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lavoro pubblicato lunedì 7 maggio 2018
ultima lettura giovedì 17 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vegeta e Bulma: la vera storia

di Madetoro. Letto 406 volte. Dallo scaffale Fantasia

Vegeta e Bulma: la vera storiaEra quasi un anno che Vegeta dimorare a casa di Bulma e sembrava che nulla fosse cambiato. Il fiero ed orgoglioso principe dei Saiyan trascorreva le sue intere giornate ad allenarsi non curandosi affatto delle persone che .....

Vegeta e Bulma: la vera storia
Era quasi un anno che Vegeta dimorava casa di Bulma e sembrava che nulla fosse cambiato. Il fiero ed orgoglioso principe dei Saiyan trascorreva le sue intere giornate ad allenarsi non curandosi affatto delle persone che gli stavano intorno. Ma, d’altronde, perché avrebbe dovuto ? Prima o poi avrebbe distrutto la Terra e sarebbe divenuto padrone dell’Universo, avrebbe ristabilito la supremazia della razza Saiyan della quale era il leader indiscusso. La forza di Vegeta aumentava di giorno in giorno e così anche la sua rabbia nei confronti dei miserabili terrestri, il suo unico pensiero era quello di distruggere l’eterno rivale Kakaroth per poi porre fine alla vita di quell’insulso pianeta. Il suo piglio truce incuteva terrore in tutti coloro che incrociavano il suo sguardo, riusciva a trasmettere paura anche senza dire nulla, era sufficiente un’alzata di sopracciglio per fare in modo che qualsiasi umano obbedisce ciecamente ai suoi voleri. Il fiero e orgoglioso principe era avvertito da tutti come una minaccia, gli sarebbe bastato uno schiocco di dita per spazzare via galassie intere. La giovane Bulma da tempo si trovava in soggezione alla vista di quell'uomo, osservava le sue spalle larghe e possenti e ogni volta provava un brivido, per poi non parlare degli occhi neri del principe e di quel suo viso così corrucciato e tenebroso. Odiava quando era autoritario con lei, talvolta spietato, eppure nutriva la segreta speranza che egli potesse provare un giorno ciò che provava lei. Invano aveva cercato di scambiare qualche parola con lui che sembrava disdegnare le sue attenzioni, i suoi pensieri erano costantemente rivolti altrove e i suoi occhi scuri erano isole nelle quali avrebbe voluto perdersi... Ogni notte abbracciava il cuscino sperando di stringere lui... Da quando aveva rotto con Yamcha si era ripromessa di non accostarsi mai più a un uomo, eppure il Vegeta aveva fatto sì che il suo cuore tornasse a battere prepotentemente. Anche il Saiyan avvertiva da un po'di tempo uno strano malessere, si sentiva come stregato dalla giovane umana ed era costretto e reprimere quello strano sentimento da cui era pervaso. La realtà era che non parlava con lei perché in sua presenza non riusciva ad aprire bocca, una strana fitta gli attraversava lo stomaco e provava una dolce agonia nel vederla muoversi per la stanza. Provenendo da una stirpe di guerrieri era stato educato a reprimere emozioni per non sembrare un debole, perciò si sentiva uno sciocco ogni volta che pensava alla ragazza dai capelli blu. Da quando era atterrato sulla Terra sentiva una rabbia cieca nei confronti di Yamcha tanto che talvolta avrebbe voluto rispedirlo all'aldilà. Eppure la giovane umana sembrava molto felice con lui e allora si chiedeva come avrebbe potuto fare altrettanto per lei, proprio lui che non aveva la minima idea di come rendere felice una donna . Bulma era indipendente ed era nata per viaggiare, era anche molto abile nelle faccende di cuore ma quando si trattava della sua vita sentimentale era terribilmente impacciata . Da un lato provava ancora affetto per Yamcha, dall'altra avrebbe desiderato più di ogni altra cosa il caldo abbraccio di Vegeta. Intanto i