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lavoro pubblicato sabato 5 maggio 2018
ultima lettura domenica 15 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

AoE - 1 - Eresia [cap 1]

di GhostWriterTNCS. Letto 339 volte. Dallo scaffale Fantasia

Da quando la sua famiglia è stata uccisa, Tenko ha combattuto ogni giorno, decisa a sopravvivere solo per compiere la sua vendetta. Ma il suo nemico è il Clero, la più potente istituzione del mondo, fondata dagli dei per.....

Copertina

Da quando la sua famiglia è stata uccisa, Tenko ha combattuto ogni giorno, decisa a sopravvivere solo per compiere la sua vendetta. Ma il suo nemico è il Clero, la più potente istituzione del mondo, fondata dagli dei per garantire pace e prosperità a tutti i popoli.

Vessata dal destino, Tenko dovrà affrontare i suoi sbagli, le sue paure così come i suoi nemici, per scoprire che - forse - un modo esiste per distruggere il Clero: svelare le vere origini del loro mondo, Raémia.

Ma dimostrare le menzogne degli dei non sarà facile. Il Clero è pronto a schierare tutte le sue forze per difendere la dottrina, e gli dei stessi non si faranno scrupoli a distruggere chiunque metta in dubbio la loro verità.

La sua è una guerra persa, un suicidio, o peggio. Ma che importa? Quando ti tolgono tutto, non hai più nulla da perdere.

Per una visualizzazione ottimale, consiglio di installare i seguenti font:

- titoli dei capitoli: http://www.1001fonts.com/benegraphic-font.html

- flashback: http://tncs.altervista.org/wp-content/uploads/Gentium Basic Flashback.zip


Prologo

Era una soleggiata mattina di primavera e la carovana del circo si era concessa un giorno di riposo prima di proseguire verso un altro villaggio.

Mentre gli artisti svolgevano i consueti allenamenti, una bambina se ne stava sul tetto della sua carrozza a disegnare. La pelle aveva una colorazione che tendeva all'arancione e i capelli erano fucsia, corti e un po' disordinati. Di tanto in tanto sollevava gli occhi, le cui iridi rosa risaltavano sulle sclere quasi nere, dopodiché tornava al lavoro sul suo scarto di legno.

Una volta soddisfatta del risultato, scese agilmente dalla carrozza. Dalla schiena le spuntavano due ali, ma erano talmente piccole che non le permettevano nemmeno di planare.

Corse dai suoi genitori per mostrare loro il suo disegno, prima però attese con pazienza che terminassero il loro numero acrobatico. Per le persone comuni si trattava di uno spettacolo incredibile, ma lei sapeva che era frutto del duro lavoro quotidiano e di qualche trucco magico.

Finita l'esercitazione, i suoi genitori approfittarono della breve pausa per andare da lei.

«Mamma, papà, guardate! Ho fatto la mappa di questo posto!»

«Sei stata bravissima, Tenko!» si complimentò sua madre. Aveva gli stessi occhi della figlia, ma non aveva le ali. «È proprio uguale a questa radura!»

«È vero, è proprio bello» confermò suo padre, che invece poteva vantare due vere appendici adatte alla planata. «Su, ora mettilo insieme agli altri, è ora di allenarsi.»

«Ok...»

La bambina tornò alla sua carrozza, aprì un vecchio baule e vi ripose con cura la sua mappa. Ce ne erano molte altre, una per ogni luogo visitato dal circo. Amava viaggiare e da grande voleva diventare una cartografa. Sarebbe stata la prima a disegnare la mappa di tutto il mondo. Ora però doveva allenarsi.

In quella compagnia erano quasi tutti demoni come lei, e tutti dovevano fare la loro parte. Era proprio collaborando a vicenda che riuscivano a dare vita ai loro meravigliosi spettacoli, fonte e di gioia e divertimento per tutti quelli che vi assistevano.

La giovane demone era stesa su un puzzolente letto di paglia, all'interno di una malmessa stanza di legno. Una mano era protesa di lato, e a poca distanza si trovava una boccetta vuota.

Riaprì gli occhi lentamente. La mente era ancora intorpidita e ci mise alcuni secondi per mettere a fuoco ciò che aveva intorno. Da una piccola finestra entrava la luce del giorno: da quanto era lì?

Ben presto il suo sguardo si posò sulla boccetta accanto a lei. La riconobbe subito e si maledisse mentalmente: ci era cascata di nuovo. Aveva fatto di nuovo uso di quella droga, la Memento Gaudia[1]. Perché non riusciva a smettere? Era un'adulta ormai, come poteva farsi fregare ogni volta?

