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lavoro pubblicato venerdì 11 maggio 2018
ultima lettura martedì 16 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

(questo non è un libro cap. 8) Idee

di SbenniX. Letto 263 volte. Dallo scaffale Generico

Ci sono quelle idee, quelle speciali, che piombano nel bel mezzo dei pensieri come un fulmine a ciel sereno. Okay, questa frase è talmente scontata che dovrebbero proibirla, ma che fatica trovarne una di uguale impatto... Come un marito che torna a

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Ci sono quelle idee, quelle speciali, che piombano nel bel mezzo dei pensieri come un fulmine a ciel sereno.

Okay, questa frase è talmente scontata che dovrebbero proibirla, ma che fatica trovarne una di uguale impatto... Come un marito che torna a casa e becca la moglie con l’amante... Come una farfalla che svolazza per i fatti suoi e finisce in trappola nella tela del ragno... No no, che schifo questa.... Come quando stai guidando e un cretino che gioca a Pokemon Go si lancia in mezzo alla strada con il suo cellulare del piffero, per catturare Goku, e vorresti tanto investirlo, ma poi pensi alle spese che non ti puoi permettere per riparare il paraurti, il cofano e il parabrezza, perché sei senza un vero lavoro e non hai assicurato l’auto, e finisci per inchiodare, rischiando di causare un tamponamento a catena nell’ora di punta, mentre affondi il braccio teso nel clacson, come se schiacciandolo più forte facesse più rumore.

Ecco alcune volte nella vita, ci sono delle idee che sono come il suddetto cretino. Se ne infischiano di tutto, e ti si buttano in mezzo, mentre cerchi di guidare la tua vita lungo una strada che non hai ben capito dove porta. Queste idee sono imprevedibili, e possono essere geniali o estremamente stupide. A prescindere dalla categoria alla quale l’idea appartiene, bisogna però dire una cosa.

Ci sono un sacco di cretini che si buttano in mezzo alla strada.

Ci sono un sacco di farfalle che muoiono mangiate dai ragni.

Ci sono un sacco di mariti cornuti.

In pratica, per quanto possano esistere infinite idee sulla faccia della terra, l’idea geniale ed esaltante, elettrizzante che piomba nella tua vita, probabilmente è già stata quasi investita da qualcun altro. O mangiata. O ridotta al lastrico a causa del costo per gli alimenti dell’ex moglie.

L’autore della sua storia ha appena piazzato nel cervello di Vudi quella che il suo subconscio etichetta come una brillante idea.

Vudi però non sa, che la sua idea geniale non è poi così originale.

Hei, Napoleone andiamo!

Vudi sveglia sgarbatamente l’imperatore, dal suo pisolino, per andare a casa a far maturare quell’idea intrigante che si era seduta placidamente in mezzo alla strada.

Fils de chienne.

Durante il tragitto verso il grattacielo napoleone è piuttosto scorbutico, continua a parlare di come ai suoi tempi ci fosse più rispetto, di come le rivoluzioni siano ormai passate di moda, che se fosse per lui tutto il mondo sarebbe paese, e che l’umanità dovrebbe solo ringraziarlo per aver camminato sulla terra ed aver portato le sue idee rivoluzionarie. Il suo discorso è rabbioso, incoerente e soprattutto in francese, quindi Vudi non gli presta particolare attenzione, lasciandolo sfogare, annuendo distratto alle pause del monarca.

Nella sua testa, la vasta centrale di controllo sta elaborando quella idea, così particolare... Così fine, e sottile.... Si. Ha deciso.

Mentre camina a passo svelto, alza gli occhi, a cercare quelli della luna, che ammicca divertita, consapevole di quello che sta per succedere. Vudi fa sprofondare le mani in tasca, e la schiena curva si appoggia alla porta, per fare entrare a casa napoleone, che sgambetta su per le scale. Lui chiama l’ascensore.

Appoggiato alla porta, le mani in tasca e il cappuccio tirato sul capo, Vudi si perde nell’osservare il panorama della città, mentre l’ascensore, esterno al grattacielo, sale scricchiolando.

La città, vista da quella prospettiva è veramente suggestiva, si riescono a vedere quasi tutte le periferie, e i parchi, ecco li in basso, a sinistra, la stazione ferroviaria, e più in fondo i verdi campi e il bosco del parco più grande, nulla a che vedere con il giardino sviluppato in verticale sul palazzo di fronte: le piante della signora Irma non ne vogliono sapere niente della gravità e crescono sulla parete del palazzo, perpendicolari al suolo. Ogni anno bisogna potare gli alberi più in basso, in modo che non diano fastidio ai passanti o agli automobilisti, con le loro fronde che quasi toccano terra. Ancora più in la, all’orizzonte, si può scorgere il mare, di un bel rosa cristallino, a causa dell’infestazione di coralli che negli ultimi anni ha mutato appunto il colore dell’acqua, e a destra dell’orizzonte la montagna di sabbia, alta 2000 metri, a strapiombo nel turbinio delle onde, che se la mangiano granello per granello, inesorabili.

È una bella città qualsiasi, si sta bene, c’è libertà e gli hot dog all’angolo sono spaziali.

DIIING!

La porta si apre, lasciando il tempo a Vudi di bilanciarsi e non cadere col sedere a terra, e si avvia con calma alla porta del suo appartamento.

Napoleone lo sta aspettando già in casa. Da qualche anno riesce ad aprire la porta da solo, così Vudi gli lascia un mazzo di chiavi a portata di bocca. Entra, e si getta sul letto, la faccia rivolta verso la porta finestra, si vedono le onde che sbattono sulla montagna, da quella parte, e si riescono a vedere anche alcuni alberi che crescono in mezzo all’acqua, fregandosene di tutto e tutti.

L’idea.



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