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lavoro pubblicato sabato 19 maggio 2018
ultima lettura lunedì 22 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

ZYZZK. Capitolo 1: "DHALSIM X e IL CLAN DELLE SCIMMIE MORTE"

di DDG84. Letto 404 volte. Dallo scaffale Fantascienza

????/// 001°     Una notte stavo passeggiando nei pressi di Cao Nima quando ho visto degli africani del Blocco 38 che stavano simulando un’orgia con delle Pussy Riot degli Anni Zero, di fronte al tempio di Adl.....

????/// 001°

Una notte stavo passeggiando nei pressi di Cao Nima quando ho visto degli africani del Blocco 38 che stavano simulando un’orgia con delle Pussy Riot degli Anni Zero, di fronte al tempio di Adla.

In definitiva, quasi tutti i carcerati Zyzzk usano i warp drive solo per soddisfare la loro sete di sesso e violenza. Per me è un discorso diverso: a me servono per evadere.

Assenza di elaborazione culturale per mancanza di warp drive cognitivi, questo è quello che percepisco quando mi affaccio sul cortile del carcere di Zzyzk.

La maggior parte dei detenuti sono sub-umani. Ci si definiscono da soli e sono pure fieri di esserlo: camminano a gambe larghe e la pancia alcolica all’infuori, spavaldi e patetici. Fatto salvo questo, i loro drive sono tutti più potenti del mio, più raffinati da un punto di vista olografico e organico. I detenuti li scambiano con gli uomini di Dhalsim X, un fabbricatore indiano che traffica al Nishi Market.

Febbraio 2477 d.C.

Terza luna nella prigione di Zzyzk, in seguito al mio arresto di fronte a un Sert di Romyo North, intento a spacciare MD aliena agli ex tossici offrendo prezzi vantaggiosi, tipo il 3x2 per le pasticche, i laserini, X-6, gli spaccapalpebre e tutto il resto…

Tra le sbarre laser vedo il cielo nero e granuloso, pieno di pixel sporchi, e una tempesta di fango in lontananza. Arriverà qui tra meno di un’ora. Degli androidi magrebini ad Azeeza Road stanno perfezionando una rissa con un ologramma di un lottatore UFC: il loro warp drive simula una rissa di strada, con coltellate e tutto e loro si infilano nel grande walzer di fendenti e coltellate, tra schivate e colpi da infame…Tra uno spaccio e l’altro, i Maghreb si allenano per i combattimenti mortali che avranno luogo fra meno di due settimane alla Dead Beach, sapendo bene che serve una tecnologia superiore per rimanere vivi. Nyoko Dead Beach è l’ultima frontiera di questo carcere, lì dove questa dimensione morfinosa finisce e si vedono solo cascate che scendono a tutta forza nel vuoto dell’oscurità.

In purgatori panottici del genere, la prima cosa da fare è procurarsi un warp drive decente: stabiliscono chi ti programma il culo e chi no.

Me lo ha detto Demko, il mio compagno di branda. Lo individuo appena dietro i marocchini, il vecchio Demko, che non possiede warp drive, è nullatenente se si esclude la grappa industriale distillata a Fai Gang che si porta dietro. Demko ha dei simboli fluorescenti tatuati in faccia e si gratta i pidocchi nella barba simile a una spugna metallica arrugginita. E’ ubriaco e parla da solo.

“Ho una figlia… avuta con un’aliena…”, mi ha detto una volta, da sbronzo: “Adesso dovrebbe avere più o meno mia età.”

Mi avvicino alle sbarre laser. Guardo lui e tutti quegli altri squartati mentali di fronte al finestrino della mia cella detentiva, frattanto che i miei occhi si chiudono e scendo in alienazione profonda, sentendo i miei battiti del cuore all’interno di questa camera detentiva, le branchie dietro le mie orecchie che si schiudono, il respiro che mi ci passa di nuovo attraverso, sento la notte arrivare…

rimango in dormiveglia per non so quanto tempo, immaginando nella mia mente tutto il quartiere Fai Gang, i giardini di Asra e l’Etsuko Climax Center che sprofondano negli abissi, ed io che finalmente riesco a fuggire da questa prigione infame e tornare da Anna Hoekstra, la mia assistente sociale… e tutto è silenzioso e tutto è in pace, tranne Demko che irrompe nella cella barcollando: “Reyno CAZZO! PROBLEMA! PROBLEMA! AS-SALAM ALEICOUM, CURVA, sigh, NOI MUORE TUTTI! NOI MUORE TUTTI ROMANO DI MERDA! ADESSO!”

Mi volto verso di lui.

Quella montagna di rifiuti chimici dell’Est mi guarda senza sbattere le palpebre. “DHALSIM X, sigh! Lui molto, molto, molto arrabbiato con te, sigh! Dice che vuole tagliare tue palle!”

“E’ solo?”

Niet, fratello…Tutto Nishi Market vuole tagliare tue palle, sigh, tu ora muore!”

“Vaffanculo, non mi avrete mai!”

“Vaffanculo tu, mutante romano schifoso di merda!” - Demko prova a darmi una pedata sulla nuca ma il suo coordinamento motorio è marcio come lui stesso e cade all’indietro, sbatte il culone contro il pavimento ed io mi volto lo osservo per qualche attimo, poi esco dalla mia cella e da questo fottuto carcere.

“Demone Scimmia, sigh, dove cazzo vai?”

“Resta giù, merdoso!” - Scendo le scale di corsa. Ma mi si gela il sangue.

Dhalsim X è già qui.

