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lavoro pubblicato giovedì 10 maggio 2018
ultima lettura lunedì 6 aprile 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

(questo non è un libro cap. 4) Bagnato

di SbenniX. Letto 387 volte. Dallo scaffale Generico

Spalanca gli occhi all’improvviso. Cosa è successo? Li richiude subito, il bianco accecante si riversa nelle sue pupille, quasi lo annega. Cosa. È. Successo. Un leggero profumo, morbido, ancora nelle narici. Prova ad alzarsi, m........

Spalanca gli occhi all’improvviso.

Cosa è successo?

Li richiude subito, il bianco accecante si riversa nelle sue pupille, quasi lo annega.

Cosa. È. Successo.

Un leggero profumo, morbido, ancora nelle narici. Prova ad alzarsi, ma qualcosa lo sta costringendo immobile. Riapre lentamente gli occhi, le palpebre che si riabbracciano nel tentativo di schermare la luce, ora un po’ più tenue.

Nebbia.

C’è della nebbia e sono sdraiato. E questa è... Erba? Bagnata... È mattina?

Dove mi trovo?

La candida nube lo stordisce, si muove di vita propria e crea immagini illusorie, si avvita su se stessa, lieve ed ipnotica ora più chiara ora più scura, non lascia intravedere nulla oltre a se. L’aria che esce affannosamente dalla sua bocca forma nuvole di vapore che si mescolano alla bassa foschia, i capelli appiccicati alla fronte, bagnati dal sudore e dalla rugiada.

Conosco questo profumo...

Chiude gli occhi. E cade.

Dove vai? Sbiascica Lei da sotto le coperte.

Mi hanno chiamato per un’ urgenza, devo risolvere un problema in un appartamento. Dice lui, mentre si tira i pantaloni lungo le gambe.

Va bene ti aspetto qui allora.... E già dorme di nuovo

Lui si infila il maglione, direttamente sulla schiena nuda. Sta per uscire, la porta già aperta, ma si volta un momento per osservare Lei.

Cosa sto facendo?

Prima di cambiare definitivamente idea si lancia fuori, riluttante. Abbassa la maniglia per non fare rumore, e si precipita lungo le scale, la temperatura glaciale degli scalini lo sveglia definitivamente.

Fuori in strada è una mattina di fine ottobre, i finestrini delle macchine parcheggiate sono appannati, probabilmente ghiacciati, e decide quindi di non prendere l’auto per spostarsi. Inizia a correre lungo le vie della città ancora addormentata, il silenzio surreale lo accompagna fino al posto stabilito, da dove era partita la chiamata; li una signora anziana lo sta aspettando affacciata al balcone, avvolta nella sua vestaglia. La sua voce spacca il silenzio

Ecco si! entri pure, entri pure! molte grazie giovanotto, da questa par..ma lei è scalzo!

La sua voce da nonna, col suo ritmo cadenzato e il tono acuto, entra subito sotto le unghie, uno stridor di denti dannatamente fastidioso che Lui cerca di ignorare mentre sistema la perdita della vasca da bagno. Quale nonna si lava alle 4 di notte?

Molte grazie giovanotto, ecco la sua ricompensa dice lei allungando un cestino di vimini, un sorriso stampato sul volto a mostrare i denti rotti. Disgustato afferra il dono e senza tanti complimenti si dirige verso l’esterno.

Due mele. E una è pure marcia.

Esce nel caos della città all’ora di punta, il sole è alto nel cielo e non c’è ombra sotto cui ripararsi. Cosa, l’ora di punta?! Gira di 180 gradi, sui talloni, il braccio alzato pronto a suonare il campanello che, però, è scomparso. Insieme a tutto il palazzo.

Il bambino del cartone “gli Incredibili” lo fissa, dal basso del suo triciclo, con tanto di cappello e gomma rosa gonfia fino a scoppiare. Lui strabuzza gli occhi, incredulo.

Li chiude. Li riapre.

Come posso aiutarla?

Una ragazza lo fissa, gli occhi che si muovono nervosamente dalla faccia ai piedi scalzi di Lui.

Io....

Lui deve comprare delle scarpe ovviamente!

Una voce risponde da dietro le sue spalle. Prego seguimi, ti mostro i nostri migliori articoli.

Bradley Cooper si muove agilmente tra le cianfrusaglie accatastate nel piccolo negozio, prendendo diverse scatole ed esponendone il contenuto con il suo fare impertinente, e quell’aria da cattivo ragazzo, caratteristica di quel suo ghigno inconfondibile.

Lui ascolta paziente tutto quello che il commerciante ha da dire, ma è distratto: continua a fissare l’orologio, una sensazione alla bocca dello stomaco, mentre cerca di rincorrere un ricordo, che sfugge abilmente tra le sue dita.

Vieni ragazzo, ti mostro una cosa

Bradley si passa la mano tra i capelli, mentre con l’altra infila una grossa chiave dorata in un robusto portone. Il vento trasporta il suono di una campana, sono le 22, la luce quasi del tutto assente ne è la prova. La serratura scatta e la porta si apre, lenta e pesante, regalando alla vista ciò che nascondeva con tanta premura. È una stanza, chiusa, che ospita un giardino, gli alberi scossi dal vento vestiti di colori autunnali, un rosso fuoco brilla nella penombra, e la luna si specchia con vanità nel piccolo laghetto, che culla nel suo centro un letto a baldacchino. Le lenzuola di seta, di un color porpora intenso riflettono la luce della luna in un amabile rosso rubino.

Un infinito bisogno si risveglia nel profondo del cuore di Lui. Un’improvvisa sensazione di malessere si fa largo a spintoni nelle sue viscere, il senso di non appartenenza lo stordisce fino a farlo accasciare al suolo stremato.

Cosa stai facendo?

Le parole riecheggiano nell’aria, pregne di consapevolezza.

Lui attraversa la porta. Nella stanza, la luce che entra dalla finestra aperta, opposta all’ingresso, delinea i contorni degli oggetti che la abitano, un profumo dolce, gentile, aleggia nell’aria.

Il lenzuolo, giusto appoggiato sulle spalle, nasconde le morbide curve agli occhi di Lui, il cuore in tumulto, il suo bisogno appagato. Finalmente si sente parte di qualcosa, si sente completo, la sofferenza svanita. Emozionato, il cuore trema pieno di sentimento.

Lei si alza dal davanzale, sul quale si era appoggiata a guardare la luna. Lascia che il panno le scivoli lungo i fianchi, a mostrare la bianca schiena, sorretto dalle braccia larghe appoggiate alla finestra.

Sei in ritardo

Sussurra dolcemente da sopra la spalla, i capelli dorati dietro un orecchio, la bocca chiara distesa in un sorriso, e gli occhi colmi di dolore.



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