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lavoro pubblicato lunedì 14 maggio 2018
ultima lettura domenica 21 aprile 2019

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(Recensione) LUCA EMME - La cura del tempo (Autoproduzione)

di angelotomasello. Letto 283 volte. Dallo scaffale Musica

È un artista nuovo, rinato, che forse è passato attraverso un periodo difficile, di smarrimento interiore e artistico quello che si ripresenta al pubblico con La cura del tempo

LUCA EMME - La cura del tempo

(Autoproduzione)

È un artista nuovo, rinato, che forse è passato attraverso un periodo difficile, di smarrimento interiore e artistico quello che si ripresenta al pubblico con La cura del tempo. Forse disintossicato da certe ambizioni da talent (ha partecipato a Saremo famosi, ormai molto tempo fa), dopo un tour intenso di più di 30 date (non poco per un artista ancora non famosissimo), ritorna in scena con un disco che si posiziona tra il rock e il pop. Il rock graffiante, dai riff potenti di molti brani (in “Brivido”, “Questo sono io”, “Cuore nero”) viene a galla sicuramente grazie al suo maggiore “complice” (Matteo Gattei, con una indubbia attività da rocker nella cover band riconosciuta a livello di internazionale di Bon Jovi, New Jersey). C’è il pop di “L’amore non basta” che veleggia a notevoli altitudini grazie a un’atmosfera sognante e, ancora alla chitarra arpeggiata un po’ alla Coldplay, di Gattei. Ma c’è anche un pop introspettivo, che viene messo in mostra anche nel singolo “Senza dimenticarmene”, in cui si mette a fuoco un’anima, quella di Luca Emme, che parla del proprio io, di momenti difficili, di cambiamenti, insomma di tutto quello che vuol dire vivere e crescere nel mondo odierno, spesso troppo superficiale, troppo veloce. A Luva tutto questo “correre” non sembra star bene. E la cura del tempo ne è una dimostrazione.



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