giorni passavano senza che l uno sapesse ciò che provava l altro, Vegeta ostentava indifferenza e tutti i tentativi di Bulma erano vani. Era terribile abitare nella stessa casa ma non poter comunicare, Bulma accumulava piatti sporchi da lavare e Vegeta la guardava in silenzio. "Sì da un gran da fare per me la giovane umana" pensava nel frattempo "mi sento un idiota a pensare a lei. Io, Vegeta, principe dei Saiyan, mi sono invaghito di una mocciosa dai capelli blu. Devo essere impazzito! Questi ridicoli terrestri mi hanno avvelenato con i loro sentimenti ". Nel frattempo a Bulma scivolava un piatto dalle mani, cadde e nel silenzio della stanza fece un gran fragore. Tremò e si chinò a raccoglierlo, ma Vegeta la precedette e per un attimo la sua mano sfiorò quella dell'umana. Si ritrasse subito sconvolto, poi sollevò lo sguardo per incrociarlo con quello di Bulma e intravide nei suoi occhi una strana tenerezza... Quegli occhi azzurri come il mare gli bruciavano nel petto come una ferita aperta e sconosciuta all’ invincibile guerriero. Non la conosceva perché non poteva essere riportata in combattimento , non erano attacchi nemici a procurarla ma gli occhi di una giovane donna. Non avrebbe scambiato quello sguardo con l intero possesso del corpo di lei. "Lascia , faccio io" si affrettò a dire Bulma , ma lui la bloccò e rispose : " Basta, di questo ci occuperemo dopo. Che fine ha fatto quel pidocchio di Yamcha ? " . Bulma, sorpresa dalla domanda, non sapeva se dire la verità o rifugiarsi in una scomoda bugia. Ma alla fine rispose : " Eravamo troppo diversi, così lui ha iniziato a vedersi con un'altra e io l’ ho scoperto nel peggiore dei modi. Mentre dormiva gli ho preso il cellulare e ho scoperto che una tizia di nome Alessia gli chiedeva un incontro il giorno stesso. Così l’ho buttato fuori e da quel giorno non l’ho più visto ". "Poco male" rispose vegeta "ho sempre provato il desiderio di spedirlo all’ altro mondo". "Per quale motivo ce l hai con lui ? E cosa significa la frase POCO MALE?" "Poco male perché ho sempre saputo che era un buffone, ma mai avrei immaginato... Tu mi piaci un sacco..." disse con la testa bassa e un filo di voce. Un inaspettato rossore attraversò le guance della giovane terrestre , non credeva che Vegeta fosse capace di tali parole! Poi si alzò e scappò in camera lasciandola sola. Bulma era sul punto di svenire, si fermò a prendere un bicchiere d acqua e a ripensare a quelle parole alle quali a stento credeva. L’orgoglioso principe dei Saiyan, dopo averle fatto capire che ricambiava il suo amore, era fuggito senza dire nulla. Anche vegeta, scosso da ciò che aveva detto, rifletteva sul da farsi e oramai nella sua testa albergava un'unica certezza: non sapeva se fosse giusto o sbagliato, permesso o proibito, eppure amava ! Avrebbe distrutto galassie intere solo per veder sorridere la giovane terrestre... E adesso era pervaso dal desiderio di tenerla con lui! Corse in cucina e, senza alcun preavviso, lo circondò del caldo abbraccio che lei aveva sempre desiderato , poi la sollevò e la portò in camera sua. La baciò e per un attimo fu perplesso sul da farsi, ma Bulma guidò le sue mani tra le gambe e il principe capì che voleva essere presa in quel momento esatto. Continuò a baciarla e mordergli il collo, intanto le strappava di dosso la gonna e gli slip , poi prese a succhiarle i seni ma subito smise avvertendo nel volto di lei una smorfia di dolore. "Fai piano, è da un po' che non lo faccio " disse Bulma e lui, vedendola visibilmente turbata, la rassicurò con un lungo bacio . Poi lentamente scese giù verso altre labbra e godeva nel sentirla gemere ed aprirsi piano, nel frattempo lei gli accarezzava i capelli e gli spingeva piano la testa. Poi fu il suo