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lavoro pubblicato giovedì 17 maggio 2018
ultima lettura martedì 1 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Prosa spastica

di FilippoDiLella. Letto 264 volte. Dallo scaffale Generico

-Nessuno dovrebbe mai avere un culo tranne chi lo merita. Prevert, ad esempio (stando a quanto dicono, io non l'ho mai letto) , avrebbe di sicuro meri...

-Nessuno dovrebbe mai avere un culo tranne chi lo merita. Prevert, ad esempio (stando a quanto dicono, io non l'ho mai letto) , avrebbe di sicuro meritato un culo o, sempre per esempio, Celine, Marilyn ( ammesso si scriva così ), Hemingway, Esenin, la Hepburn...loro avrebbero di sicuro meritato un culo-

-Che vuoi dire?! Che un culo, due chiappe e un buco, bisogna meritarselo con l'arte, l'aspetto? O che bisogna guadagnarselo con... oh, oh, aspetta... intendi che prima di averlo bisogna farselo?-

-Ecco perché odio voi drogati: non capite mai il punto. Il punto è...è l'eleganza (rutto')...lo "stile" (fece le virgolette con le dita) , la classe...è qualcosa che che non trovi nei manuali di medicina, nei corsi di scrittura creativa o nel "postal market", no...no, no, no, lo "stile", la classe, quella... "cooosa" non la impari, non la reciti; o ce l'hai o non ce l'hai e io non ho mai, e dico mai (sottolineò abbassando il tono della voce), vista in nessuno di quegli stronzi qui dentro o là fuori (indicò la finestra); è una scintilla, un attimo, un'attenzione o un battito, non è nulla a volte, a volte è tutto, a volte è l'anima che esce dai pori ze puzza di vita, altre volte è uno sguardo nella folla che ti fa sognare di essere vivo e poi passa e...se ne va insieme ai tuoi brividi.

O c'è o non c'è.-

Lo sciamano iniziava ad essere alticcio.

-Non ti seguo più, non so...- risposi senza fronzoli. Iniziavo ad essere alticcio anche io.


Lo sciamano sembrò perdersi ancora più a fondo in quella boscaglia che si portava dentro e che si avvertiva intorno a lui come l'odore di erba bagnata in un giorno d'estate in cui sembra che le piogge non debbano mai più venire a malmenare l'asfalto nuovo delle strade del sindaco.

D'apprima(ammesso si scriva così) la sua espressione corrucciata divenne pensierosa, poi piovosa e, pian pianino, divenne un sorriso che si trasformò in risata e una risata che divenne gigantesca, sguaiata e isterica da durare ben tre minuti esatti d'orologio.

Non capivo, non capivo davvero e intanto ammettevo a me stesso il mio totale sconforto, la mia sconfitta, il mio disappunto divenne rabbia, la mia rabbia tristezza e la mia tristezza divenne spazzatura. Non potevo nulla.

Finì di ridere.

-Non puoi capire...non si tira sangue dalle rape né soldi dagli ebrei...Questo è il punto: non sei fatto per capire.-


Se ne andò e a me rimasero una risata che non capivo, il conto (salatissimo, 65€ per due bottiglie di vino scadente sono una rapina!) e i risolini distratti e sommessi di tutto il bar.

Il tramonto calava come tutti o maledetti giorni del mondo e io somigliavo sempre di più a me stesso; che fregatura!( ammesso si scriva così...)

La strada era lunga e in metrò pensavo che ancora non sapevo come si scrivesse "dapprima".



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