Con un grido rabbioso lanciò la fialetta contro il muro di fronte, ma il fragore del vetro infranto non alleviò minimamente il suo turbinio di emozioni: rabbia, dolore, vergogna.

Con qualche difficoltà si rimise in piedi. Trovato l'equilibrio, si rese conto che le mancava qualcosa. Portò le mani alla cintura, ma la scoprì vuota. Le sue poche monete, la frusta, la spada, la bacchetta: tutto sparito. L'avevano derubata mentre era incosciente. Di nuovo!

Tirò un pugno al muro. "Complimenti, Tenko, sei proprio una cogliona!"

Se non altro questa volta aveva ancora i vestiti.

Afferrò il suo malconcio zaino, vuoto fin dal giorno prima, e poi barcollò fino alla porta. Da quanto il Clero aveva attaccato il circo, la sua vita non aveva fatto che peggiorare. Era forse il suo destino continuare a subire gli eventi senza potervisi opporre?

"Si fotta il destino! Quei bastardi la pagheranno, fosse l'ultima cosa che faccio!"

Prima o poi avrebbe avuto la sua vendetta, adesso però doveva trovare la persona che le aveva sottratto soldi e armi.

"Chiunque sia, ha derubato la persona sbagliata."


1. Destino avverso

Data:  3631 d.s., terza deca[2]
Luogo: pianeta Raémia, sistema Mytho

Tenko scostò il telo che fungeva da porta e si trovò in un corridoio. Anche lì c'era un odore penetrante, ma si sforzò di andare avanti.

Cercando di non barcollare raggiunse l'omone seduto vicino all'ingresso del malandato edificio. Il suo aspetto era strettamente umanoide, tuttavia possedeva due orecchie bovine e anche un paio di corna: con ogni probabilità era un faunomorfo di tipo toro. La demone aveva ancora la mente annebbiata, ma era abbastanza sicura che fosse stato lui a darle la droga.

«Ehi, hai visto qualcuno uscire dalla mia stanza?»

Lui le lanciò una rapida occhiata. Era seduto, ma in piedi doveva sfiorare i due metri. Aveva un'espressione di sufficienza, ma tentennò per un istante quando i loro sguardi si incrociarono: era molto insolito trovare qualcuno con le sclere nere e le iridi rosa. «Non c'ho fatto caso.»

«Oh, andiamo! Aveva delle armi: una spada, una frusta... Non puoi non averlo visto!»

Il faunomorfo le rivolse un altro sguardo, e questa volta lasciò trapelare un certo fastidio. «Un tipo con una frusta e altre armi è uscito meno di mezz'ora fa.»

«Visto? Non ci voleva tanto!» Fece per correre fuori, ma si fermò. «Nel caso volessi vendere delle armi, dove dovrei andare?»

L'omone rimase in silenzio per qualche secondo. «Vai a destra fino al mercato. Troverai un vicolo stretto con un'insegna a forma di mestolo capovolto. Da lì potrai entrare in un vecchio magazzino dove contrabbandano armi.»

Tenko annuì.

«E se hai bisogno di altra Memento, possono dartene una dose. Ti faccio un prezzo da amico.»

«Adesso non ho tempo» tagliò corto la demone, e corse fuori dall'edificio. "Col cavolo che ne compro altra!" aggiunse mentalmente, ma quella era una frase che si era già detta almeno un migliaio di volte.

Come suggerito dall'uomo, andò a destra verso il mercato. A giudicare dalle baracche fatiscenti, quella doveva essere la zona più squallida della città. I passanti erano quasi tutti faunomorfi, ma questo non la stupì: in quel territorio costituivano la quasi totalità della popolazione.

Una volta raggiunto il mercato, non ci mise molto a individuare il vicolo con l'insegna a forma di mestolo capovolto. Quasi subito notò un bambino che la fissava da un tetto: con ogni probabilità era una sentinella.

Lei finse di non vederlo e si addentrò nello stretto passaggio. Dopo pochi metri individuò un'apertura nel muro di sinistra. Si guardò rapidamente intorno e poi entrò. Come anticipato, all'interno del magazzino era stato allestito un mercato clandestino abbastanza affollato: molti vendevano armi di vario tipo, ma c'era anche chi contrabbandava pozioni e perfino bacchette magiche.

Le sarebbe piaciuto provare a fare qualche affare, purtroppo però aveva altre priorità. Doveva trovare il ladro, il problema era che non aveva idea di che faccia avesse. Non sapeva nemmeno se era ancora lì.

