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lavoro pubblicato giovedì 17 maggio 2018
ultima lettura venerdì 18 gennaio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Il vibratore fucsia

di maddalena1980. Letto 2754 volte. Dallo scaffale Eros

Laura si doveva sposare il mese prossimo. E Maddalena e i suoi colleghi erano completamente presi dall’organizzazione di un addio al nubilato...

Laura si doveva sposare il mese prossimo. E Maddalena e i suoi colleghi erano completamente presi dall’organizzazione di un addio al nubilato che sarebbe passato alla storia. Aperitivo in un locale del centro, cena leggera e poi tutti a ballare.

Ognuno di loro proponeva da giorni scherzi e provocazioni varie da sottoporre alla futura sposa nel corso di una serata che sarebbe diventata memorabile.

A Maddalena e Lorenzo era stato assegnato il compito di pensare a qualche regalo per Laura. Ma come sempre si erano ridotti all’ultimo. Si diedero appuntamento il pomeriggio stesso della grande serata sotto casa di Lorenzo. La prima parte del regalo volevano che fosse seria. La seconda invece spiritosa. La scelta cadde su un paio di orecchini con un zaffiro e per una puntata al sexy-shop appena fuori città. Se la prima scelta fu relativamente facile, la seconda lo fu decisamente meno.

Entrarono nel negozio carichi di infantile imbarazzo: si guardavano in giro incuriositi da una serie infinita di oggetti di cui spesso non capivano il funzionamento. Ero un mondo sensuale e un pizzico trasgressivo di cui si sentivano di non far parte ma di cui avrebbe voluto conoscere ogni dettaglio.

Alla fine, tra mille risatine, decisero che la scelta migliore era un classico vibratore: da sempre il miglior amico di ogni donna. Ce ne erano di ogni forma e dimensione. Lorenzo proponeva forme classiche e relativamente minute, Maddalena era per esagerare nelle forme e nei colori. Le battute fra di loro si facevano ogni secondo più intense creando una complicità e una strana carica vagamente erotica. Alla fine trovarono un compromesso su un oggetto strano: un vibratore dalle abbondanti proporzioni di un fucsia intenso. Ero grosso, divertente nel colore e, a dire il vero un poco astratto. Andarono alla cassa ridendo come due matti e sentendosi augurare buon divertimento dal commesso che aveva evidentemente equivocato il rapporto fra di loro.

Appena fuori dal negozio si resero conto che era incredibilmente tardi. Per fortuna Lorenzo disse che non aveva necessità di cambiarsi per la serata e propose a Maddalena di accompagnarla a casa in macchina e successivamente alla festa.

Arrivarono a casa di Maddalena ed entrarono. La casa era vuota e silenziosa. Enzo, il marito di Maddalena non sarebbe tornato dal lavoro prima di un paio d’ore. Il vestito per la serata era appeso sulla maniglia dell’armadio in camera da letto. Maddalena entrò lasciando la porta leggermente socchiusa per poter parlare con Lorenzo mentre si preparava. Lorenzo provò diverse volte a buttare l’occhio dentro la camera approfittando dei pochi centimetri di apertura della porta. Vide poco, quasi nulla. Ma colse una visione di Maddalena in intimo che lo lasciò con il fiato corto e il cuore a mille.

Intanto però sondava alcuni dubbi: temeva infatti che Laura potesse offendersi per il vibratore. Era ancora convinto che fosse troppo innaturale sia per dimensioni che per colore. Maddalena invece sosteneva che fosse perfetto: ironico e ben “godibile”.

Lorenzo però non era convinto: in particolare le dimensioni non lo convincevano, non lo avrebbe mai usato. Maddalena si impose affermando che lei lo avrebbe usato volentieri e lui rimase spiazzato. Decise di provocarla senza ben sapere come sarebbe finito quel gioco di provocazioni e le passo il pacchetto attraverso la porta. Restarono in silenzio per qualche secondo. Poi Maddalena disse: “Ok, ora lo provo e me lo gusto tutto”.

Lorenzo restò di sasso sentendo la carta del pacchetto che veniva lacerata, il cartone della confezione aperto e infine un suono simile alla vibrazione di un cellulare.

“Come posso essere sicuro che non fai finta?” disse alla fine

Maddalena era intrigata dalla situazione, le piaceva provocare ed essere provocata così lo invitò ad entrare nella stanza: guardare ma non toccare.

Lorenzo entrò in camera e la trovò adagiata sul letto con la testa leggermente rialzata da due cuscini lavorati a mano. Il vestito che aveva indossato, già piuttosto corto di suo, era alzato sopra i fianchi di Maddalena. Le gambe divaricate, le ginocchia rialzate richiamarono subito l’attenzione delle sguardo di Lorenzo.

Guardò fra le gambe di Maddalena come in un sogno. Il vibratore era già entrato per la metà dentro di lei e ondeggiava avanti e indietro spinto dalle abili mani della sua amica. Ad ogni colpo sembrava scivolare sempre più dentro lei strappandole mugolii di piacere. La vedeva aperta, bagnata e completamente riempita. La vedeva in quella sua intimità e sentì un erezione improvvisa premere quasi dolorosamente contro i suoi pantaloni. Avrebbe avuto voglia di saltarle addosso, di prendere il posto del vibratore fucsia che affondava dentro di lei. Ma il suo sguardo era chiaro e ribadiva di nuovo “Puoi guardare e nulla più”. Così, non senza un certo sforzo, rimase immobile a guardare quella scena terribilmente erotica e sensuale. Intanto Maddalena era riuscita a spingere dentro tutto il vibratore e lo muoveva dentro e fuori con decisione fissando negli occhi Lorenzo. Lui non riusciva a reggere e il suo sguardo si abbassava costantemente a fissare il sesso di Maddalena aperto e fremente. Alla fine lei inarcò la schiena, chiuse gli occhi e si godette un orgasmo breve e lacerante che distribuì le sue grida di piacere in tutta la stanza.

Lorenzo era immobile, in attesa degli eventi. Ma Maddalena si riprese subito, afferrò uno slip dal bordo del letto e indossandolo rimarcò che oramai era tardi ed era ora di andare alla festa.

Nascose il vibratore in un cassetto del comodino, pensando che oramai era usato e Laura si sarebbe dovuta accontentare del regale serio.

Uscirono in fretta e si diressero verso il locale dove si sarebbe aperto l’addio al nubilato. Lorenzo guidava ma faticava a nascondere un certo turbamento misto ad eccitazione. Non riusciva a togliersi dalla testa l’immagine di Maddalena, con le gambe aperte e il vibratore infilato in profondità. Era piuttosto faticoso guidare con quella erezione e, ancor di più, era difficoltoso mantenere una parvenza di conversazione con il fiato corto per quelle emozioni.

Eppure arrivarono nel locale. Erano già arrivati tutti e aspettavano solo loro. Riuscì a sedersi in parte a Maddalena, come calamitato da lei dopo gli ultimi avvenimenti.

Lei si sentiva il suo sguardo addosso. Era piuttosto divertita dall’aver scatenato un emozione così forte in Lorenzo e, nonostante il recente orgasmo, era ancora languidamente eccitata, come in una sensazione sottopelle che non la abbandonava mai del tutto.

Non gli sfuggiva lo sguardo di Lorenzo sul suo seno e, tra un sorso di vino e l’altro, si ritrovò a sognare ad occhi aperti il suo membro che scorreva duro e deciso nella scollatura.

Inebriata decise di giocare ancora un po’, inventarsi un altro sottile limite da valicare.

Prese a raccontare un aneddoto a tutto il gruppo e intanto, senza farsi accorgere, appoggiò una mano sul gamba di Lorenzo. Prese a farla scorrere lentamente, sempre più in alto sino al centro della sua erezione. Lorenzo restava immobile, incredibilmente eccitato ma incerto su come muoversi. Maddalena scoprì con stupore le dimensioni di Lorenzo: sebbene toccasse la stoffa dei pantaloni le era oramai evidente che Lorenzo celava delle doti nascoste di un certo rilievo. Si era preoccupato per le dimensioni del vibratore fucsia ma anche il suo attrezzo non era da meno. La mano intanto scorreva sempre più determinata finchè non si staccò del tutto, lasciandolo all’improvviso insoddisfatto. Lorenzo di girò verso di lei con un occhiata dubitativa ma lei continuò a parlare con tutto il tavolo facendo finta di nulla.

L’apericena durò sino a tarda sera. Poi verso mezzanotte si decisero ad andare in un locale dove si ballava. Maddalena salì nuovamente in macchina con Lorenzo, decisa a continuare quel gioco di provocazione. Si sedette con le gambe leggermente divaricate e scherzava con Lorenzo sostenendo che quel poco di esercizio con il vibratore gli aveva fatto montare un desiderio pazzesco.

