ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 23 febbraio 2005
ultima lettura giovedì 15 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Una giornata particolare

di steffs. Letto 1246 volte. Dallo scaffale Fantasia

Esco di casa, è un pomeriggio nuvoloso e tetro ma io sono contenta perché oggi è uscito il nuovo numero del mio fumetto preferito e sto andando in edi...

Esco di casa, è un pomeriggio nuvoloso e tetro ma io sono contenta perché oggi è uscito il nuovo numero del mio fumetto preferito e sto andando in edicola a comprarlo. E’ un mese che lo aspetto con ansia. La novità è che lo compro sempre 2-3 giorni dopo la sua uscita. Ormai è un’abitudine che ho preso per colpa della mia pigrizia, ma oggi mi sento strana, più reattiva, come se qualcosa d’insolito dovesse accadere. Attraverso la strada e vedo venirmi incontro un gruppo di ragazzi sui 18-20 anni dall’aspetto quasi identico:stessi vestiti, stessa pettinatura e stesso modo di camminare. Mi ricordano il film “Le iene” dove tutti i gangsters indossavano lo stesso identico completo nero, ma loro almeno avevano uno stile originale. Ma c’è qualcosa che stona in quel gruppo, infatti vedo insieme a loro un ragazzo completamente diverso, quasi l’opposto di quelle iene. E’ veramente molto bello..chissà perché mi piacciono sempre i tipi che si distinguono! Ormai si sono allontanati, mi volto e li intravedo entrare in un piccolo e cupo locale, il “Poker bar”. Adesso giro dietro il fruttivendolo e mi trovo in un vicolo pieno di buche e immancabilmente metto il piede in una pozzanghera. Dopo un minuto finalmente arrivo dal mio giornalaio di fiducia che, non appena mi vede, mi consegna il fumetto e io gli rendo i soliti 2,60 euro. Metto “John Doe” nello zainetto e mi incammino per tornare a casa, facendo la stessa strada di prima e genialmente ficco il piede nella stessa pozza. Arrivo ancora all’incrocio e do un’occhiata al Poker bar ma, purtroppo il ragazzo intrigante di prima non era lì. Attraverso il vetro vedo solo tre uomini sulla sessantina, dall’aspetto tranquillo e quasi assorto, seduti attorno ad un tavolino a giocare a carte. Poi entra nel bar un uomo, ma non riesco a vederlo in faccia perché sta di spalle e, i 3 anziani subito si alzano, uno di loro prende un fucile e spara dritto in petto a quel poveretto! L’uomo cade a terra sfinito, forse morto. I tre signori crudeli d’un tratto si voltano e mi vedono. Io terrorizzata comincio a correre e dalla tasca della giacca mi cadono a terra le chiavi di casa, ma ora non ho tempo per raccoglierle. Continuo a correre più veloce che posso, non sono mai stata così veloce in vita mia, trovo il coraggio per guardarmi alle spalle e due di loro sono proprio dietro di me che gridano di fermarmi, ma io non ci penso due volte e corro ancora più rapidamente. Finalmente arrivo al portone del mio condominio. Col cuore in gola e le mani tremanti suono il campanello, sperando che mio fratello non stia ancora nella vasca cantando Elio e le storie tese con la radio a tutto volume. Premo di nuovo ripetutamente il campanello ma lui non apre allora inizio a suonarli tutti quanti! Nessuno risponde allora grido aiuto a squarciagola prendendo a pugni il portone. Le gambe mi tremano e la sola idea di quel fucile mi angoscia. Credo proprio che ormai è finita, mi uccideranno perché sono testimone del loro omicidio ed io non posso fare nulla. Ad un tratto sento toccarmi la spalla, sono terrorizzata a morte ma non so per quale arcano motivo mi volto, come se volessi affrontare la mia fine con onore. Vedo i due anziani di fronte a me, immediatamente uno di loro infila una mano dentro la giacca: mio Dio sta per prendere il fucile, mi farà saltare il cervello in un attimo! Al contrario, l’uomo mi stende davanti il mio mazzo di chiavi e dice:”Questo appartiene a lei, le è caduto prima sul marciapiede. Tenga si chiuda bene in casa, questo quartiere è pericoloso e pieno zeppo di malviventi con cattive intenzioni. Difatti prima nel nostro bar è entrato un uomo puntandoci addosso un pugnale per derubarci. Ma noi siamo abituati a queste cose, succedono spesso in questa città e noi siamo sempre pronti a difendere il nostro amato bar, anche se manca solo un giorno dal nostro trasferimento e domani ce ne andiamo in un’altra via. Beh, allora buona giornata signorina.” I due si voltano e se ne vanno. Io rimango stupefatta, con la bocca aperta e le chiavi in mano come se fossi paralizzata(e dall’aspetto un po’ demente).E dentro di me riesco a formulare finalmente il primo pensiero sensato della giornata: “Forse era meglio fare il mio solito ritardo con quel fottuto giornalino, mi sarei risparmiata un infarto”.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: