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lavoro pubblicato venerdì 11 maggio 2018
ultima lettura domenica 21 aprile 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

PURCHE' LO SCOPO SIA RAGGIUNTO - 6

di RobertoBontempi. Letto 209 volte. Dallo scaffale Fantascienza

(Sesta puntata)Anche William Manateen, ormai per tutti dottor Morte, si indaffarava a perseguire in ogni modo lo scopo del governo.Felipe e Margarita Johns si presentarono al suo Ambulatorio e, dopo una certa fila, diedero estremi e motivazioni al dott...

(Sesta puntata)

Anche William Manateen, ormai per tutti dottor Morte, si indaffarava a perseguire in ogni modo lo scopo del governo.
Felipe e Margarita Johns si presentarono al suo Ambulatorio e, dopo una certa fila, diedero estremi e motivazioni al dottor Tinna, vice di Manateen. Questi operava nella saletta che si apriva all'esterno ove, in un grande spiazzo, si davano il cambio due eliplani, uno pronto al carico e l'altro in volo per lo scarico.
Neanche più l'avviluppante era necessario: bastava qualche muletto con una grossa pinza come benna o anche degli inservienti rapidi anche più dei macchinari a fare tutto a mano.
"Sintomi?" chiese Bert Tinna con le dita sulla tastiera, senza neanche guardare.
"Vecchiaia" rispose moscio Felipe.
"Per entrambi?" Ed entrambi risposero sì.
Che dovevano dire? che non davano loro più neanche i sussidi di disoccupazione? che non servivano più a nessuno? che li si voleva morti ... per fame o per altro?
Mentre dettavano gli estremi personali venne a leggere il dottor Morte:
"Vecchiaia? Ma se ho il doppio dei vostri anni. Contenti voi."
Nella saletta i lettini erano due e affiancati proprio per casi come quello: erano frequentissime le coppie che se ne andavano insieme potendosi almeno toccare.
Dopo che si furono sistemati sveltamente, mano nella mano ed occhi negli occhi, prima a Margarita, cavallerescamente, e poi al marito Manateen iniettò il preparato.
Nel tempo che tornasse nell'ingresso per accogliere qualche altro suicida o qualche raro ingenuo ammalato che credeva ancora in una possibile cura, i coniugi Johns, più o meno morti, erano stati raccolti per lo smaltimento. La saletta si era richiusa di nuovo pronta per lo scopo da raggiungere.

Dean Ferguson non era soltanto un medico; lo faceva davvero, curando gli ammalati al meglio delle sue capacità.
La voce girò presto. Due, poi tre ... cinque ammalati gravi, disperati e pronti ad andarsene nel Mondo dei più erano tornati al doz, non certo guariti, ma vivi.
Qualcuno curato dal dottor Ferguson parlò di miglioramento, di sentirsi addirittura meglio al termine della visita; l'Ambulatorio dei miracoli, sì, di quel tal medico, cominciò ad affollarsi di gente desiderosa di guarire e di vivere.
Ferguson s'accorse che raccomandare discrezione e silenzio ai pazienti circa le cure somministrate non serviva a nulla. Presto la Sovrintendenza ai Servizi Sanitari si sarebbe difesa col punzone dai suoi atti di sabotaggio.
In preda a opportuna paura si diede alla campagna, trovò a caro prezzo una casupola fra i boschi e cercò di essere dimenticato.
Impossibile. L'affollamento e le code ripresero presto; lui, che non si riconosceva alcuna possibilità di rifiutare cure agli ammalati era forse l'unico a ricordare il dettato di Ippocrate.
Quando, fra i tanti speranzosi lì con le bocche semiaperte a chiedere sollievo si fecero strada due citypol, Ferguson col dito chiese di attendere 'un minutino' come faceva con tutti perchè si rispettasse il turno.
Quelli lo lasciarono fare con la siringa e l'ago che scaricava nella carne il carico mortale. Ma quando lo videro abbattuto con la testa sulla scrivania, per sicurezza lo punzonarono ugualmente.

L'ambizione del dottor Tinna di diventare il nuovo dottor Morte nel suo Ambulatorio sembrò concretizzarsi quando Elizabeth Vinos lo convocò negli uffici del Servizio Sanitario.
"Bert" gli fece lei, "abbiamo discusso e, non solo abbiamo deciso l'eliminazione di William Manateen ma di tutti quelli che superano i trent'anni."
L'essenza del colloquio era tutta lì: via uno avanti un altro. Ma sulla via del ritorno Tinna pensò alla sua età:
'Io ci sono vicino, maledizione. Però quasi tutti i Sovrintendenti e i Rispettabili del Consiglio Mondiale hanno grosso modo il doppio dell'età limite, comparabile a quella del mio capo. A ogni regola corrisponde un'eccezione, eh già; lo scopo, nonostante tali ingiuste incongruenze, va comunque perseguito.
Attento a te, Bert.'
La direttiva per autosopprimersi giunse sul video personale di Bill 'Morte' quella sera stessa.
L'indomani Tinna lo aspettò invano col sorriso pronto sulle labbra, in quello che stava per diventare il proprio posto di comando.
Aveva anche pensato di dargli una morte dolorosa, così tanto per far qualcosa di diverso, nel caso quello gli avesse delegato l'incombenza.
Lui non sapeva che 'il boss' era stato un grande guaritore quando la medicina aveva ancora rispetto per la vita. Allora esisteva ancora una visione salvifica, da visionari appunto, con la convinzione di essere dei salvatori del mondo.
Quelle arie da grande medico Manateen non le aveva mai perse anche se il suo lavoro attuale avrebbe potuto svolgerlo qualsiasi infermiere con un po' di pelo sullo stomaco.
A Bert tale prosopopea e quel dare tanta confidenza ai pazienti prima di farli fuori proprio non erano mai andati giù. E poi qualcuno doveva aver detto che tutti i superiori sono odiosi. O no?

L'operazione 'Dagli all'anziano', mascherata al meglio possibile anche per gli operatori fu svolta passo passo a cominciare dai più attempati.
Monky, nella sua divisa sempre bella anche se non più fiammante, aveva preso male l'ultima direttiva del Centro: chiunque collaborasse allo smaltimento dei cadaveri poteva ricevere un punzonatore e l'autorizzazione a usarlo.
Si era recato nottetempo al doz 11 C 02 per punzonare un certo Will Manateen che quel giorno non si era recato al lavoro e anche un altro considerato 'inadatto al suo stato sociale', per quello che volesse significare.
Monky aveva smesso di chiedere troppo, ma l'assenteismo, al massimo era sempre stato perseguito con una detrazione dallo stipendio.
In ogni caso quei due, come d'altronde lui stesso, avevano avuto una vita lunga e sicuramente piena. Non dovevano dolersi troppo se l'ora era giunta.
Li punzonò silenziosamente entrambi in fronte e li vide morire nel sonno con quell'unico scossone.
Segnalò l'avvenuto decesso e fu raggiunto da tre tipi sui vent'anni; in quattro i due corpi furono trasportati fuori senza dar fastidio agli altri dormienti.
Al deposito Monky fu preso a tradimento fra due punzonatori pigiati da mani energiche, forato su entrambe le tempie e un eliplano accolse anche lui.

"Ci siamo quasi, Tinna" gli disse Liza Vinos. "Ora siamo quasi a tre miliardi e la via è quella giusta.
Però le voci si spargono e la gente di qualsiasi età è in allarme.
Ora sanno tutti che noi del Governo e della Citypol uccidiamo indiscriminatamente e senza un palese motivo.
Noi sappiamo che dobbiamo far di tutto per raggiungere il nostro target, ossia la popolazione mondiale al di sotto di 500 milioni ma loro si vedono ammazzare senza alcuna ragione.
Scappano tutti, Bert, e resistono ai rastrellamenti a meno armata col brigantaggio e il terrorismo.
È vero che anche delle piccole carneficine contribuiscono a raggiungere lo scopo più in fretta ora che non so da quanto tempo abbiamo dimenticato cosa sia una guerra. Però un po' di gente in giro faceva gioco. Ormai da tanti a badare a tutto, siamo rimasti in pochi a sovrintendere ai robot che ci fanno da contadini e da operai."

