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lavoro pubblicato martedì 15 maggio 2018
ultima lettura venerdì 22 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

l'illuminazione

di bertorelax. Letto 1974 volte. Dallo scaffale Eros

ormai ero lì, nudo, bendato, schiena appoggiata ad una poltrona gambe piegate e sollevate a novanta gradi, le caviglie sopra due schienali di sedie mani e piedi legati lei passeggiava coi sui tacchi rumorosi sul pavimento, immaginavo i suoi bei seni..

ormai ero lì, nudo, bendato,

schiena appoggiata ad una poltrona

gambe piegate e sollevate a novanta gradi, le caviglie sopra due schienali di sedie

mani e piedi legati

lei passeggiava coi sui tacchi rumorosi sul pavimento, immaginavo i suoi bei seni muoversi a tempo di camminata

di tanto in tanto scappellava il mio membro, a volte lentamente ma a fondo, fino a farmi sentire del dolore,

a volte velocemente con due o tre dita a presa morbida per quattro o cinque colpi di fila ma senza mai portarmi all’orgasmo

era forse più di un’ora che ero eccitato, più o meno ogni decina di minuti sfiorarava le sua labbra alle mie chiedendomi sempre la stessa cosa “stai godendo vero? vorresti venire come una zoccola, di la verità?”

io le rispondevo che ero eccitato e che volevo venire

lei ribatteva “vedrai, chiederai di venire come le zoccole”

io non capivo ma il gioco mi piaceva assai

ad un tratto sentii uno strano profumo, era lo stesso che usciva dal centro estetico a fianco agli spogliatoi della palestra

sentii una cosa fastidiosa e calda appiccicare ai miei peli pubici, capì al volo, una ceretta mi stava aspettando, sapevo bene cos’era l’avevo già fatta alcune volte dall’estetista, in una decina di minuti la sofferenza finì, encomiabile la sua abilità a mantenere l’erezione tra uno strappo ed un’altro

ora la mia pelle era ancora più sensibile, i suoi tocchi, le sue carezze si sentivano ancora di più inoltre adesso avevo anche l’ano regalava delle vibrazioni, una sensazione mai vissuta prima

la sua domanda sé volevo venire come una zocola si ripeteva, le sue labbra adesso spesso si strusciavano sulle mie

ebbi un ritorno di memoria, una anno prima durante un rapporto più appassionato del solito dissi alla Lella “ti faccio venire come una zoccola” poi la presi analmente, fu un ingresso indelicato, nemmeno troppo lento, mi ricordai che arrivato a fondo nel suo forse vergine culo attesi uno o due secondi poi cominciai a pomparla con foga, dopo pochi violenti colpi lei raggiunse un orgasmo intensissimo gridando tra il piacere e il dolore, io continuai fino a venirle dentro.

Dopo qualche giorno si confidò dicendo di aver vissuto un orgasmo struggente di un’intensità mai provata prima, aggiunse che avrei dovuto provare anch'io un simile piacere ma il discorso finì lì.

Adesso nel pieno dell’eccitazione così legato poteva tranquillamente farmi il culo vergine, ormai non reggevo più i suoi tocchi, il pene mi faceva male, era duro da troppo e le sue dita troppo spesso tittillavano il mio ano, e all’ennesima domanda sé volevo venire come una zoccola la supplicai di farlo, dovevo venire assolutamente!

poco dopo sentii una cosa calda e tondeggiante appoggiarsi al mio ano, la sua mano prese il pene scappellandolo con più forza possibile, come la pelle fu tesa al massimo verso la base, la pressione sull’ano aumentò fino a fare entrare quello che potevo immaginare, un sexy toys fallico, mi fece male, sentii il culo come esplodere, arrivato fino in fondo alle mie viscere indietreggiò quel tanto che bastava per prendere un lento ritmo da pompata, ma io stavo già venendo, un fiume di sborra continuava a colarmi dal pene una cosa infinita sotto i colpi fallici, ad un tratto sentii le sue mani appoggiarsi sul mio petto da dietro, ma se ero in poltrona com’era possibile, chi c’era davanti a me che continuava a scoparmi il culo? lentamente l’eccitazione stava calando e un mix di bruciore e dolore si stava diffondendo nel mio ano, poi sentii due mani appoggiarsi alle mia cosce, stringerle con forza, poi fiotti caldi entrare nell’intestino accompagnati da spinte ben fatte


cazzo pensai ! un uomo mi aveva scopato? come tolse il grosso cazzo dal mio culo, chiesi “ma tu chi sei?” Lella mi tolse la benda, era il suo parrucchiere, tutto soddisfatto disse a Lella “ grazie del dono, un culo così stretto erano anni che non mi capitava più!” abbassò la testa per leccarmi la sborra uscita dal cazzo, poi sorrise nuovamente dicendo “siete divini” e sé ne andò.


rimasi sulla poltrona in silenzio per un po’, sconvolto dall’orgasmo incredibile e da quanto successo, lei fece lo stesso seduta a qualche metro, poi prese a masturbarsi venendo quasi istantaneamente, doveva essere eccitatissima, la scena per lei era stata una scossa erotica fuori dalla norma.


una volta slegato, tornò anche Riki il suo parrucchiere con tre birre in bottiglia, bevemmo con calma per poi decidere una cena assieme.







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