Il suo amico sembrava quasi imbarazzato. Anzi, era imbarazzato e al tempo stesso eccitato. Non sapeva bene come fare per sbloccare quella situazione che come un inaspettato regalo gli veniva offerto in quella serata. Propose a Maddalena di fermarsi in un piazzale deserto per soddisfare le loro reciproche voglie. Ma lei non era d’accordo, non voleva far aspettare il resto del gruppo. Così arrivarono a destinazione.

Il locale era già alquanto affollato. La musica ad alto volume, i cocktail colorati, il movimento dei corpi: tutto faceva risaltare il bisogno di follia di quella serata. Maddalena si buttò subito nella mischia: ballava con movimenti sinuosi, a tratti decisamente sensuali. Lorenzo le si avvicinò nella calca di corpi e di movimenti. Decise di essere sfrontato quanto la sua amica e prese a ballare sempre più vicino finchè i loro corpi non furono a pochi millimetri l’uno dall’altro. Maddalena sentiva l’erezione di Lorenzo ogni volta che lui si faceva vicino e si strusciava sul suo corpo. Si sentiva eccitata all’idea di aver causato tutto quello scompiglio nel corpo e nell’animo del suo collega. Prese a strusciarsi su di lui, mettendo una gamba di Lorenzo tra le sue. Sentiva una vibrazione che la percorreva lungo tutto la schiena facendola perdutamente bagnare in mezzo alle gambe. Lorenzo afferrò con decisione il suo sedere, la attrasse a sé e le disse quanto la desiderava. Maddalena lo trascinò verso il parcheggio, verso la sua macchina. Si baciarono con passione in un groviglio di lingue e strusciamenti. Le mani di Lorenzo scorrevano avide sul corpo di Maddalena, sui fianchi, sul seno, sulle gambe a risalire sopra la gonna alla ricerca del culo. A entrambi sembrava di vivere in un sogno. Il parcheggio completamente deserto, le mani di Lorenzo che salivano oltre il bordo della gonna, afferravano gli slip e li faceva scorrere verso il basso. In un lampo Maddalena si trovo contro la macchina di Lorenzo con la gonna alzata e il sedere rivolto verso Lorenzo. Lui si stava slacciando i pantaloni continuando a leccarle il collo e palpando il seno grande e sodo. Entrambi fremevano per l’eccitazione, le mani tremanti mentre indossava un preservativo. Entrò dentro di lei con decisione, prendendola da dietro e strappandole un gemito di piacere. In quella posizione Maddalena si sentiva completamente in balia di quel membro che la apriva tutta e la esplorava nel profondo. Era una situazione nuova: la eccitava l’idea di poter essere scoperti da qualche avventore del locale che usciva nel parcheggio per fumare. Il brivido di farsi vedere aumentava il piacere di quegli affondi sempre più decisi che davano prova del piacere trattenuto da Lorenzo in tutta la serata.

Si fermarono un attimo quando scorsero tre o quattro ragazzi che usciti dal locale si stavano accendo una sigaretta a un centinaio di metri da loro. Restarono di sasso, quasi come pietrificati con una mano sul seno di Maddalena e i loro corpi ben incastrati. Lorenzo per un secondo ebbe paura che Maddalena volesse smettere, lasciandolo nuovamente con una voglia incontenibile.

Provò una timida spinta, una ripresa. Maddalena trovò la situazione eccitante, aveva fame di follia. Così le disse di continuare, di farla venire. Lui non se lo fece ripetere due volte e riprese con colpi decise a strapparle urla di piacere. Le sue mani passavano su tutto il corpo in un ansia di possesso che oramai non riusciva più a controllare. Maddalena, dal canto suo, sentiva gli occhi dei tre fumatori fissi sul suo amplesso. Le sembrava quasi di percepire la loro eccitazione, la loro voglia di partecipare. Questo non fece altro che aumentare il suo piacere e, arrivando a pensare che se li sarebbe fatti volentieri tutti, giunse a un orgasmo così travolgente da farla gemere senza più nessuna inibizione. Non si accorse neppure che anche Lorenzo era esploso dentro di lei trovando infine la soddisfazione tanto agognata.

I tre ragazzi con la sigaretta in bocca scoppiarono in un applauso che, se da una parte fece arrossire Maddalena, dall’altra la fece sentire bene, come pervasa da una strana sensazione.

Ma questa è un’altra storia…



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