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lavoro pubblicato mercoledì 16 maggio 2018
ultima lettura giovedì 21 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Avrei sempre scelto te

di perfettamenteimperfetta. Letto 418 volte. Dallo scaffale Amore

E' giugno ormai da qualche giorno. L'aria è già tiepida anche di sera. Amo questo periodo dell'anno. Alla gente piace uscire, sono tutti più felici e sorridenti. L'estate si avvicina, fai sempre più tardi... ....


E così come ogni venerdi anche stasera mi sto preparando a raggiungere Ilaria,la mia amica del cuore, il suo ragazzo e Matteo, il santo che mi sopporta ormai da qualche tempo. Stiamo insieme da Natale ed è meraviglioso. E se non mi muovo a finire di vestirmi dovrà aspettarmi anche stavolta. Sorridendo mi infilo la gonna corta e penso a quanto sia felice in questo momento della mia vita. 26 anni tra un mese, un lavoro fantastico, un fidanzato fantastico, una casa fantastica in cui vivrò da sola ancora per poco perché tra non molto andremo a convivere. E’ tutto perfetto, quasi non mi sembra vero. Se solo ripenso a qualche tempo fa, quando credevo che dopo di lui non mi sarei più innamorata...

Mi squilla il telefono, è un messaggio di Matteo che mi dice che è fuori ad aspettarmi. Sono in ritardo! Mi metto gli stivaletti ed esco di corsa. "Ciao amore, scusa". Matteo mi accoglie scuotendo la testa sorridendomi e dandomi un bacio sulle labbra. "Muoviti ritardataria, loro sono già li". Ci dirigiamo verso il centro mentre mi passo un velo di matita sugli occhi. Ilaria e Andrea sono già in piazza ad aspettarci. Li saluto abbracciando la mia dolce amica del cuore che puntualmente mi prende in giro per il mio perenne ritardo. Ormai ci sono abituati. "Allora, ci prendiamo qualcosa da bere?" Chiede Andrea indicando il nostro solito pub. Sono solo le dieci e trenta e la piazza è già colma di gente. È il ritrovo abituale per tutti i pistoiesi, tappa fissa di ogni nostro weekend. Ci conosciamo tutti ed amiamo questo posto proprio per questo motivo. Io e Ilaria ci divertiamo sempre a prendere in giro quelli che passano. Ad alcuni sembra di essere alla fashion week a Milano piuttosto che in una piccola città di provincia. Prendono la loro bevuta, e la mia immancabile coca cola e ci mettiamo fuori a chiacchierare. Matteo ed Andrea incontrano dei loro amici e cosi io ed Ilaria ne approfittiamo per parlare un po'tra donne. "Allora, te li sei ancora messi i sandali che hai comprato?" Mi chiede lei sarcastica conoscendo la mia avversione verso i tacchi "no ila, e credo resteranno nell'armadio ancora per un po’" . Ilaria ride e nel mentre arriva una nostra amica che non vedevamo da diverso tempo. Ci corre incontro e ci abbraccia e in un attimo sembra di stare nuovamente alle superiori. Ci racconta della sua vita, di quello che fa e della convivenza con quel suo fidanzato che io e Ilaria non abbiamo mai approvato ma ce lo facciamo andare bene per lei. Nel frattempo Matteo mi raggiunge mi cinge i fianchi e mi dice che lui e Andrea vanno con gli altri a farsi un giretto. Gli stampo un bacio sul collo e gli dico che ci vediamo dopo. Quando mi volto di nuovo verso Lisa e Ilaria vedo Ilaria che mi prende per un braccio e mi guarda con gli occhi sgranati. "Ila, tutto bene?" Mi affretto a chiedere preoccupandomi. " no Giulia, ascoltami bene. Dietro di te c'è Luca che ti sta fissando" il mio cuore perde un battito. Per un momento mi sembra di non riuscire a respirare. Luca. Quasi non ci credo. Mi volto di scatto e purtroppo o per fortuna lo vedo. Mi sta fissando proprio come ha detto lei poco fa con un bicchiere in mano fregandosene delle chiacchiere dei suoi amici intorno a lui. Luca. Quasi un anno che non ci vediamo. Quasi un anno da quella mia frase "basta, cosi non ce la faccio. Meglio finirla qui" . Luca. L'unico grande amore della mia vita. Siamo stati cosi poco insieme che sembra