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lavoro pubblicato martedì 22 maggio 2018
ultima lettura mercoledì 11 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cecchino (prima parte

di Tersite57. Letto 490 volte. Dallo scaffale Generico

Il racconto “il cecchino” è composto di quattro parti. La quarta parte (finale) è ancora da scrivere e chi vuole o ha piacere a farlo può farlo e pubblicarlo sul sito con lo stesso titolo “Cecchino episodio4” con a fianco tra parentesi un nik che distingu

Il racconto “il cecchino” è composto di quattro parti. La quarta parte (finale) è ancora da scrivere e chi vuole o ha piacere a farlo può farlo e pubblicarlo sul sito con lo stesso titolo “Cecchino episodio4” con a fianco tra parentesi un nik che distingua chi lo ha scritto. In estrema sintesi dovremmo avere una storia che ha un suo sviluppo unico e diversi finali. Mi sembra stimolante vedere i diversi finali di ognuno. Lo storia è surreale ma chiunque scriva un suo finale è libero di fare come meglio crede.

Cecchino

(Atto 1)

Il vento si era attenuato e faceva un poco meno freddo. Il bianco della neve gareggiava con la bianca corteccia delle betulle che circondavano a ovest la città appoggiata con le spalle ai primi rilievi degli Urali. Incastrata tra gli Urali ad Est e l’immenso bosco di betulle a ovest, Modyvostok era tagliata in due dal fiume Zoca che nei secoli ne aveva deciso lo sviluppo urbanistico. In una ansa del fiume, appena fuori della periferia, c’era la fabbrica di munizioni GORT che lavorava senza tregua giorno e notte. Definire Modyvostok una città era un esercizio di fantasia: aveva poco più di 2500 abitanti.

Il compagno Sergey Birulov si stava recando all’incontro con il un compagno segretario cittadino del Partito per importanti comunicazioni e camminando sulla neve continuava a chiedersi cosa fosse di così urgente da farlo convocare in tutta fretta.

Pochi passi e, entrato nella casa del popolo, avrebbe saputo…. Pochi passi e avrebbe sedato l’ansia dell’inatteso e del mistero.

“Benvenuto compagno Birulov…. ti stavo attendendo con ansia …. ho grandi notizie …. Molto importanti per l’onore di Modyvostok….” E così dicendo Vladimir Scupacensky, segretario del partito, abbracciò Birulov abbandonandosi ad un irrituale “Caro Sergey ….. sono proprio contento di condividere con te una notizia.”

Birulov non ebbe il tempo di dire o chiedere nulla perché il segretario era palesemente eccitato ed in preda a frenesia “ Che onore ci è capitato …. Che onore…. Che onore ….. capisci … il Compagno Stalin in persona ….. che grande soddisfazione…. Una lettera firmata dalla nostra guida… è come se l’intero Partito Comunista si fosse rivolto a Modyvostok … che onore…”

Deglutendo, Birulov riuscì a chiedere “Di cosa si tratta….compagno segretario…. non capisco… di cosa si tratta?”

“Il Compagno Stalin ci ha chiesto un ulteriore sforzo per respingere le truppe di invasione tedesche, ci ha chiesto di inviare quanti più volontari possibile al fronte …. Il momento è delicato e c’è bisogno di tutti i compagni e compagne disponibili…. e ….” Facendosi serio, con piglio determinato e solenne “ Non ho nessuna intenzione di deludere il Partito, come è vero che mi chiamo Vladimir Scupacensky … figlio del mercante di cavalli Anastasiy Scupacensky e di Irina Scupacenskova …. troverò i volontari …. magari a calci in culo … ma li troverò!”

“Volontari? .. soldati per il fronte? …. Compagno Scupacensky….. non ne abbiamo….”

“Non dire cose di cui ti potresti pentire Birulov … ci devono essere …. Cosa rispondo alla richiesta del Compagno Stalin? … mi dispiace…. mi dispiace ma Modyvostok è un covo di cagasotto? Credi che si possa rispondere così senza che ci siano conseguenze per tutta la città? Non esiste… manderemo i volontari … anche controvoglia.”

“No, no …. volontari forse anche si trovano ma….”

“Ma cosa, compagno?”

“Ma nessuno di loro ha l’età per combattere…. servono giovani … servono giovani e sono già tutti al fronte… tutti arruolati… in città sono rimasti solo vecchi e bambini e qualche rara eccezione …”

“Bene, manderemo le eccezioni…. anzi fammi avere la lista dei compagni eccezioni…. loro non lo sanno ancora ma sono volontari….”

Birulov si era armato di pazienza e si sforzava di far capire l’impossibilità di rispondere positivamente alla richiesta di truppe fresche.

“Compagno segretario le eccezioni in età da reclutamento sono principalmente i pazienti del manicomio cittadino, gente che se gli dai una bomba in mano non si sa dove la lanciano.”

“No quelli non li possiamo mandare, proprio no. Altre eccezioni?”

“Un altro siete voi compagno Scupacensky!”

“ooohhhh ….. io andrei volontario anche subito….. ma i miei doveri di segretario del partito e di commissario politico hanno la priorità…. anche se vorrei, non posso… il partito me lo vieta…me lo ordina, di restare …. ed io ubbidisco. Possibile nessun altro?”

“Rimane solo Miloslav Cepredoff. Ma…..”

“Nessun ma… prenderemo il compagno Cepredoff e lo trasformeremo in un baldo volontario… anzi… ho un’idea…. siccome non siamo in grado di inviare truppe numerose diremo che il compagno volontario è uno straordinario tiratore scelto…. uno nato per fare il cecchino … diremo che con un fucile prende un passero a kilometri di distanza …. Diremo che ha vinto tutte le gare di tiro della regione. Mi piace l’idea, invece di quantità daremo qualità: un soldato speciale, un cecchino spietato.”

“Compagno frena il tuo entusiasmo ….Miloslav Cepredoff è cieco…. Non vede nulla da dieci anni, da quando gli esplose in faccia una caldaia: cieco e leggermente sfigurato dai vapori.”

“Bene…. se è sfigurato incuterà timore, farà paura…. E poi non ho alternative. Manderemo il nostro spietato cecchino direttamente alla città di Natolaskaya dove stanno combattendo casa per casa ed è l’ambiente ideale per un cecchino, mica un cecchino lo mandi nella steppa no?”

“Ma è cieco! Come volete che spari e a chi?”

“Sarà accompagnato da una mia lettera in cui informo il comandante delle truppe di Natolaskaya che il cecchino compagno Cepredoff è un “regalo” per la città inviato su scelta ed indicazione del compagno Stalin. Vedrai che non ci sarà nessuna lamentela.”

In capo a qualche giorno, necessario per preparare il necessario, ed il cecchino cieco sarebbe partito per andare a combattere tra le rovine e le macerie di Natolaskaya: a caccia di soldati nemici.



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