Quando la Vinos e Tinna si reincontrarono avevano l'aria di chi fosse scampato agli ultimi giorni di Pompei, allo sprofondamento di Atlantide.
"Eliza, io non credo di poterti essere più utile: gli ultimi pazienti dell'Ambulatorio risalgono all'anno scorso. Sono mesi che non si fa vedere più nessuno.
Io stesso sono prossimo ai trent'anni.
Te lo dico chiaramente, Vinos. Io non sto ad aspettare che mi si venga a uccidere e mi dò alla macchia. Sono armato e sparo a chiunque voglia impedirmelo."
"Ma che spari, Bert! Qui servono tutti per quanti miliardi siano.
Abbiamo abrogato ogni disposizione di smaltimento: neanche i vecchi hanno da temere alcunchè. Ci penserà la natura a mietere chi deve."
"Tò, guarda. Ora che ti ho detto..."
"Non sto fingendo, Bert. Tutta la macchina produttiva è ferma e bisogna trovare altri sistemi di smaltimento.
Sai come far venire la Citypol, no? Chiamala, dai!"
Tinna non si mosse.
"Faccio io e non temere. Non c'è nessuno a rispondere. Ascolta pure. La Citypol è stata dismessa e non c'è più nessuno all'Ordine Interno."
"Ed allora che ci faccio qui? Perchè mi hai chiamato?"
"Perchè tu possa prendere il mio posto alla Sovrintendenza. Al Consiglio Mondiale ho parlato di te per quello che può servire.
Comunque una traccia documentata c'è; non si potrà parlare di usurpazione e se ti accetteranno la cosa diventerà ufficiale."
"Perché proprio io? E tu?"
"Ho pensato a te perché sei giovane, ancora con qualche principio e anche perché sei fra i pochi non sterilizzati. Potrai trasmettere qualcosa ai tuoi discendenti per raggiungere lo scopo in modo diverso.
Io sono vecchia e stanca, oltre che incapace di far fronte a questi nuovi eventi. Voglio che lo scopo si raggiunga; ma bene, non in maniera così incerta e grossolana. La Civiltà Tecnologica non deve finire così, solo perchè le risorse disponibili sono troppo scarse per una popolazione in sviluppo esponenziale.
Raggiungiamo il target: 500 milioni, fifty fifty fra uomini e donne. Dovranno essere tutti felici, civili e preparati, con un compito per ciascuno.
Tu sicuramente saprai provvedere anche a fare il bene dell'umanità rasidua non solo a essere un dottor Morte qualsiasi.
Ora voglio andarmene e tu mi aiuterai in questo senza che neanche me ne accorga. Vuoi? Si?"
"Ely, voglio crederti e darti corda."
"Ma certo, fesso."
Quando tutti i preparativi furono sbrigati e la Sovrintendente si fu stesa, aveva ancora da parlare:
"Bert, se non ci hai pensato ancora, fatti tutte le vaccinazioni; in particolare il vaiolo. Sì, quel virus era estinto ufficialmente e sono secoli che nessuno si è più immunizzato. Però per noi era ancora reperibile e sono disponibili grandi scorte di vaccino di cui ti diranno tutto i miei immediati sottoposti; quelli sono preparati e pronti per mettersi ai tuoi ordini.
Se di vaiolo ne sai poco, ti anticipo quello che leggerai sui testi: è un vero flagello con morte dolorosa per il 95% dei contagiati. Gli eliplani lo stanno spargendo fuori delle città per tutto il mondo.
No, non stare a chiedere e a indagare. Ora hai tu quest'incombenza e arrangiati: vaccina tutti quelli che puoi, che so?
Un'altra cosa: il Sovrintendente del Servizio Giudiziario sta andando per una via tutta sua, questo sempre per raggiungere lo scopo. A lui obbedisce la Giudypol e quella nessuno l'ha abolita.
Ora non voglio dire e non voglio sapere più nulla.
Procedi pure con quella siringa e ... ciao, ciao, Bert."

(6. Ringrazio chi segue e gradisce. Continua venerdì prossimo, 18 maggio)

Roberto Bontempi



Commenti

pubblicato il venerdì 18 maggio 2018
AnnaCostanzo, ha scritto: Sempre piu bello
pubblicato il venerdì 18 maggio 2018
AnnaCostanzo, ha scritto: Sempre piu bello
pubblicato il venerdì 18 maggio 2018
ClaudiaRosto, ha scritto: Dinanzi a te mi tolgo il cappello
pubblicato il venerdì 18 maggio 2018
Monia2000, ha scritto: Grandissimo
pubblicato il venerdì 18 maggio 2018
PeterGardini, ha scritto: Sempre piu interessante
pubblicato il venerdì 18 maggio 2018
SoniaBattiston, ha scritto: Ottimo
pubblicato il venerdì 18 maggio 2018
StefaniaOrlando, ha scritto: Spero in un grande seguito

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