impossibile eppure è cosi. Prima di lui ho avuto una storia lunghissima. Nove anni e non mi ha lasciato nulla. Con lui sono stati solo qualche mese, vissuti lontani per giunta a causa del suo lavoro. Eppure con lui e solo con lui ho scoperto cosa volesse dire amare davvero. Luca. Insieme eravamo fuoco in tutto e per tutto. Io lo facevo uscire di testa con quel mio carattere troppo deciso, lui mi mandava in bestia con quella sua ostinata arroganza. Tutti mi dicevano che era la persona più sbagliata che potessi scegliere. Che dovevo staccarmi da lui e che una volta finita sarebbe stata la mia liberazione. Certo. A parole. Ma solo io so come stavo con lui, solo noi sappiamo quello che eravamo insieme. Sapevamo di non poter durare, ma sapevamo anche di non poter vivere l'uno senza l'altro. Ogni lite non era mai l'ultima. Ogni bacio non era mai quello definitivo. Luca. Il fuoco della mia vita. Quando è finita credevo che il mio cuore fosse caduto nel gelo per sempre, di non poter più amare, e cosi è stato, finché non ho incontrato lui, Matteo che con la sua calma e pazienza ha saputo curare le ferite della mia anima. Luca. Vedo che si stacca dal suo gruppo e anch'io mi avvicino a lui ignorando completamente quello che Ilaria e Lisa stanno dicendo. Tre passi e gli sono davanti. "Ciao" mi saluta stentando un sorriso.
"Ciao" gli rispondo di rimando con voce flebile. Restiamo a fissarci per un tempo che mi pare infinito finché lui per primo rompe il silenzio. "Allora, come stai? È un po'che non ci vediamo"
“Bene grazie. Si è molto che non ci vediamo. Sei ancora lassù?" ,chiedo sperando che mi risponda di si per non dover lottare con il rischio di ritrovarmelo per strada troppo spesso. "No, mi hanno trasferito da poco a Pistoia. Si è liberato un posto e ho fatto domanda subito. Come sai il mio obiettivo è sempre stato quello di tornare a casa”, porca miseria. Allora è qui per sempre "ah, bene, sono felice per te" e un po'anche per me. Ci fissiamo di nuovo senza sapere cosa di dire. E nuovamente lui rompe il silenzio. Mi sembra di essere ebete. Io che ho sempre qualcosa da dire adesso non trovo niente. "Tu invece? Lavoro?" "Ho vinto il ruolo da poco qui a Pistoia finalmente, ho comprato casa. Sto bene", dico accennando un sorriso per sembrare convinta. "Wow, beh, sono contento per te, davvero. Hai raggiunto i tuoi obiettivi" mi dice "e tu i tuoi" dico con una nota di rammarico. Ancora oggi mi chiedo cosa sarebbe successo se avessimo avuto un po' più di coraggio, se lui mi avesse chiesto di andare a vivere lassù con lui quando è stato trasferito e se io avessi accettato. Nessuno può saperlo. "E con lui come va?" Mi distoglie dai miei pensieri con una domanda che mi spiazza totalmente. Come sa di lui, perché me lo chiede? Decido di mostrare la mia corazza, quella che sono abituata ad indossare. "Bene, bene grazie. Tu con lei?". So che dopo di me si è rimesso con la sua ex, lo so perché me lo ha detto il suo migliore amico tempo fa. Quando l ho saputo il cuore mio è esploso, poi ho capito che lui solo con lei può stare. Una donna con più carattere non riesce a gestirla e ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di lui costantemente. Mi guarda disarmato. Forse non si aspettava che anch'io sapessi. " Bene." Mi dice con aria perplessa. Poi però corruga la fronte, mi guarda con quel suo sguardo intenso e io so già che da adesso in poi sarà tutto perduto. "Mi sei mancata Giù, mi sei mancata davvero tanto. Mi manchi anche adesso." Abbasso lo sguardo sentendo una fitta al petto. Ma lui non si ferma e continua. "Sei felice con lui? " "Io, io non credo sia il caso" dico a disagio. "Giù, una cosa sola t'ho chiesto. Dimmi che sei felice e io me ne vado in questo istante" lo fisso negli occhi. Come si permette dopo tutto? "Si sto bene, contento?" Sorride con quel suo sorriso sghembo che mi faceva impazzire. "Cosa ridi?" Chiedo furibonda. "Questa