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lavoro pubblicato giovedì 7 aprile 2005
ultima lettura sabato 16 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Hushaby -Favole rigurgitate

di FiocoTram. Letto 862 volte. Dallo scaffale Fantasia

La Bimba dal Cappuccetto Rosso si incammino' per la stradina del bosco,diretta alla casa della Nonnina. La Bimba non sapeva perche' la mamma la av...

La Bimba dal Cappuccetto Rosso si incammino' per la stradina del bosco,diretta alla casa della Nonnina. La Bimba non sapeva perche' la mamma la avesse costretta a far visita alla vecchiaccia,che ella odiava con tutte le sue forze dalla nascita come un giocattolo guasto,con quella voce stridula e la pelle grinzosa che odorava di morte.Ogni sera,durante l'ora della preghiera,scongiurava il Buon Dio di prendersi l'anima della vecchia nel sonno,per non dover essere piu' costretta a ricevere i bacini umidi di quelle labbra pelose. Lungo il cammino,si imbatte' all'improvviso in una ragazza dai capelli biondi e il vestito elegante,completo di un paio di sgargianti scarpette rosse,che roteava con grazia su se' stessa,danzando senza mai fermarsi,nei pressi del ruscello. "Ti prego,Bambina,avvicinati...non aver paura! Afferrami saldamente mentre ballo,e tagliami i piedi!Solo in questo modo potro' smettere di danzare!" La Bimba innanzitutto cinse la ballerina in un abbraccio deciso tenendola ferma come meglio pote' , sedendosi sul suo grembo.Tiro' quindi fuori dal fagotto dei dolci da portare alla Nonnina un grosso coltellaccio da cucina, e con molta pazienza,affondando piu' e piu' volte la lama riusci' a raschiare via tutta la carne dalle bianche caviglie della ragazza. Poi,con l'aiuto di una pietra raccattata per terra,frantumo' le ossa dei piedi ,riuscendo infine a staccarli del tutto.Il suo visino si riempi' di schizzi di sangue piacevolmente fresco che attenuo' il sudore e la fatica durante l'opera in quella giornata soleggiata e particolarmente afosa. Le urla acute della ragazza accompagnarono il ritmo dei colpi di coltello. "Adesso regalami le scarpe" disse rivolgendosi alla ragazza,il cui volto,duramente provato dall'intervento subito, si era invece ridotto in una maschera di lacrime e vomito. "Si..a me non servono piu'.Adesso passero' il resto della mia vita ad espiare!"rispose la sventurata. "Espiare?E perche' ,cos' hai fatto?"chiese con curiosita' la Bimba "Ho pensato solo alla mia vanita',badando solo a vestirmi elegantemente e indossando queste scarpette per per girovagare tra una festa e l'altra ,mentre la mia mamma adottiva si stava spegnendo lentamente in un fondo di letto ." replico' mestamente la ragazza. "Ma tu le volevi bene?"chiese la Bimba. "Mi raccolse da piccolissima e mi tenne con se' ,badando a tutti i miei bisogni,ma in verita' non ho mai provato alcunche' per lei."rispose la ragazza scuotendo il capo."Non devi sentirti in colpa...era lei ad amarti,ma tu non glielo avevi mai chiesto.L'amore non corrisposto equivale al balbettio di un demente,rende sciocco chi lo prova e inevitabilmente crudele chi si trova costretto a subirlo!"ribatte' sdegnosamente la Bimba,ma la ragazza non sembrava prestarle piu' attenzione. Si era infatti accasciata per terra,decisa a lasciarsi morire dissanguata.I suoi occhi sbarrati ,rivolti al cielo, brillavano di pianto."Signore Iddio,portami in Paradiso,perche' ho sofferto tanto." La bimba era troppo piccola per capire quelle parole,e quindi decise di lasciarla li',non capacitandosi tuttavia del fatto che la ragazza,di sua volonta',avesse voluto rinunciare a quelle bellissime scarpette rosse."Forse ballare non le piaceva poi tanto."concluse. Nel frattempo,attirato dal sangue,giunse un Lupo,che,avendo scarso amore per gli sprechi, dilanio' la ragazza e fece rapidamente scempio del corpo,senza far troppo caso alla Bimba dal Cappuccio Rosso. "Ehi, Messere Lupo!Vieni qui,per favore ! Voglio chiederti di mangiare la mia Nonnina!Sai, lei e' molto vecchia e stanca,non serve piu' a nessuno!Uccidila,come si fa nel tuo branco coi componenti troppo anziani!" Ma il Lupo,contrariamente a cio' che si diceva in giro,non comprendeva affatto il linguaggio dei bambini,e sapeva starne