turno e il principe la lasciò fare, le tirò piano i capelli e provò il desiderio di venire, così la distese e si fermò un attimo ad ammirare il suo corpo prima di entrarle dentro. Erano forza e dolcezza insieme, quando Bulma iniziò a morderlo e a prenderlo per le natiche capì che doveva spingere più forte e così fu tutto dentro di lei... Con un filo della sua voce rotta dal piacere disse "Ti amo Vegeta ", poi provò un orgasmo di un'intensità violenta. Vegeta venne subito dopo e quando Bulma si addormentò rimase ore a vederla dormire , poi giunse ad una conclusione. "Voglio che ogni volta che guardi il cielo pensi a quanto conta lei per me... Ma adesso non posso restare...". Bulma si svegliò di soprassalto nella notte, si mosse nel letto cercando l’abbraccio del principe ma non lo trovò al suo fianco. Ebbe un sussulto credendosi abbandonata, ma poi trovò un biglietto sul cuscino. Lo aprì e lesse ciò che le aveva scritto: “Quando avrò distrutto un milione di stelle, solo allora tornerò da te!”. Scoppiò a piangere ritenendolo un addio, Vegeta aveva preferito lasciarla nella notte credendo più importante ripartire alla conquista di nuovi pianeti. Si sentiva stupida per aver pensato di poter cambiare un uomo con un’ora d’amore… Invece il principe era cambiato davvero, era fuggito con una navicella della Capsule Corp. accingendosi a fare qualcosa che non aveva mai fatto. Prima di conoscere Bulma era feroce e assetato di potere, ma quel lungo soggiorno sulla Terra aveva fatto sì che anche lui diventasse più umano. All’inizio si vergognava dei suoi sentimenti perché li vedeva come una debolezza , adesso si accorgeva invece di non poterli più negare perché l’amore aveva avuto la meglio sulla sua parte razionale. Voleva compiere per Bulma la più grande delle imprese.
Era passata ormai una settimana e il principe sembrava sparito del tutto, Bulma lo aveva atteso invano per giornate intere ma senza avere più sue notizie. La navicella sembrava impossibile da rintracciare nonostante fosse un’esperta di tecnologia. Trascorreva il suo tempo ciondolando per casa in pigiama e sempre più triste, non aveva più voglia di uscire nemmeno per fare la spesa. Si chiedeva se davvero valesse la pena di illuminarsi di illusioni inutili per trovarsi poi sola senza nessuno che si prendesse cura di lei. Durante quelle sere d’estate se ne stava alla finestra ad ammirare il cielo sospirando, quando accadde qualcosa di completamente inaspettato: sollevò lo sguardo e fu sconvolta da un boato come quello di un tuono, poi, dopo un inatteso fragore, vide una pioggia d’argento. Stava assistendo allo scoppio simultaneo di un milione di stelle, non credeva ai suoi occhi così corse fuori credendo di sbagliarsi. E invece non si sbagliava, fu presto coperta da polvere di stelle disintegrate. Poi alla pioggia d’argento si unì quella delle sue lacrime perché capì che il messaggio del principe non era un addio ma una promessa: da qualche parte nell’Universo un solo essere aveva distrutto galassie intere e non per brama di potere ma perché, alzando gli occhi al cielo, Bulma potesse sempre pensare a lui. Adesso ne aveva la certezza: non era un addio! Il principe stava tornando da lei. Quando si voltò fu investita da un bagliore improvviso, era Vegeta che le si avvicinava trasformato in super Saiyan; tremò alla sua vista e gli si avvicinò lentamente. Fece per poggiargli una mano sul petto insicura sul da farsi, ma la precedette e la trasse a sé. Quando Bulma fu travolta di nuovo dal suo abbraccio capì che tutto adesso sarebbe andato per il verso giusto…”Sono tornato da te e voglio restare” disse Vegeta con un filo di voce, e la giovane umana non voleva sentire altro.



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