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lavoro pubblicato venerdì 4 maggio 2018
ultima lettura martedì 23 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Riconoscersi negli altri cap. 3 Il vecchio del giardino

di SofiaTarlazzi. Letto 258 volte. Dallo scaffale Amicizia

Per Marco è arrivato il momento di conoscere la prima persona al quale dovrà far compagnia in una casa di riposo per anziani.

Finisce la scuola e per la prima volta non mi fermo a chiaccherare con i miei amici. Oggi è il mio primo giorno di servizio sociale e ho solo un'ora per il pranzo. Fortunatamente la casa di riposo in cui devo andare per far compagnia ad un vecchio è vicino a casa di mamma.
Dopo un pranzo veloce con mia mamma e quella rompi scatole della mia sorellastra scappo e mi dirigo alla casa di riposo sbuffando di continuo. Eccomi qui, entro nell'edificio che ha un odore che già mi da fastidio. Vado allo sportello principale, mi presento e mi portano in una stanza dove trovo un vecchio seduto ad un tavolo che fa un solitario con delle ancor più vecchie carte.
-”Gigi, lui è Marco, è il nuovo ragazzo che dovrà farti compagnia tutti i giovedì.”-
Esatto, da oggi il mio giovedì si trasforma in giovedì del vecchio. Intanto quel povero vecchio si alza un po' trabbalante e mi sorride.
-”Ciao Marco, mi ricordi tanto il mio caro nipote che non vedo da tanto. Con lui giocavo sempre a carte ed insieme amavamo prenderci cura del mio piccolo giardino. A te piacciono le piante? Giù nel cortile comune coltivo degli odori, ti va di vederli?”-
Questo vecchio senza nemmeno lasciarmi il tempo di dirgli che odio le piante e che è una cosa per donne, mi prende sotto braccio e mi trascina fuori. Appena esco prendo una boccata d'aria, finalmente quell'odore insopportabile non c'è più.
-”Guarda Marco, questo è il mio basilico, qui c'è la salvia ed infine la menta, odora.”-
Passano le prime due ore con Gigi e con mio grande stupore il nonnino mi fa interessare al mondo delle piante che nel mentre ho annaffiato con lui. Mi racconta che la moglie è morta 13 anni fa, che il figlio non lo vuole più vedere senza nemmeno sapere il perché e questo comporta il non vedere più il suo amato nipote. Gigi è sbattuto qua dentro da circa due anni, non riceve mai delle visite e le uniche cose che gli fanno passare il tempo sono il giardinaggio e le carte. Per lui tutti i giorni sono uguali, proprio come i miei, ma oggi no, ci siamo incotrati. Mi accompagna alla macchinetta del caffè e ne prende due, ci sediamo nell'area comune dove ci sono altri vecchietti e ci mettiamo a giocare con le sue vecchie carte rottissime.
Terminano anche le ultime due ore, dopo aver salutato Gigi con un forte abbraccio che nemmeno ai miei genitori ho mai dato, mi dirigo all'uscita. Penso che oggi ho scoperto una cosa bellissima, conoscere le persone evitando pregiudizi. Un signore che pensavo un classico vecchio, si è rivelato una persona piena di sorprese, mi sono divertito con lui ed ora il mio unico pensiero è quello di comprare un nuovo mazzo di carte per i nostri giovedì pomeriggio.
Arrivo alla fermata del bus, voglio assolutamente andare a casa di mio padre per avere un po' di pace e del tempo per me. Seduta sulla panchina della fermata c'è una ragazza familiare. Mi avvicino e con stupore scopro che è Federica. Lei sorride, e di nuovo il mio cervello si disconette come stamattina.
-”Non dirmi che anche tu il giovedì pomeriggio sei alla casa di riposo? Sai, anche io ho scelto di fare il servizio sociale ed aiutare altre persone.”-
-”Davvero? Io non avrei mai fatto una scelta del genere ma con mia sorpresa, oggi sono stato bene in compagnia di Gigi!”-
Ridiamo e scherziamo e nel mentre Federica mi racconta con quanti nonnini ha deciso di spendere il suo tempo. Tutto ciò che dice mi sembra bello, pieno di felicità e spensieratezza, il suo tono di voce è come una culla per me, potrei ascoltarla per ore.
Mi dice, visto che condividiamo il giovedì sicuramente abbiamo lo stesso calendario e mi avvisa che domani saremo in un orfanotrofio ad organizzare giochi per i bambini. Arriva la sua fermata, mi saluta ed ancora una volta mi regala uno dei suo splendidi sorrisi. Il mio cervello è ancora fermo ed appena si riprende penso che domani potrò pranzare con Federica prima di andare dai bambini. Prendo il telefono e le scrivo su Facebook: “Ciao Federica, stavo pensando che se ti va domani potremmo pranzare insieme così mi spieghi come funziona con i bambini. Possiamo vederci domani mattina al bar per le 07:10?”.
Dopo poco mi arriva la sua risposta, è tutto confermato ed io mi sento come un bambino a Natale. Domani mattina scoprirò cosa le piace da mangiare e le offrirò il pranzo, però non voglio farmi vedere dagli altri, non in compagnia di una sfigata come Federica.



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