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lavoro pubblicato venerdì 14 gennaio 2005
ultima lettura domenica 5 maggio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

CAPITOLO 4 - COSE DA PAZZI 1

di 761-176. Letto 1175 volte. Dallo scaffale Pulp

COSE DA PAZZI - VOL.1 Cose da pazzi. Ci svegliamo alle otto di mattina, quando passano gli infermieri con la colazione e le pillole. Controllano che ...

COSE DA PAZZI - VOL.1 Cose da pazzi. Ci svegliamo alle otto di mattina, quando passano gli infermieri con la colazione e le pillole. Controllano che tu le prenda veramente, e poi passano al prossimo cervello ingolfato perso. Non si mangia male. Una volta che mi ero rotto il piede e mi avevano portato all'ospedale mi ricordo che si mangiava da schifo, ma non qui. Gli altri matti sono gente a posto. Perlopiù depressi, che hanno tentato il suicidio, e i cui parenti li hanno scaricati qui, dove li tengono sotto controllo e gli impediscono di fare quello che più desiderano al mondo, cioè farla finita con la loro stupida vita. In genere i depressi sono OK, anche se non riesci praticamente a farli entusiasmare per niente. I veri pazzi sono gli isterici, quelli che urlano e scalciano e vogliono fare del male agli altri. Finchè sono sotto controllo va tutto bene, e sono dei magnifici conversatori, forse troppo inclini a lasciarsi andare a deduzioni azzardate e un po' paranoiche. Poi c'è Alessia. Mi viene a trovare tutte le mattine, dopo la colazione, e stiamo lì a chiacchierare. A volte mi accarezza il viso, mentre mi parla con una dolcezza infinita. Alessia è qui perchè ha tentato il suicidio. A differenza degli altri depressi, divenuti col tempo aridi come spugne al sole, lei è dolce, sognatrice, e carica di un erotismo un po' infantile che mi fa veramente perdere la testa. Ecco il problema. Con tutte le pillole che prendo, l'apparato qua sotto che dovrebbe servire alla riproduzione non parte più neanche a dargli all'americana. Ed ecco la soluzione: scoprire quale fra le tre pillole colorate che prendo è quella che causa l'effetto indesiderato. Domani farò solo finta di ingoiare la pillola rossa. Vediamo un po' se qualche stronzo di dottore riuscirà a impedirmelo. Stamani l'ho baciata. Dopo che ci siamo staccati mi ha detto, tutta seria, "Ma tu mi credi, vero? Ti prego, dimmi di sì. Non mi crede nessuno. Però io il diavolo l'ho visto per davvero, e adesso ci ho tanta paura che ritorni e non mi vuole credere nessuno." "Certo che ti credo, amore. Ci sono qua io. Nessuno potrà mai farti del male, te lo prometto. Ti amo." "Dimmelo ancora." "Ti amo" "No. Dimmi ancora che mi credi." "Ti credo." "No, tu non mi credi." Le stavano venendo gli occhi da pazza. Dovevo fare qualcosa, sennò andava a finire che si metteva in testa che ero un seguace del demonio o chissà che cosa, e non mi rivolgeva più la parola. E' impossibile far cambiare idea a un matto, sono testardi come muli. "Invece ti credo. Perchè il diavolo l'ho visto anch'io." Con la faccia seria e il piglio di un grande attore. "Ecco. Adesso lo ho detto. Ma non devi dirlo a nessuno, sennò mi prendono per matto. NOI sappiamo, ed è questo quello che conta. Loro non lo devono sapere". "OH. Hai ragione... Scusa amore! Che stupida che sono stata. Mi perdoni? No che non mi perdoni, perchè sono stata una stupida. Come potevo pensare che mi stavi dicendo una bugia? Mi odio, mi odio!" "Shh, buona, buona, amore. Non ti devi preoccupare. E' normale avere dei dubbi. Non si sa mai dove potrebbe nascondersi, quel bastardo." "Oh, amore mio, ho tanta paura!" "Ci sono qua io." E ci siamo baciati ancora. Lei è alta e ha i capelli neri e lisci, le tette piccole e un bel culo. E un'espressione negli occhi, strana da far paura, che a volte sembra che lo abbia visto davvero, un diavolo dell'inferno.


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