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lavoro pubblicato martedì 8 febbraio 2005
ultima lettura martedì 24 marzo 2020

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Al 124

di Amaretto. Letto 1397 volte. Dallo scaffale Sogni

Al 124 Cerco di selezionare i profumi e i pensieri cosa ti accomunava all’ortica di S. Lorenzo Maggiore e quanti treni son passati senza sentirne...

Al 124 Cerco di selezionare i profumi e i pensieri cosa ti accomunava all’ortica di S. Lorenzo Maggiore e quanti treni son passati senza sentirne l’odore. Dove il tuo sguardo si poggiava, dove riposava, sopra l’albero del fico ancora giovane o sulle viti , i moreti… ma no, che dico i tuoi sguardi trapassavano il mondo, veleggiavano, suonavano melodie del Sannio e del Calore e il rumore dei tuoi piedi nudi nella terra. Sognavano Trieste Ci sono eserciti che marciano in direzione dei sogni per difenderne la spontaneità. I tuoi sogni vanno difesi. Gli alberi della piana di Benevento parlano ancora di te, le streghe gridano il tuo nome. Lì lasciasti i tuoi primi e freschi vent’anni. Urla la littorina e palpita sui binari I sogni, poi, son ricaduti sullo sterrato Il tuo Principe Azzurro ora ha 60 anni E annaspa anche lui tra i sogni sfatati d’adolescente. Da te, ora, si spremono secoli di uva lasciando immaginare che non è finita qui e dovrà sgorgarne ancora di acqua dovranno galoppare i giovani ragazzi dall’ereditato futuro di lavoro nero e incerto non cambia il collo della camicia ne la forza nelle braccia per trascinarsi dietro la valigia dell’emigrato piena di voglia di ritornare senza il cuore che stringe alla partenza. Quella terra t’ama fino al punto di non volerti più. Non ci sono mai state radici così profonde da giustificarne un ritorno. E poi il 124 è disabitato e inutile Però qualcosa di te lì vaga ancora. Valter


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