non è la risposta alla domanda che ti ho fatto" so cosa vuole dire. Alzo gli occhi al cielo e contrattacco. "Tu con lei sei felice? Avanti, dimmelo". Si ferma un attimo ma poi risponde "Lei mi capisce, mi capisce come non hai mai fatto. Mi sta dietro, mi asseconda, mi ama incondizionatamente e non pretende", quasi non credo alle mie orecchie. Cosa sta dicendo. Faccio per andarmene ma lui continua. " fa tutto ciò, ma....ma non è te. Nessuno è te. Ti ho cercata cosi tante volte nelle altre..." lascia la frase a metà ed io abbasso lo sguardo. Quando rialzo gli occhi vedo che mi guarda tristemente. È a disagio ed io non l ho mai visto a disagio. "Luca io è meglio che vada" dico quasi tornando alla realtà. "Certo, certo...però dimmi un'ultima cosa" "sentiamo..." "se fossi stato più coraggioso, se fossi stato più sincero, se ti avessi detto quello che non ti ho mai detto, tu avresti scelto me? " "Luca per piacere" "rispondi Giulia, rispondi" mi dice furibondo. Lo fisso negli occhi furente a mia volta "si, avrei scelto te. Io avrei sempre scelto te." Il cuore mi batte a mille. Ce l’ho con me stessa perché sono ancora cosi volubile nei suoi confronti. E ce l'ho con lui per aver buttato.tutto al diavolo, per non avermi fermata quando me ne sono andata disperata. Per non.aver lottato quando io avrei dato tutto per lui. Mi rendo conto all'improvviso che sono qui a parlare con lui da troppo tempo. E allora.mi volto verso i miei amici, verso Matteo e li vedo tutti li ad aspettarmi. Ilaria preoccupata, Matteo scuro in volto. In quell'istante Luca mi sfiora le dita e io mi ritraggo improvvisamente sussultando. Ancora adesso un suo tocco mi fa andare fuori di testa. "Devo andare Luca,devo andare" "Giulia aspetta, Giù ti prego" ma io mi sono già voltata e completamente sconvolta torno dagli altri. Appena li raggiungo Matteo mi chiede spiegazioni. Lui non sa di Luca, o almeno sa davvero poco. Sa solo che prima di lui ho avuto una storia che non è finita bene. Non mi sono mai voluta addentrare nei particolari né lui me l’ha mai chiesto. Fino ad ora per lo meno. "Giulia, chi è lui?" Non capisco più niente, non mi interessa più niente voglio solo andare via di qui. "Matte ti prego, non.adesso scusami". Mi scosto da lui. Ho solo bisogno di prendere aria. Mi allontano da tutti ma Ilaria mi raggiunge. "Giulia, Giulia diamine fermati. Non puoi scappare ogni volta" mi afferra per un braccio. "Ila per favore. Ho bisogno di prendere aria" " va bene, la prendiamo insieme allora. Mi dici che è successo? Sei stravolta" la guardo con gli occhi spaesati. Non so nemmeno io cosa sia successo. Perché ho queste reazioni. O meglio, lo so ma non lo voglio accettare. Non lo voglio sapere. “Giulia, mi vuoi dire che è successo?” Annaspo quasi per trovare l’aria che mi manca “Ila, io, io non ero pronta” mi gratto la fronte mentre fisso un punto nel vuoto come al solito quando sono nervosa “non ero pronta capisci? A rivederlo. Io credevo che sarebbe stato diverso, che non mi avrebbe suscitato cosi tanto. Io non me l’aspettavo ok? Lui e tutti i suoi discorsi odiosi. Sai dove può metterseli?” scoppio di rabbia. Ilaria per fortuna mi ferma. “Direi che, insomma, ti è passata in un anno. Direi che hai reagito piuttosto bene” dice sarcastica e io scoppio in una risata. Ridiamo tutte e due, perché lei e l’unica, l’unica a sapere davvero tutto. L’unica che mi ha visto piangere per lui, l’unica che conosce le mie notti insonni e l’unica che sa che non l’ho dimenticato, nemmeno quando agli altri mentivo dicendo di stare bene, addirittura meglio senza di lui. Mi abbraccia e mi dice che è normale, in fondo è solo la prima volta che l’ho rivisto dopo mesi e mesi di silenzi. Mi rincuora un po’. Forse non è quello che penso. “Dai, torniamo dagli altri che sennò si preoccupano. È ora di andare a casa” dico, non vedendo l’ora di andare a dormire. Sono esausta. “Amore, andiamo a