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lavoro pubblicato domenica 1 maggio 2005
ultima lettura giovedì 7 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Paura

di Leonora Signifredi. Letto 1563 volte. Dallo scaffale Fiabe

La città in cui entrò Wolfram era molto strana. Nel suo andare da un luogo all'altro come menestrello non aveva mai visto un posto del genere. Le stra...

La città in cui entrò Wolfram era molto strana. Nel suo andare da un luogo all'altro come menestrello non aveva mai visto un posto del genere. Le strade erano tute larghe un metro, le case erano tutte grigie con sette finestre ed una porta. Tutti gli abitanti avevano acceso le candele nella stessa stanza. E non c'era nemmeno una locanda!

Il giovane si guardò intorno, forse avrebbe dovuto continuare, ma aveva fame e non lo fece. Bussò alla prima porta che vide. Gli aprì una donna vestita di grigio, lo guardò per alcuni istanti, poi urlò. Accorsero tutti. Il marito, i figli, i cugini e gli zii. Wolfram li guardò stupiti. Erano tutti vestiti di grigio. In che razza di posto era capitato?

« Straniero- disse il marito della donna- togliti quegli abiti colorati. Hai spaventato la mia cara Gianna e Giannina e Giannino!

Vattene da questa città! I colori fanno male alla vista. Se si guardano troppo i colori si diventa ciechi.»

« Mi vestirò di grigio- disse Wolfram- ma almeno che possa suonare il mio liuto.»

« Straniero- disse Gianna - getta via il liuto. Hai spaventato il mio caro Gianni e Giannona e Giannone!

Vattene da questa città! La musica fa male all'udito. Se si ascoltano troppe note si diventa sordi.»

« Non toccherò il liuto- disse Wolfram- ma almeno che possa raccontare le mie storie e che voi mi raccontiate le vostre.»

« Straniero- disse Giannone - dimentica le tue storie. Hai spaventato la mia cara Giannona e Giannetta e Giannetto!

Vattene da questa città! Le troppe storie fanno male alla bocca. Se si raccontano troppe storie si diventa muti.»

Wolfram uscì dalla casa. Bussò ad altre porte e a tutte gli dissero le stesse parole e in tutte vivevano un Gianni ed una Gianna con zii, cugini e figli.

Il menestrello uscì dalla città. Lui vedeva molti colori, suonava e narrava storie e non era cieco, sordo e muto. Gli abitanti di quella città erano tristi e perciò prese la decisione di fare qualcosa per cambiare la situazione. Prese a pensare ad una soluzione e pensa che ti ripensa si perse nel fitto bosco che circondava la città. Cammina, cammina giunse presso una casetta alquanto bizzarra. Sarebbe stata una casa come tutte le altre se non fosse stata sopraelevata rispetto a terra grazie a quattro zampe di gallina.

Wolfram sorrise tra sé e sé. Aveva sempre cantato di casine su zampe di gallina e sapeva tutto in proposito.

« Casina, casina- disse- gira con le spalle alla foresta ed il volto alla radura.»

Come per magia la casetta girò su se stessa portando la porta verso il giovane. Il menestrello entrò e si trovò davanti una vecchia che era alta quanto le pareti della casa.

« Ucci ucci- prese a dire la vecchia con voce terribile- sento odor di cristianucci o ce n'è, o ce n'è stati, o ce n'è di rimpiattati.»

Wolfram prese a tremare come una foglia. La vecchia strega non era prevista nelle storie che raccontava. Soltanto belle principesse, fate buone e maghi cattivi. Però non poteva starsene lì immobile e muto, doveva dire qualcosa.

« Nonnina, nonnina- la voce gli tremava un po', ma andava avanti spedito- un problema prende il mio cuore.»

« Bel giovane dimmi il problema ed io ti darò la soluzione.»

« Nonnina una città qui vicino è triste ed infelice. Non si suona, né si canta, né si veste colorati per paura di diventare sordi, muti e ciechi. Nonnina che devo fare?»

« La causa di tale tristezza tu stesso hai detto, se la combatti vincerai!»

Wolfram ringraziò la vecchia, che poi non era cattiva come pensava, e tornò nel bosco. Cammina, cammina raggiunse di nuovo la città. Non entrò nelle sue vie affollate, ma si sedette su un tronco, prese il liuto ed iniziò a cantare. Era quello che sapeva fare meglio. Le note come tante formichine si misero in moto e raggiunsero i vari Gianni e Gianne. I bambini aprirono le finestre per poter ascoltare meglio, ma i genitori li tiravano indietro.

« Diventerete sordi.» dicevano.

Ma alcuni di loro sfuggirono alla sorveglianza dei genitori e raggiunsero Wolfram che continuava a suonare.

« È da due ore che stiamo ascoltando note e guardando colori e non siamo diventati né ciechi, né sordi.» si dicevano l'un l'altro. Poco dopo iniziarono ad arrivare anche alcune donne che avevano ritrovato nelle soffitte dei vestiti colorati e li misero ai bambini. Stettero a guardarli e non diventarono né cieche, né sorde e tanto meno mute quando iniziarono a raccontare storie.

Non ci volle molto tempo prima che tutti gli abitanti del villaggio raggiungessero Wolfram e si rendessero conto che cantare, raccontare e vestire colorati non faceva male.



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