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lavoro pubblicato martedì 15 maggio 2018
ultima lettura sabato 20 aprile 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Il pozzo nero

di EMcKenzie. Letto 200 volte. Dallo scaffale Epistole

Cosa è accaduto?Mentre piange il mondo si srotola intorno. Rinunce, morti, occasioni perdute, disperazione e battaglie. E in fondo a ogni cosa lo vede. Vede i suoi occhi dolci, che cambiano colore con il tempo, si ricorda il sapore delle sue lab...

Cosa è accaduto?

Mentre piange il mondo si srotola intorno. Rinunce, morti, occasioni perdute, disperazione e battaglie. E in fondo a ogni cosa lo vede. Vede i suoi occhi dolci, che cambiano colore con il tempo, si ricorda il sapore delle sue labbra che ha baciato due giorni fa. Il suo sorriso mentre la guarda.

Tutto sembra insensato.

Il vino che le brucia in gola e le lacrime sulle guance, che scivolano come pioggia oltre la sua volontà. La testa di sua madre mentre sbatte contro le sbarre del letto al culmine della malattia, la schiena di suo padre mentre si allontana solo nel suo cappotto di inverno, la radio che grida una canzone mentre le strappano suo figlio dal ventre. Suo marito che la culla cercando di capire come sconfiggere il mostro che la divora.

Si sente perduta, malata inguaribile.

C’è un tarlo che rosica i meandri della sua anima. Un animale che colpisce solo alcuni. Il nero che si allarga al posto del cuore mentre si consacra al suo amore adolescente sapendo di non averlo mai. Il nero che la chiama dagli abissi mentre usano il suo corpo che ha messo in gioco per strappare un abbraccio. Sua figlia le porta un bicchiere d’acqua, le parla sottovoce come al gatto moribondo, e la voce le trema dall’incertezza.

Aveva creduto di potersi salvare, di vincere.

Il giorno ancora le lascia la forza del combattente, ma la notte implacabile le squarcia il petto pretendendo vittime. Si stupisce di riuscire a celare ogni grido alla luce, di brillare di efficienza, ma le tenebre ogni giorno si guadagnano qualche centimetro di pelle. Le sue amiche tacciono ingannate dalla serenità. La sua giovane allieva la osserva calma e raggiante, l’intuizione dell’abisso è un granello di sabbia sepolto in un oceano di gratitudine.

Vorrei salvarmi. Vorrei non essere sola. Credere nella vita. Abbandonarmi alle cure di qualcuno che sfiderà le leggi del mondo per me. Per piegare il tempo e il dolore all’eterno e pacifico.

La tempesta urlante avventa le onde contro la scogliera. La notte sembra eterna.


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