casa?” sussurro a Matteo cingendogli la vita e poggiandogli la testa sulla sua spalla. Profuma di tranquillità. Mi prende una mano e mi ci dà un bacio sopra. È così dolce e comprensivo. Sta dietro ai miei sbalzi d’umore, alle mie follie, ai miei colpi di testa. È un santo questo ragazzo. Salutiamo gli altri e ci avviamo verso la macchina mentre prometto a Ilaria di chiamarla l’indomani. “allora amore dove siete stati tu e Andrea?” chiedo a Matteo per smorzare la tensione, perché anche se non lo dà a vedere so che è infastidito per quel che è successo prima. “nulla di che, abbiamo fatto un giretto con gli altri, ma, posso sapere cosa è successo prima?” Porca miseria, adesso che gli dico? Decido di essere sincera. “Matte, lui è il mio ex. È un sacco di tempo che non lo vedevo, anzi, non l’ho più rivisto dalla rottura e non me lo aspettavo. Non stasera, non con te. Ma tranquillo, adesso va meglio” e non so se lo stia dicendo a lui oppure a me stessa. Lui mi guarda cupo e mi chiede se io non provi ancora qualcosa per lui. “no ma certo che no, è…è una storia complicata di cui non mi va di parlare. Ma appartiene al passato”, e mi accoccolo sulla sua spalla sperando che la conversazione finisca qui. Per fortuna Matteo non fa altre domande. In macchina gli dico che per stasera preferisco dormire da sola. Domani mattina devo alzarmi presto e non voglio svegliarlo. In realtà ho solo tanto bisogno di organizzare le idee, metabolizzare quello che è successo stasera e fare chiarezza dentro di me. Ho bisogno dei miei spazi stasera. Matteo protesta giustamente ma lo imploro di capire, e dopo un po’ accetta seppur un po’ contrariato. In questo momento non mi importa. “ci rifacciamo domani” gli dico mentre gli do un bacio sulle labbra e scendo di macchina. Mentre cerco le chiavi in borsa mi squilla il cellulare. Apro velocemente la porta per far andare via Matteo e guardo chi è anche se so già la risposta. Luca mi sta chiamando. Il mio cuore inizia ad accelerare e rispondo “pronto?” “Ciao, dove sei? Puoi parlare?” “sono appena rientrata in casa Lu, dimmi, che c’è?” chiedo innervosita.”Giu, io ho bisogno di parlarti, dammi il tuo indirizzo e vengo li” “ma sei impazzito?, io non ti do proprio niente” sono arrabbiata, più con me stessa perché so che se me lo chiederà un’altra volta glielo darò eccome. “Ti prego Giu, dammi il tuo indirizzo e sono li in dieci minuti, porto due cornetti e ce li mangiamo insieme, Per favore ne ho davvero bisogno” .Lo facevamo sempre, dopo ogni litigata, lui arrivava sotto casa, due cornetti in mano alle due di notte, saliva di nascosto in camera mia passando dalla scala esterna e facevamo pace. Ridevamo per ore perché se i miei lo avessero saputo sarebbero andati su tutte le furie, poi mi baciava e puntualmente finivamo a far l’amore, fino a che non ci addormentavamo e alle sei lui se ne andava di soppiatto per non farsi vedere. Se ci ripenso adesso mi viene da ridere e da piangere al contempo “Giu…per favore” Luca mi richiama alla realtà, e io in un attimo di folle coraggio o scelleratezza gli sussurro il mio indirizzo. Dieci minuti dopo sento suonare il campanello. Credo che a breve mi prenderà un infarto se il mio cuore non si decide a rallentare. Apro la porta in canotta e pantaloni corti del pigiama e resto senza fiato. Bello, ancora più bello di come lo avessi visto poco fa. Maglietta nera stretta, pantaloni di jeans slavati, il suo capello arruffato. Un colpo al cuore. Non mi resta difficile ricordarmi perché avessi perso la testa per lui. Anche lui rimane un attimo pietrificato. Forse non si aspettava di vedermi di nuovo così, struccata e in versione casalinga. So solo che non so come succeda, ad un tratto alza la busta dei cornetti, mi sorride, mi dice “mi sei mancata”, mi tira a sé e mi bacia, spudoratamente e senza premure. Ed io non oppongo resistenza…


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