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lavoro pubblicato venerdì 25 maggio 2018
ultima lettura venerdì 13 dicembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

PURCHE' LO SCOPO SIA RAGGIUNTO - 8

di RobertoBontempi. Letto 958 volte. Dallo scaffale Fantascienza

(Ottava puntata)Chi concerta lo sfoltimento della popolazione preventivando che si ne salvino 6 su 1000, è convinto che sicuramente sarà fra gli scampati. Gli altri possono morire, lui no. Il Giudice Flashman, vaccinata contro ogni morb.......

(Ottava puntata)

Chi concerta lo sfoltimento della popolazione preventivando che si ne salvino 6 su 1000, è convinto che sicuramente sarà fra gli scampati. Gli altri possono morire, lui no. Il Giudice Flashman, vaccinata contro ogni morbo, con la sua posizione di potere si era sempre sentita al sicuro fino a quel momento.
I giudypol col loro ostaggio si allontanarono con una vettura rimediata verso gli Appalachi. Esaurita la neoline la car li aveva costretti a continuare appiedati.
Johanna, spinta e strattonata per forre e colline, ora temeva fortemente per la sua vita. Però notava che Crosin e Pappenvaldt, i due sopravvissuti al vaiolo, non ne avevano ancora per molto. Le pustole erano ferocemente dolorose e li privavano di ogni energia: reggevano a stento i punzonatori.
Flashman colse l'occasione per disarmare Pappenvaldt, il più forte dei due e punzonò Crosin al cuore. L'altro si lasciò trafiggere la fronte senza un gesto, quasi ringraziando.
La donna era libera, finalmente, grazie a quel morbo tremendo diffuso dappertutto dagli eliplani. Se non si fosse raggiunto lo scopo così...
Johanna si affrettò a tornare. Era sporca e affamata e solo trovando dei caseggiati avrebbe trovato cibarie lasciate da chi non ce l'aveva fatta.
Dovette camminare per due giorni, era allo stremo ... ma poi dovunque aprisse porte, o le sfondasse c'era abbondanza di tutto.
Abbuffandosi, stiracchiandosi in morbide alcove, bagnandosi in piscine lussuose non poteva fare a meno di pensare: 'Il crimine paga, il crimine paga e come!'

In una delle piscine della City, mentre sguazzava spensierata, la imbroccò il quindicenne che per un po', davanti a lei, si era trovato su quella botola mortale.
Lei cercò la pistola che da sotto il pelo dell'acqua avrebbe potuto colpire letalmente mentre l'altro sgranava gli occhi, meravigliato:
"Tò, il Giudice".
"Il pisciasotto..."
Dalle siepi di recinzione vennero fuori sia i suoi quattro amici, sia l' 'animale', quello diventato un serial killer dopo la dismissione della Citypol.
Flashman si rivolse a lui:
"Sei tu il capo della banda?"
"Ragguardevole-sì, se non ti spiace."
Che ne facciamo, ragazzi? Tenetevi lontani, almeno a 15 metri: ha una pistola là sotto e così, forse, non ce la fa a colpirci.
Buttala fuori, giudice; per la canna, per piacere."
I ragazzi capivano in occasioni simili quanto fosse utile aggregarsi a chi ha più forza ed esperienza.
Facendo quanto richiesto Johanna lanciò via l'arma e si appellò, con la voce ridotta a un fiato tremolante:
"Te, Croock, sì giusto, Glook e voi tutti dovete a me la libertà. È vero, no?"
"Per ammazzare gente per te però, ricordi signora Flashman? E senza compenso.
D'altronde io non ho l'animo del riconoscente; e voi, ragazzi?"
Se qualcuno provava della riconoscenza non lo diede a vedere. Anzi il quindicenne si accanì più degli altri:
"Fosse stato per lei sarei bell'e morto. E m'ha fatto diventare un assassino. È vero, amici, che sono un assassino?"
Tutti, seri e convinti, concordarono con la testa.
"Io la voglio morta!" concluse il ragazzino.
"Se fossi in voi accetterei un consiglio" buttò lì Johanna, cercando di padroneggiare il panico. "L'ultimo, magari. A farmi la pelle c'è sempre tempo." Il vaiolo, e nessuno di quelli ne era immune, era stato diffuso nelle campagne e avrebbe impiegato un po' a diffondersi in città. "Qui ho visto che le scorte si vanno esaurendo. E, se siete quelli che siete, dovete aver lasciato in vita poca gente, sia uomini che ragazze.
Posso guidarvi io dove c'è da godere in tutti i sensi, a 50, 100 miglia da qui."
"Signora Cicerone" la interruppe Glook, "non c'è bisogno di una guida turistica per cambiare aria.
Ci avevo già pensato per domani o domani l'altro con un bel furgone: c'è da scegliere fra i tanti abbandonati. C'è Nanceville a 70 miglia, oppure un po' più in là; ma che ti frega, Ragguardevole del ... ?
Ragazzi, qui c'è da raggiungere lo scopo e una in meno fa gioco al mondo intero. Compiamo questo eroismo!
Che proponete?"
Mentre 'pisciasotto' costringeva la Ragguardevole in piscina con coltello, pistola e, se quelli non fossero bastati, mazza da baseball e rastrello per le foglie, gli altri in tre ore circa avano prelevato un piccolo alligatore. L'animale, ai suoi tempi, era stato una delle attrazioni del mini-zoo locale ma da un bel po' era stato ignorato in tutti i sensi.
Lo avevano trasportato con l'apposito gabbiotto a uso veterinario e, fra lazzi e sghignazzi lo avevano lasciato libero e famelico nella piscina.
La donna non aveva neanche tentato di trarsi via e, cosa che rese meno divertente il tutto, immobile e irrigidita forse da un infarto, fu sbranata dalla bestia senza un minimo gesto di difesa.