alla larga.I bimbi sono infatti animali molto piu' feroci di un lupo,perche' affondano le loro unghie in tutto cio' che trovano di tenero. Tuttavia alla Bimba non importo' piu' di tanto,adesso aveva le scarpine coordinate con la veste e il cappuccio rosso,e non vedeva l'ora di farsi ammirare cosi' ben vestita da qualcuno,non importava chi fosse(persino dalla Nonna).L'ultima parte del tragitto fu pero' piu' faticosa di quanto ricordasse,poiche' un incantesimo compiuto per pura malvagita' dalla Regina locale(che come tutte le donne era una maga esperta) aveva coperto quel tratto di bosco di rovi e spine.Per fortuna scorse poco lontano il Principe Azzurro,con sguardo di fuoco,impegnato ad aprirsi una via tra le sterpaglie. "Grazie,Principe...proseguiremo la strada assieme,ti va?Non so come avrei potuto superare il bosco senza di te."lo ringrazio' cinguettando. "Fai come ti pare,mocciosa!" biascico' grondante di sudore il giovane. "Ehhh,che maniere!" strillo' la Bimba. "Maniere?Hai mai sentito parlare dell'AMORE,poppante?"le rispose lui,con un'occhiataccia. "No,sono troppo piccola"replico' la monella,ma era solo un'astuta bugia."Ne ho sentito parlare un sacco sui libri, di favole e' quel ragazzaccio malefico con le ali che si diverte a colpire la gente..." penso' sicura di se'. "L'amore e' una forza travolgente,capace di farti compiere imprese incredibili.Dal mio cuore ho tratto la forza per districarmi in questo bosco,e sempre grazie al mio cuore riusciro' a risvegliare la donna che amo dal tremendo maleficio che l'ha fatta sprofondare in un sonno eterno!Ella e' stata deposta proprio da queste parti... ecco....guarda laggiu',una bara di cristallo! Dentro di essa giace la mia Bella!" E infatti gia' si intravedeva attraverso il sentiero liberato dai rovi una bara risplendente di luce. Il feretro,di cristallo purissimo ,era posto al centro del crocicchio che divideva la strada del bosco in quattro parti,attorniato da un gruppo di ributtanti e vogliosi nanetti che si strusciavano sopra di esso. Con un 'ultimo energico colpo di spada il principe libero' la strada dalle sterpaglie rimaste. Con solo l'ausilio del suo grido di guerra,il Principe disperse i nani e apri' il feretro.Dopo aver accarezzato la pelle bianca come la neve della Bella,la bacio'. Ma la Bella non si ridesto'.Il Principe la chiamo',la scosse,ma inutilmente. All'improvviso,nell'aria si diffuse una melodiosa voce femminile incorporea. "La mia anima e' da tempo lontana da te,Principe.Ho ormai perso il ricordo del nostro amore di cui per lungo tempo ci siamo nutriti entrambi,trascinata da altri correnti.Non ti resta che ammirare il mio simulacro,assieme ai nani.E' impossibile risvegliare cio' che e' morto da tempo,per quanto fuoco possano nutrire le tue labbra." Il Principe si accascio' e pianse lacrime di vero dolore.Lacrime nate da mille pensieri inutili,che pero' penetrarono in quel terreno fatato facendo nascere rapidamente degli splendidi fiori dorati,che la Bimba,ben attenta a non farsi vedere,raccolse andando via. Incamminatasi a nord del crocicchio,la Bimba giunse infine nella casa della Nonnina,che non l'accolse pero' in modo festoso. Adirata per il considerevole ritardo,inasprita dalla vita di solitudine e in qualche modo invidiosa della spontanea vitalita' della piccola,le strappo' il cappuccetto e la percosse,fino a farla morire. Si rese conto di quanto era successo solo molte ore dopo che lo scempio era stato compiuto,spargendo sangue ovunque per la casa. Si sedette dunque vicino al camino,aspettando. Le urla della bimba nel frattempo avevano attirato un Cacciatore,il quale corse alla casa della Nonna e,resosi conto del massacro,le sparo'. Trascinatala al paese, ne pose il cadavere al centro della piazza principale nella quale si era radunata la cittadinanza,e le incise lo stomaco,trovando i resti di favole mai raccontate. Nessuno dei paesani,appena le vide,riconobbe quelle favole.Giunse infine il Giudice,che,dopo aver speso parole di biasimo verso la violenza dei mezzi di comunicazione e la perdita di valori,condanno' tutti a vivere il resto delle proprie vite il piu' a lungo possibile.


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