Senza farsi troppe illusioni, cominciò a guardarsi intorno. La sua spada corta non aveva niente di speciale, quindi doveva concentrarsi sulla bacchetta e sulla frusta.

Ben presto cominciò a pensare che stava solo perdendo tempo, poi però vide due uomini impegnati a contrattare. E l'oggetto della contrattazione sembrava proprio la sua frusta.

«Ehi, voi!» li chiamò.

I due uomini si voltarono.

«Interessa a me quella frusta!»

In quel momento accadde proprio ciò che si aspettava: uno dei due prese l'arma dalle mani dell'altro e cominciò a scappare.

Tenko partì subito all'inseguimento. «Fermati, stronzo!»

Il ladro si arrampicò su alcune casse e si infilò in uno stretto passaggio, ma la demone non ebbe difficoltà a seguirlo. Il malvivente aveva scelto di passare dai tetti, certo di riuscire a seminare la sua inseguitrice, ma si sbagliava di grosso: grazie all'addestramento da circense, Tenko aveva un'agilità impressionante e un equilibrio pressoché perfetto. A questo si aggiungevano le pozioni che fin da piccola aveva assunto: grazie ad esse poteva spingere le sue capacità fisiche ben oltre quelle di una persona normale. Perfino il suo piccolo zaino era fatto apposta per non impicciarla, in particolare vi aveva aggiunto una cintura addominale per tenerlo fermo durante le sue acrobazie.

Il ladro saltò da un tetto a un altro, ma alla demone bastò un balzo per acciuffarlo. I due persero l'equilibrio, rotolarono sul rivestimento di legno e paglia, e alla fine caddero a terra.

Tenko fu la prima a rialzarsi. Si avvicinò all'uomo e gli prese la frusta. Era lei, non aveva dubbi.

Colpì l'uomo con forza, facendolo urlare di dolore. Sì, era proprio la sua frusta.

Allacciò l'arma alla cintura e poi tastò il ladro per cercare il resto. Ma trovò solo il borsello con le monete.

Lo mise supino e lo afferrò per il bavero. «Ehi, dov'è il resto? Dov'è la mia bacchetta?!»

«L'ho venduta! L'ho già venduta!»

Lei lo sbatté a terra con rabbia. Le bacchette erano artefatti molto costosi che aiutavano i maghi a eseguire incantesimi. Solo il Clero però aveva il permesso di usare la magia, di conseguenza le bacchette erano merce rara e illegale. Tenko aveva alcune abilità magiche, tuttavia senza una bacchetta riusciva solo ad aumentare le sue performance fisiche.

«Se vuoi posso farti avere una nuova bacchetta» le propose il ladro. «Ti faccio avere un buo-»

Tenko lo colpì ancora, questa volta dritto sul naso. Il faunomorfo urlò di dolore e si dimenò, ma lei lo colpì ancora: un colpo secco che gli fece perdere i sensi. Si accorse di avergli rotto il naso, e questo le regalò un attimo di subdola soddisfazione.

Prese il pugnale del malvivente e poi si allontanò, prima che arrivassero le guardie. Non che ce ne fosse anche solo l'ombra in giro.

Raggiunto un punto più appartato, contò le monete. Erano di più di quello che le era stato rubato inizialmente, ma non abbastanza da comprare una nuova bacchetta.

Con rassegnazione si diresse verso la locanda più vicina nella speranza di trovare qualche incarico. Non c'erano bacheche con gli annunci, infatti alla popolazione era vietato imparare a leggere e scrivere. Solo i chierici ne avevano il diritto, questo perché spettava a loro lo studio e la diffusione dei testi sacri.

Purtroppo il gestore non seppe indicarle nessun lavoro ben remunerato, ma doveva arrangiarsi. Stava per uscire dalla locanda quando un uomo la avvicinò. «Ehi, cerchi un lavoro?»

Tenko si voltò verso di lui, il viso che era un ringhio sprezzante. «Che tipo di lavoro?»

Il faunomorfo ebbe un attimo di esitazione davanti ai suoi occhi e preferì concentrarsi sul resto del corpo. La demone indossava un top che le lasciava scoperta la pancia e dei pantaloncini corti e aderenti, quindi non era la prima volta che gente simile ci provava con lei. Ma questa volta lui non le fece la solita proposta indecente: «Stiamo cercando gente per un lavoro. Ti ho vista atterrare quel ladro, prima: sei forte. Ti interessa?»

«Che tipo di lavoro?» ripeté Tenko, leggermente più interessata.

«Questa notte il Clero farà arrivare in città una nuova scorta di bacchette. Il carro sarà scortato, per questo abbiamo bisogno di parecchi uomini. Una volta finito, ci divideremo il bottino in parti uguali.»

