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lavoro pubblicato sabato 19 maggio 2018
ultima lettura venerdì 19 aprile 2019

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Avengers Infinity War

di Batckas. Letto 232 volte. Dallo scaffale Cinema

Recensione del tutto sconclusionata e forse anche priva di senso sull'ultimo film Marvel, Avengers Infinity War che vede finalmente scontrarsi i supereroi e Thanos, il Titano non-tanto-folle. Voto 10 su 10. Sono di parte. E non so giudicare i film.

Avengers Infinity War è quel film che aspetti da una vita, letteralmente. Sono dieci anni che ci lanciano dei piccoli assaggi di quello che sarà il più grande cinecomic della storia. I personaggi uniti in un unico film come potevi immaginarti soltanto in un sogno bagnato.
Tutti dosati alla perfezione manco quando stai a dieta e devi pesare gli ingredienti.
C'è da dire, però, che in questo film, anche se nel titolo compaiono gli Avengers, quest'ultimi non sono i protagonisti. Il vero personaggio principale è l'antagonista, Thanos, il Titano folle che, nel film, a differenza dei fumetti, tanto folle non è. Non è spinto dal desiderio di compiacere la sua dama, al contrario, da un'urgenza sentita nel profondo di rendere le cose equilibrate, di salvare l'universo, in base ad un calcolo matematico, con una soluzione crudele ma efficacie.
Il personaggio di Thanos, di cui abbiamo avuto piccoli assaggini durante i vari film precedenti, risulta finalmente sullo schermo e lo si può conoscere di persona. Gli altri supereroi sono a malapena citati, non ci viene detto niente sul loro conto perché sarebbe come dover rifare le presentazioni ad una festa dove sono presenti amici di vecchia data e di cui si sa tutto.
Inevitabile dire che il film sia rivolto ad un fan, a qualcuno che ha visto i film, li ha apprezzati e ha familiarità con gli ambienti, le dinamiche, i dissapori.
Thanos, nella confusione, nel miasma che si viene a creare, emerge, solo, come unica figura fissa del film.
È il cattivo meno cattivo dell'universo dell'MCU, prova amore, ha dei sentimenti forti al pari di Capitan America o Iron Man, lottano, però, l'uno contro l'altro perché sono schierati sul lato opposto della scacchiera. Se proprio, però, li mettiamo a confronto, deduciamo che la visione globale di un Thanos sarà cento volte quella di un Iron Man o di un Cap che vivono sulla Terra, conoscono la Terra. Anche i Guardiani della Galassia, o Thor, non hanno viaggiato quanto Thanos per ogni piccolo meandro dell'universo. Per cui la soluzione a cui arriva il Titano potrebbe essere considerata come frutto di elucubrazioni durate anni mentre i suoi occhi si posavano su innumerevoli civiltà, pianeti e galassie. Alla fine del film stermina mezza popolazione intergalattica, eppure nei suoi riguardi, almeno personalmente, non ho potuto sentire quell'astio o quel desiderio di vederlo sconfitto come potrebbe essere per altri villain, non tanto dell'universo dell'MCU dato che i cattivi sono un po' insipidi, ma in generale nell'ambito di un film o di una serie Tv che prevede un antagonismo.
Azione, comicità, dramma, tutto amalgamato.
Sarebbe stato bello del fan-service qua e là, come per esempio qualche collegamento di Thanos con la sua amata Morte ma se ne può fare a meno.
Josh Brolin, Thanos, è incontrastato, presente sullo schermo nel suo viaggio alla ricerca delle gemme che è tanto fisico quanto interiore che porta a galla dubbi sulla morale, su cosa sia giusto, cosa sbagliato, fino a dove è lecito spingersi, chi ha torto, chi ha ragione?
In un tripudio di emozioni contrastanti, si arriva alla fine del film e si resta ancorati alla poltrona del cinema perché si ha un bisogno fisico di una scena dopo i titoli di coda perché il film non può finire in quel modo, deve esserci un qualcosa che possa dare speranza. In effetti c'è, ma non mi ha entusiasmato molto, avrei voluto qualcosa di diverso.
Come drogati si ritorna a casa in disperato bisogno di una nuova dose per cui, però, ahimè, si dovrà aspettare. Almeno sappiamo arriverà, tanto, il prossimo film lo temi, lo eviti (quando mai) ma tanto arriva comunque.
Scritta e non riletta.


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