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lavoro pubblicato domenica 13 maggio 2018
ultima lettura venerdì 19 ottobre 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Intrappolata

di HerWorlds. Letto 160 volte. Dallo scaffale Pensieri

È in quell'inferno estivo che capii cosa volessi veramente.Appoggiato allo stipite della porta -maglietta bianca e pantaloni della Adidas grigi, il tutto conronato da un piccolo pendente al collo e un sorriso predatore in volto- parlavi con la t...........

È in quell'inferno estivo che capii cosa volessi veramente.
Tutti era tinto di colori caldi, proprio come in quei flashback di ricordi dolci in film ambientati in un presente freddo. Un pomeriggio post scuola. Gli altri stavano cucinando, pulendo o studiando come formiche frenetiche. Poi c'ero io ferma ad osservarti. E poi c'eri tu.
Appoggiato allo stipite della porta -maglietta bianca e pantaloni della Adidas grigi, il tutto contornato da un piccolo pendente al collo e un sorriso predatore in volto- parlavi con la tua nuova preda, Melany. Ma è di preda che parliamo quando l'agnello si butta nelle braccia del lupo, sapendo la fine che farà?
Avrei potuto stare lì a guardarti mentre tessevi la tua ragnatela attorno a lei -non che fosse chi sa che difficile dato che la mosca voleva e come rimanere intrappolata tra i tuoi fili di seta- ma preferii girami e andare verso la mia stanza. Scene già viste con finali che di imprevedibile avevano ben poco.
Bussasti alla porta sul più tardi, io ero seduta sul mio letto a leggere quel noioso - che poi si dimostrò tutt'altro- libro che mi avevi consigliato .
"Sta sera esco con Melany" sorridesti soddisfatto.
"Non ti vanterai di aver scalato una discesa, Ben?" Risi e tu insieme a me.
"Beh non è colpa mia se, questo fusto di un metro e novanta, dal bel faccino, fa continuamente colpo sulle ragazze." Già non era colpa tua, eppure ogni tanto avrei voluto prenderti a schiaffi e dirti che non si trattano così le persone; ma sapevo anche che avresti saputo rispondermi con "Jenny, loro sanno a cosa vanno incontro" finendo per indicare te. Il problema è che per ribattere avvrei dovuto ammettere che io ci ero cascata, senza sapere che con te le cose non duravano, senza volere.
"Come vuoi Ben, buona serata. E attento al coprifuoco." Ti ricordai.
" Avere tre anni in più di te, mi da il diritto di arrivare 3 ore dopo. A dopo nanetta."
"Questo fino a quando io non scapperò da qui!" Ti risposi con una linguaccia.
"Ma dove vuoi andare che senza di me non ci sai vivere?" Ridesti, risi e ci guardammo, ma poi uscisti e io sprofondai in quelle onde d'inchiostro nero, in un mare bianco di carta tra le mie mani.
"Eppure me ne andrò." Pensai.
Trascorsi la notte a letto sveglia, tra Instagram, letture e Netflix e poi ti sentii rientrare con il tuo gruppetto di amici o così pensai. In realtà eri tu, Melany e i suoi suoni guturali di piacere. Carino, mi portarono quasi al vomito. Sarebbe stato meglio,mi tenevo già troppe cose dentro.
Ricordi che nei giorni seguenti ci parlammo a stento, come nel mese precedente d'altronde? Ma era colpa tua, io stavo bene prima e poi arrivasti tu quella notte, nel mio letto.
"Ho avuto di nuovo quell'incubo Jenny" E io cosa potevo fare se non farti spazio tra le lenzuola e abbracciarti. Ma non ti bastò. Volesti sigillare tutto, le mie labbra con un bacio a fuoco. Come avevi potuto? Come avevi osato insidiare quel vermiciattolo clandestino nella mia testa che continuava a rodermi ogni giorno la mente e a sussurrarmi quanto tu iniziassi a piacermi. La cosa più brutta non fu di certo il bacio che mi scosse il corpo e contorse le viscere, facendo di me un ballenìo di ali di farfalle.
"Scusa, guarda non so nemmeno perché l'ho fatto. Cioè non mi piaci in quel senso." Davvero carino, fosti con la tua prima innocente vittima, condotta con l'inganno in una trappola di cui nemmeno voleva sentir parlare. Beh poi il giorno dopo facesti finta di nulla ritornando alle tue nuove conquiste, rinchiuso con Melany nella stanza oltremuro e io qui ferma e paralizzata.
Fine prima parte


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