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lavoro pubblicato venerdì 14 gennaio 2005
ultima lettura lunedì 18 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

CAPITOLO 7 - LA PASTICCA ROSSA

di 761-176. Letto 1709 volte. Dallo scaffale Pulp

MARIO PININ E LE STORIE DELL'ANACONDA 8 - OGGI NON HO PRESO LA PASTICCA ROSSA ED ECCO CHE EFFETTO CHE MI HA FATTO

OGGI NON HO PRESO LA PASTICCA ROSSA ED ECCO CHE EFFETTO MI HA FATTO Oggi non ho preso la pasticca rossa. Ecco che effetto che mi ha fatto. no no no no no come sto male, ancora, anche se fo finta di stare alla grande. Cosa mi manca, dite, tutto tutto mi manca, quello che conta qualcosa. Sto qui. A fare un cazzo. Ma che devo fare. Ci provo. Un bel calcio in culo, non ci riuscire. tra molti anni sarò morto fra troppi lunghi cazzo di anni. Ci si inganna a pensare che la vita è breve. Tutti a dire cogli l'attimo di qua, vivi ogni istante come se fosse l'ultimo di là. Balle.Ve lo dico io, oggi, parola di matto, uno perciò che se ne intende, cosa cazzo pensate che significhi impazzire se non scoprire cosa è davvero la vita e smettere perciò doi prenderla sul serio, che proprio non si può, allora ve lo dico per davvero, che la vita è lunga. La vita è' schifosamente lunga. Cazzo. A mettermi qui a raccontare tutto quello che dovrei non la smetterei più, non mi basterebbe una vita per raccontare una vita, è lunga, lunga, troppo lunga. Paola ed io incominciavamo a uscire, l'Anaconda andava incontro al tracollo con quasi allegria, tipo, ed era come camminare su una lastra di ghiaccio sottile e potevi sentirlo, a prestarci attenzione, il rumore secco delle crepe che si stavano aprendo. "Che lavoro fai?" "Mhm. Se te lo dico poi dopo cosa cazzo pensi. Vabbè. Scrivo.." "OH! Scrivi! Ma è bellissimo! Ma mica ti devi ver.. "Fumetti..." "Oh fumetti ti prego ti prego me li devi far leggere che fumetti sono a me mi piace dylan d.. "PORNO!" "....." disse Paola. Però poi reagì bene. Non come Maria, tutto il giorno a dirmi che cazzo di lavoro schifoso facevo, giusto adatto a un immaturo come me, devi deciderti a cercarne uno serio e giù così. Che stava con me solo per puro sadismo, potete scommeterci le palle, solo per avere qualcuno da dirgli quanto fai schifo tu quanto sono brava io. Paola no, alla fine era tutta Mio bel porcellone eccetera eccetera, e che porco che sei e ci credo che hai sempre volgia di scopare con le porcate che scrivi ma tutto si fermava allo scherzo. Lei era una che stava con me per dimostrare a sè stessa di essere indispensabile. Solo lei poteva capirmi, solo lei era capace di innamorarsi di uno sempre ubriaco che scrive fumetti porno e non lo volere cambiare e andargli bene così. Ecco tutto. Dopo due giorni che ci uscivo abbiamo incominciato a scopare, e io non ho più scritto una storia decente, che mi ci vuole l'astinenza, per inventarmi quelle porcate che mi fanno guadagnare il pane. Tanto lo sapevo che non sarebbe durata. Avevo nel cassetto due storie finite di cui solo una sono riuscito a vedere pubblicata, l'altra ha fatto prima la casa editrice a chiudere. Una perdita inestimabile per la letteratura. Ero andato a consegnare l'ultima storia quando i carabinieri portarono via Oreste. Quello strano, sempre zitto. Il mio amico. Ci ho potuto parlare una volta sola, dopo che lo avevano rilasciato su cauzione. Dai che adesso sei fuori fai quello che vuoi, sei libero fai che ti pare, gli avevo detto, o qualcosa del genere insomma, per consolarlo. La prima cosa che ha fatto una volta fuori è stata di tagliarsi le vene, ecco che ha fatto. Oreste Spallanzoni era molto riservato. Per anni aveva continuato a disegnare storie di sesso con bambine per protagoniste, e non le aveva fatte vedere a nessuno. Una sera, al night, era ubriaco e aveva parlato con uno, si erano messi a farsi le confidenze. Come succede quando si è ubriachi. Una parola tira l'altra, a quello scappa detto che per lui il massimo del godimento è vedere bambine nude. Allora Oreste lo porta a casa sua, e tutto tremante per l'emozione, perchè quelle tavole sono i suoi capolavori, sono arte cazzo, e non li ha mai potuti mostrare in giro, allora Oreste prese le tavole e gliele mostrò. "O Cristo in croce. Sono bellissime. Conosco uno che conosce uno che sarebbe disposto a spendere un bel po' di soldi per questa roba. Penso a tutto io." E così lo avevano arrestato per divulgazione di materiale a sfondo pedofilo. Adesso non so bene la corretta formulazione dell'accusa. "Io non pensavo di fare del male... io, io.. non l'ho mai toccata con un dito io una bambina non ci penso neanche, oh dio ma che cazzo ho fatto di male io ho disegnato ho solo disegnato... Io volevo solo disegnarle..." Mi disse piangendo Oreste mentre lo accompagnavo a casa. Subito prima di tagliarsi le vene. Io stavo in silenzio. Cosa cazzo potevo dire? Certo che a me i pedofili non mi stanno simpatici, io ammazzo solo persone adulte, però cosa aveva fatto in fondo, io non lo so, solo disegnato, e come si fa ad arrestare un uomo solo perchè ha DISEGNATO... Io non lo so ancora. Comunque il fatto di essere andato a tirarlo fuori di galera significa che ancora ero suo amico. Credo che si rendesse conto, in qualche modo. La lametta che ci si è ucciso, gliel'avevo regalata io, lo scorso natale. Che devo dire. Povero cristo.


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