ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 12 maggio 2018
ultima lettura giovedì 18 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Emozioni

di Lavocediunamico. Letto 250 volte. Dallo scaffale Generico

 All’inizio di quest’anno scolastico, probabilmente, non ero consapevole di quanto sarebbero stati pieni, intensi e potenti questi ultimi mesi e mi sono resa conto di tutto ciò solamente durante l’ultima settimana di scuol.....

All’inizio di quest’anno scolastico, probabilmente, non ero consapevole di quanto sarebbero stati pieni, intensi e potenti questi ultimi mesi e mi sono resa conto di tutto ciò solamente durante l’ultima settimana di scuola.

Quest’ultima è stata una settimana parecchio calma, per gli standard della mia classe. All’improvviso, nell’aula si respirava una sorta di malinconia, accompagnata da un’atmosfera di solitudine e silenzio, simile a quella quiete che si crea nel cielo, cupo e privo di uccellini, dopo una forte tempesta.

Gli ultimi giorni di scuola non sono stati caratterizzati, come accade solitamente, da gioia, divertimento e grida di entusiasmo. Sì, certo, qualcuno potrebbe dire: «è sicuramente l’ansia dell’esame di maturità». No, io penso che non sia solo questo. La vera ragione di questa incolmabile sensazione di vuoto è il fatto che ciascuno di noi non sia ancora pronto ad abbandonare la nostra tempesta.

Noi, tutti insieme, professori compresi, siamo una tempesta, ma, certamente, una meravigliosa tempesta. Siamo come un’orchestra che suona la stessa melodia, composta da strumenti differenti, ognuno con particolari qualità, ma che, insieme, creano qualcosa di ordinato e straordinario.

Le tempeste sono odiate e disprezzate da molti e noi, come una tempesta, siamo sempre stati sottovalutati. La tempesta è qualcosa di più rispetto al semplice rumore dei tuoni e alla pioggia che fa infangare tutte le strade. La tempesta è anche qualcosa che, attraverso la propria luce, disegna luminosissimi lampi e colora le nuvole di blu e di viola, rendendo il cielo un immenso dipinto.

Allo stesso modo, noi siamo qualcosa di più rispetto ad un semplice liceo sportivo «in cui si fa solo casino e si studia pochissimo perché si fa solo ginnastica». Noi siamo la classe che ha percorso trenta kilometri a piedi, attraverso i boschi, sotto la pioggia e in mezzo al fango, per arrivare alle porte di Assisi, spronando ciascun compagno a non mollare mai. Noi siamo la classe che ha alunni che si sono classificati tra i primi alle Olimpiadi della matematica. Noi siamo la classe priva di timidezza, ma ricca di rispetto, che ha saputo impadronirsi della spiaggia di Mondello e dei templi di Agrigento. Noi siamo la classe delle letture integrali del David Copperfield, de L’Orlando Furioso e de Le metamorfosi di Ovidio. Noi siamo la classe che ha accolto, fin dall’inizio, Stefano, il quale è cresciuto con noi, mano nella mano, e che, a sua volta, ci ha aiutato ad essere persone migliori. Noi siamo la classe che per prima è riuscita a viaggiare in Grecia, attraversando terre e luoghi straordinari. Noi siamo la classe delle “Confessioni di ragazzi comuni”. Noi siamo la classe che ha partecipato ad “Una giornata per tutti” nel carcere di Verziano. Noi siamo la classe dello step con la professoressa Cavoli e del Tai Chi con il professor Mazzolari. Noi siamo la classe che è stata capace di cantare a squarcia gola, accompagnati da un artista di strada, “Ma il cielo è sempre più blu” nel bel mezzo di una via di Atene. Noi siamo i maturandi del professor Gardumi.

Noi siamo tutto questo e non un semplice sportivo, noi siamo dei ragazzi consapevoli di aver vissuto al massimo questi anni, così importanti per ogni uomo, rendendoli stracolmi di emozioni e di divertimento.

Questi sono stati gli anni che mi hanno cambiato la vita e che mi hanno reso ciò che oggi sono, facendomi capire la strada del mio futuro. Sono grata a ciascuno dei miei professori e dei miei compagni, poiché, in modi differenti, sono entrati nella mia vita, rendendola migliore.

Fra non molto prenderemo strade diverse e tutto ciò che siamo stati svanirà per sempre. Anche il ricordo, anno dopo anno, sarà sempre più fragile e, forse, è proprio per questo che non sono disposta a lasciare che la nostra sensazionale tempesta svanisca nel cielo, riducendosi ad una razionale giornata di sole.

Vorrei che tutti capissero quanto noi, insieme, alunni e professori, siamo speciali e quanta passione trasmettiamo a chi ci sta intorno e quanto amore mettiamo in quello che facciamo, senza stancarci mai di stupire.

Forse, però, questo è un segreto troppo prezioso, che è necessario resti tra di noi, custodito nei nostri cuori, poiché soltanto noi saremo capaci di ricordare, realmente, l’energia, l’armonia e la poesia, che, insieme, siamo stati in grado di creare.

Sarete sempre parte di me.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: