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lavoro pubblicato sabato 19 maggio 2018
ultima lettura martedì 10 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Giambi

di GreenEyes. Letto 374 volte. Dallo scaffale Horror

Vuoi attaccare briga? Si, voglio.“A voi interessa il risultato e non il percorso, questa è la differenza tra noi e voi.”La differenza è che nonostante voi abbiate vinto (una cosa per cui non c’è alcun merito o alt...

Vuoi attaccare briga? Si, voglio.

“A voi interessa il risultato e non il percorso, questa è la differenza tra noi e voi.”

La differenza è che nonostante voi abbiate vinto (una cosa per cui non c’è alcun merito o altro se non lo scassamento di coglioni continuo per cui la gente vi vota), perdete ancora tempo ad attaccare i vostri avversari. Avete vinto. Che cazzo volete più? Essere gli unici a poter respirare sulla terra? Indipendenti, liberi, diversi, aperti, comunisti, in realtà siete solo dei coglioni del cazzo. Bambini, infanti, lattanti a cui piace andare in giro con la magliettina colorata a urlare le vostre canzoncine del cazzo e a seminare bullismo sociale.

“Io esco da questo gruppo, si vendono solo case per studenti, io non condivido con estranei casa mia.”

Signora cara, ci mettiamo tutti sotto i ponti, cosa ne pensa? Aumentiamo il volume dell’immondizia per strada, facciamo un viaggio di 5 ore per una lezione di 2 ore ogni giorno. Che ne dice? Per i costi elevati dei biglietti dei treni e per lo stress, lasciamo tutti l’università, è d’accordo? Così finalmente la finiamo con questa pagliacciata dell’Università pubblica e ammettiamo che non esiste e che tutte le forme di studio sono semplicemente e unicamente private e che noi, poveri, solo la terra possiamo zappare. Così poi lei avrà tutte le case del mondo solo per lei è la sua famiglia, okay signora? Saluti.

“Ma gli esami li hai a giugno. Devi partecipare all’incontro. Hai tempo. Devi tornare ogni weekend.”

Intanto togliamo sti punti, che i programmi nella mia vita (se permetti) li faccio io. Gli esami li ho quando cazzo voglio. Ho fatto la sessione invernale sotto stress, ho saltato un milione di lezioni, per poi essere chiamata solo all’ultimo incontro. Io ho speso soldi, tempo, occasioni, feste, uscite, studio per gli incontri del cazzo. Quindi come ti sei alterata, così torni tranquillissima. Perché io non devo fare proprio niente. Io avevo dei programmi. Io dovevo esserci al compleanno di mia sorella, visto che non ci sono a quello di mia madre. Io dovevo vedere il suo concerto, a cui mi ha invitato con tanto desiderio. Io avevo dei programmi. E non posso rispettarli, neanche i miei desideri, perché non ho soldi e non ho tempo e devo sentire le tue lamentele.

Vuoi attaccare briga? Cazzo, sì. Voglio attaccare tutto.

“Sinceramente non mi va di sentire che ti manco e che mi ami.”

Senza considerare lo sforzo e l’umiliazione che mi è costata. E il dolore. Di pensarti e di pensarmi, di analizzare il motivo delle mie lacrime, senza considerarmi, hai sparato a razzo, come se fossi riempita di lana. Come se non avessi un cuore o del sangue che fuoriesce esce a ogni parola. A te non va e io sorrido e annuisco, perché ormai ho preso questa abitudine quando non posso dire a nessuno il mio dolore.

Perché a nessuno posso dirlo, solo, con le cuffie alle orecchie, a questo foglio del cazzo.



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