE E' AFRODISIACO? E DOVRESTI SENTIRE LA MERDA… PER QUESTO TE LO FACCIO PAGARE DI PIU', CAPITO, COGLIONE CHE NON SEI ALTRO? - - Ok, ok… - disse Claude estraendo il portafoglio dalla giacca - In effetti però non posso lamentarmi… sei sempre stato presente quando ho avuto bisogno di te. Grazie infinite nonno. - - DAMMI QUEI CAZZO DI SOLDI E VATTEN'AFFANCULO! - concluse il vecchio, che subito dopo emise dei violenti colpi di tosse, sputando a terra un pezzo di cancro alla tiroide. Claude obbedì e si diresse verso un giardino non lontano da casa sua. Giunto lì, si sedette su una panchina ed iniziò a rollarsi una canna. Mentre la preparava i pensieri gli andarono per un attimo alla sua famiglia, ai soldi che non bastavano mai, a sua moglie che per racimolare qualche spicciolo faceva la puttana, a sua figlia di quattro anni che faceva pure lei la puttana ma racimolava molto di più e praticamente manteneva da sola tutta la sua famiglia, o meglio, i suoi genitori, perché il nonno se la cavava benissimo da solo; ma tutte queste preoccupazioni terrene scomparvero non appena fece la prima tirata, lasciando il posto ad una pace interiore senza precedenti. Era in paradiso. E non in senso metaforico… Era crepato davvero, anche se per pochi minuti. A quanto pare l'erba, mista al piscio del cane, aveva generato una terribile reazione chimica trasformando il fumo aspirato in gas tossico che gli provocò una morte temporanea ed una lesione permanente al cervello. Quando pochi minuti dopo rinvenne, o resuscitò che dir si voglia, aveva perso gran parte delle sue facoltà raziocinanti, diventando incapace di intendere e di volere ma sfortunatamente non di agire; difatti, quando il primario del polliclinico lo chiamò d'urgenza chiedendogli aiuto per un complesso intervento di vivisezione antidepressiva, lui rispose: - IS - ed, impugnato un osso di pollo scheggiato, detto tecnicamente bisturi, iniziò a correre per arrivare in tempo a destinazione. Purtroppo però fece un po' di confusione con i luoghi, scambiando casa sua per il polliclinico e così, cinque minuti più tardi, si ritrovò nella camera da letto di sua figlia, con la moglie accanto che gli sorrideva e la bambina che attendeva sotto le coperte il bacio della buona notte. Sorrise anche lui, pensando che tutto era pronto: il paziente era già nel lettino ospedaliero e l'infermiera accanto a lui attendeva le direttive. Terminata l'operazione si diresse verso quella che nella sua mente doveva essere casa sua, ma che in realtà era il polliclinico; quindi entrò nella stanza adibita ad obitorio e si infilò dentro la vagina del cadavere di una vecchia obesa, per poi rannicchiarsi in posizione fetale nel suo ventre ed addormentarsi, ma non prima di aver fatto sesso con la milza ed averla coccolata un po'. Il giorno seguente un medico ed un'infermiera si diressero verso la vecchia obesa per farle l'autopsia, ma quando l'infermiera mise in funzione la sega circolare, Claude, scambiando quel rumore per un pezzo rock trasmesso dalla sua radio sveglia, decise che era ora di alzarsi e per uscire perforò il ventre della vecchia in perfetto stile "Alien". L'infermiera, terrorizzata dal macabro spettacolo, per scappare si voltò in maniera forse troppo brusca, ed inavvertitamente segò lo scroto del medico, il quale, dopo un primo momento d'incredulità nel vedere le sue palle che rotolavano sul pavimento, si avvicinò all'infermiera e le fece l'elettroshock con il defibrillatore regolato alla massima potenza, facendole esplodere gli occhi e fuoriuscire dalle orbite il cervello fuso, che spalmò come fosse gorgonzola su una fetta di pane per poi mangiarsela in tutta tranquillità mentre, lentamente ma inesorabilmente, si stava dissanguando. Senza far troppo caso a quello che gli stava accadendo intorno Claude uscì dall'obitorio e si diresse verso la sala operatoria, dove fece un'abbondante colazione a base di appendicite ed emorroidi con contorno di tonsille. Fu proprio in quel momento che, non riconoscendo il sapore dei suoi consueti peperoni con la nutella, si rese conto che forse c'era qualcosa che non andava… allora si guardò attorno e finalmente capì: non era a casa sua, ma al polliclinico. "Che sbadato…" pensò, e se ne tornò a casa, grondante di sangue e viscere. Una volta arrivato però, fu scosso da un nuovo atroce dubbio: possibile che avesse sbagliato nuovamente strada e si fosse ritrovato nel mattatoio del paese? Fortunatamente la testa mozzata di sua figlia che dondolava appesa al lampadario lo tranquillizzò: stavolta era veramente a casa. Così, colto da un'improvvisa libidine, raccolse i pezzi sparsi per casa della moglie e della figlia, e li combinò assieme creando un polpettone disumano di carne umana che si trombò con sommo godimento. Continuò a fotterselo anche nei mesi seguenti, e smise solo quando ormai si era ridotto ad un ammasso informe di vermi e carne putrefatta; nello stesso tempo però anche il suo pene aveva subito una mutazione: infatti il glande, aggredito dai più svariati tipi di virus e batteri presenti in quel collage di corpi putrefatti, divenne completamente blu. - e fu così che Claude divenne il Glande Puffo e passò il resto della sua vita a fottere cadaveri. Fine della favoletta. Ora a nanna - disse l'anziana signora al nipotino nel letto mentre chiudeva il libro e lo depositava su uno scaffale. - Già finita? Noooh… ti prego nonna, raccontamene un'altra… io non ho sonno… - - Eh, no! Non fare i capricci. Lo sai che domani devi alzarti presto per leccarmi la fregna puzzolente e sudicia, no? E se non vai a dormire presto, poi ti svegli debole e ti vengono subito i crampi alla lingua, ed io sono costretta ad infilzarti i coglioni con i miei ferri per lavorare a maglia… e lo sai quanto non mi piaccia farlo, no? Quindi poche storie e a nanna. - - Va bene nonna… buonanotte - - Buonanotte anche a te tesorino della nonna - e così dicendo spense la luce e chiuse la porta della cameretta. Sarà stato a causa di una distrazione dovuta alla stanchezza o semplicemente alla vecchiaia, ma fatto sta che, mentre si apprestava a scendere le scale, l'anziana signora perse l'equilibrio e cadde, sfracellandosi la testa sul pavimento e seminando pezzi di materia grigia sugli scalini dove successivamente era rotolata. Morì sul colpo. Il bambino intanto, sentendo il rumore della caduta, si preoccupo' e chiese gridando alla nonna se andasse tutto bene. Non sentendo risposta scese dal letto ed andò a controllare di persona ma, quando giunse in fondo alla scala, della nonna non vi era più traccia… al suo posto solo poche gocce di sperma blu.


Commenti

pubblicato il 13/06/2005 4.50.34
anf, ha scritto: veramente bello. alla fine ti superi. l'unica pecca sono le mie mediocri congratulazioni.
pubblicato il 20/06/2005 18.47.26
Nosferatu, ha scritto: davvero grande! complimenti!

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