I POCHI

La cascata era lontana più di un miglio da Fallcity ma si sentiva bene ugualmente.
Era necessaria alla piccola comunità che da essa dipendeva per il suo fabbisogno energetico. Niente petrolio, niente carbone, niente gas combustile di qualsiasi tipo, uranio neanche a pensarci. Tutta la civiltà tecnologica residua derivava dalla piccola centrale idroelettrica sotto quella cascata.
"Sai che parecchio tempo fa" raccontava Bert Tinna alla sua ultima nata, Chicago, "che un certo Wright costruì una 'casa sulla cascata'? Noi abbiamo costruito le nostre case sotto la cascata."
"È quella che ci fa vivere, è vero?" chiese la dodicenne sulle gambe del papà.
"Beh, vivacchiare alla meno peggio si potrebbe anche senza di quella: depredando e riciclando tutto quello che si trova nelle città morte ce la faremmo comunque. Diciamo che dalla cascata tiriamo fuori quel po' di benessere supplementare che ci fa vivere meglio.
Però nessuno ci restituirà la TV, Internet, la telefonia, le automobili, i treni, gli aereoplani, le navi ... tutte quelle cose che leggi nei libri e che non ci sono più."
"Perchè nessuno le fa più fare?"
"No, non è questo. I libri ci insegnano come fare tutte quelle cose e anche tanto altro. È solo che non siamo più in un numero sufficiente a organizzarci per farle. Siamo rimasti in pochi e quei pochi sono troppi sparpagliati per concretizzare grandi progetti.
Nè possiamo crescere troppo di numero perchè le risorse locali non sarebbero sufficienti a permettere a tutti le comodità di un tempo."
"Sai, babbo, che a me piace anche così. Lo sai che credo, anzi, che se avessi meno fratelli sarei più contenta?"
"Non dire mai più una bestemmia simile!"
Come faceva a dirle di essere stato un dottor Morte in una megalopoli attualmente disabitata e tutta da rottamare? In verità poi si era dato da fare a vaccinare tutti quelli che aveva potuto e aveva curato e salvato vite; ma quel passato dai suoi ricordi chi glielo avrebbe tolto?

(7. Ringrazio chi legge e gradisce. Continua il prossimo venerdì, 1 giugno)

Roberto Bontempi



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