“DEMONE SCIMMIA, TU AVERE SPACCIATO ME SUOLA DI SCARPA, BASTARDO ROMANO MORTO DI FAME! ORA IO PRENDE TUE PALLE E ATTACCA FUORI DI MIA CELLA!”

Non dico niente. Registro, mentre risalgo un paio di gradini all’indietro.

Dietro Dhalsim X c’è tutto il clan delle Scimmie Morte, un esercito di piccoli e coriacei bastardelli in grado di fabbricare armi invisibili e oggetti interessanti come il warp-drive, in totale una decina cagnetti rognosi che si masturbano una decina di volte al giorno. Li vedo arrivare e non so che fare. Non so assolutamente cosa fare. Che faccio?

Mi asciugo gli occhi e le branchie. E’ un incubo.

Dietro di me sento quell’alcolizzato di Demko che urla: “Io adesso assaggia tuoi piedini Reyno, ghhghgghgh!”

Schiacciato tra psicopatici. Un fottuto incubo.

Keep it cool, Danny!

Alzo le braccia e mi rivolgo all’indiano: “Dhalsim, che vuoi da me? IO: BRAVO RAGAZZO! IO SOLO BUSINESS! ”

“TUO BUSINESS MERDA, DANIELE REYNO! IO TAGLIO TUE PALLE DI MERDA ORA!”

“Tu avere visto merce, fratello, basta: affare concluso!”, faccio io, unendo le mani ai lati di una guancia con un sorriso: “Io dormire ora.”

“TU NO DORME DANIELE, TU DA ME SOLDI O IO CREPA TE!”

“… ma io no soldi, Dhalsim!”, continuo a sorridere.

L’indiano ha la bava alla bocca. E’ incazzato presto. Sale i gradini come se fendesse l’aria. Gli faccio segnali distensivi.

“Vieni da me, fratello. Non è successo niente. Namaste. Tu no incazzare, fare male di salute.”

Dentro la cella, Demko ha già acceso il warp drive che ho rimediato l’altro giorno. Ci uniamo a lui: ologrammi semi organici di datteri. Il warp-drive l’avevo barattato con Dhalsim X in cambio di un mix di oppio, grappa di Demko e plastica sciolta delle posate, e ora l’indiano si è accorto della fregatura. Per stemperare la tensione, Demko tira fuori la grappa e gliela offre.

Il santone hindi non beve, si rivolge a me con gli occhi ipervascolari: “Tu devi dare soldi a me, Demone Scimmia. O io e miei uomini leva te tue palle e tutta tua sacca scrotoidale! Noi facciamo diventare te come donna di cazzo.”

Mi guardo le branchie sul braccio, sono tutte otturate di cenere e sporcizia. Demko mi accarezza un’antenna con il pollice e l’indice, affettuosamente, come per darmi sostegno: “Reyno… tu dare me palletta di oppio alieno? Poi quando tu muore ed entra in vita digitale, io ridò, eh…”,

Vedo Demko che continua a fissarmi in cagnesco: “Reyno, io fatto te domanda molto precisa e gradirei risposta altrettanto tranquilla… Io avere chiesto gentilmente di dare me palletta di oppio alieno, curva, tanto stai per morire. E anche il warp drive.”

“No, warp drive essere mio!”, urla l’indiano. “IO RIPRENDE, CAZZO! NOI RIPRENDE ADESSO!”

“Quanto la fai lunga, Dhalsim!”, replico io con una smorfia, “Mi hai rifilato un drive di seconda generazione. Che ti aspetti da me, ricevi quel che dai fratello!”

“Reyno, tu deve ridare me WARP DRIVE e tutta palla di oppio! TU SAI CHE IO STACCA TE TUTTO QUANTO, LELE, IO DETTO TE!”

“Gli indiani non ammazzano, Dhalsim X. E poi i trans non sono castrati come pensi tu!”

Dhalsim X rimane interdetto.

Non se l’aspettava. Mi guarda sbigottito, inizia a ridacchiare. Poi guarda Demko.

“Tu intende di questo, eh? Io spacca faccia te, curva!” Senza pensarci troppo, Demko mi lancia un affondo e mi fa male alla mascella. Dhalsim scoppia a ridere, mentre il polacco posa la sua fronte sulla mia e sibila con alito putrido: “Che ti frega curva, ridi! Così lui calma! Guarda che cavolo di pugnale, che ha! Lui avere esercito, noi no… e adesso ridi! Ridi se vuoi vivere!”

“Ahahah!”, rido con le branchie spianate.

Dhalsim ride anche lui, come un coglione esaltato che ha visto Ganesh: “OH SI’ MY FRIENDS, AHAHAH, QUESTO GIORNO PIU’ BELLO DELLA MIA VITA UOHOO, OLEEEI NAMAS SHIVA TAKANAI MY FRIENDS NOI ADESSO FARE FESTA INDIANA!”

Alcune scimmie morte sorridono. Mi guardano come se fossero indecisi se spararsi una sega o un porno. Vogliono entrare nella cella. Spremo gli occhi verso le sbarre laser aperte: “No, vi prego stronzi non entrate! Hanno detto che mi metteranno in isolamento la prossima volta!”

Entrano diversi elementi del clan delle Scimmie Morte nella cella. Si accucciano sulla brande, sopra il lavandino, accanto a me, sul water, persino sulle mie gambe. La cella si riempie subito di una puzza di piedi e merda secca insopportabile. Alcuni si segano, altri calpestano e smantellano la mia cella di ogni elemento possibile: lenzuola, oppio, datteri e warp drive. Dog eat dog.

Ieri è andata. Domani sei già fottuto. Mi estinguo lentamente in questa prigione invertebrata.



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