A Tenko sarebbe bastato sapere che c'era di mezzo il Clero per accettare: il suo obiettivo era distruggerlo, ma per il momento le sarebbe bastato danneggiarlo. Se poi c'era una prospettiva di guadagno, tanto meglio.

«D'accordo, ci sto. Dove ci troviamo?»

«Fuori dalla porta est, dove la strada entra nella foresta.»

«Ci sarò» gli assicurò la demone, e senza aggiungere altro se ne andò.

Per una volta aveva avuto fortuna: quel colpo le avrebbe permesso di rifarsi dei soldi perduti. Certo non si aspettava un lavoro facile: la scorta avrebbe lottato fino alla morte, e a quel punto avrebbe dovuto vedersela con gli altri assalitori. Secondo la sua esperienza "dividere il bottino in parti uguali" voleva dire "prendi tutto quello che riesci e scappa prima che qualcuno ti uccida".

Controllò la posizione del sole. Non era ancora mezzogiorno, quindi aveva tutto il tempo per comprare una nuova spada, e magari anche qualche pozione.

Non c'era niente di meglio dell'aroma della vendetta per risollevare un pessimo inizio di giornata.

***

Il chierico bussò rispettosamente sul grande portone di legno massiccio, quindi attese in silenzio di venire ricevuto. Le due guardie l'avevano riconosciuto subito, infatti non lo degnarono di uno sguardo.

«Avanti» chiamò una voce dall'interno.

Le guardie aprirono i pesanti battenti e il chierico entrò nella stanza del priore. Quest'ultimo era il sacerdote incaricato di guidare spiritualmente la piccola città, ma la sua autorità era tale da influenzare anche la sfera temporale.

«Eccellenza, porto importanti novità» affermò il chierico inchinandosi. «Le guardie sono riuscite a far parlare l'eretico catturato ieri notte. Come sospettavamo, stanno organizzando un attacco al carro di bacchette in arrivo in città.»

«Molto bene, proprio come pensavo.» Il priore era un faunomorfo di tipo lince, riconoscibile per via dei ciuffi di pelo sulle punte delle orecchie.

«Eccellenza, devo inviare un messaggero per rimandare la consegna?»

Il sacerdote rifletté un attimo in silenzio. «No, questo rimanderebbe solo i piani degli eretici. Di' alle guardie di prepararsi per questa notte: tenderemo una trappola agli eretici, così da catturarli una volta per tutte.»

«Sarà fatto, Eccellenza.»

«Puoi andare» lo congedò il capo religioso, e solo allora il chierico si permise di uscire dalla stanza.

Le guardie chiusero il pesante portone, a quel punto il sacerdote si alzò dalla massiccia scrivania per raggiungere il suo altarino privato. Al suo interno era presente una piccola statua magistralmente dipinta: raffigurava un essere umanoide con testa di falco e braccia piumate.

L'uomo si inginocchiò fino a terra. «Horus[3], Signore del cielo, gli eretici che minacciano Voi e tutti gli dei presto saranno in mano nostra.» Sollevò il capo. Il suo sguardo era una supplica piena di fiducia. «Vi prego, guidate i miei uomini, così che possano adempiere alla Vostra volontà.»

Un solenne silenzio calò sulla stanza. E la statua rispose.


Note dell'autore

Ciao a tutti!

Grazie per aver iniziato a leggere questa mia nuova storia :)

Questo racconto è il primo della nuova cronologia, quindi potete leggerlo senza bisogno di conoscere le altre saghe.

Parlando un po' di questo inizio, direi che Tenko ha già fatto capire che tipo di persona è: arrabbiata, sfortunata, mai doma. Spero avrete voglia di conoscerla meglio nei prossimi capitoli, intanto vi propongo il disegno che ho fatto in versione chibi:

Tenko Br'rado (AoE-1)

Per quanto riguarda il mondo, gli dei e il Clero, ci sarà ampio spazio nei prossimi capitoli, quindi non spoilero niente XD

Il secondo capitolo uscirà tra due settimane, non mancate.

A presto :D

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[1] Dal latino: "ricordati le gioie".

[2] La sigla d.s. indica la datazione spaziale (detta anche datazione standard). L'anno spaziale ha una durata di circa 1,12 anni terrestri e si divide in 10 mesi chiamati "deche".
Le età vengono comunque indicate secondo la durata dell'anno terrestre.

[3] Dio egizio spesso rappresentato come un falco o come un uomo con la testa di falco. Viene associato al cielo e al sole.




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