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lavoro pubblicato venerdì 4 maggio 2018
ultima lettura domenica 21 aprile 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

PURCHE' LO SCOPO SIA RAGGIUNTO - 5

di RobertoBontempi. Letto 254 volte. Dallo scaffale Fantascienza

(Quinta puntata) "So bene che non faccio gli interessi di chi ci governa" predicava impavido il sacerdote, "ma il diritto alla vita sta...

(Quinta puntata)

"So bene che non faccio gli interessi di chi ci governa" predicava impavido il sacerdote, "ma il diritto alla vita sta alla base di ogni civile convivenza.
Donne, non so quanto tempo la buona sorte e la Citypol mi lasceranno ancora per dirvi questo, ma voi sole potete salvare l'umanità dall'estinzione.
Ci dicono che basterebbero 900 donne e 100 uomini per ripopolare la Terra assicurando un corretto rimescolamento genetico.
Ci dobbiamo ridurre a questo, legare davvero la nostra sorte a un filo tanto sottile? Basterebbe un influsso astrale, chissà, una supernova vicina, una pulsar che gira in modo errato e basta, puf, questo velo di umanità sarà cancellato per sempre.
Pensate che Dio si metterà a rifare quanto già fatto con questi risultati? ... derivati, spieghiamoci bene, esclusivamente dal libero arbitrio capriccioso e peccaminoso degli uomini.
Donne con la possibilità di procreare, mi rivolgo a voi tutte, nessuna esclusa, per quanto siate ridotte di numero: non andate a partorire negli Ambulatori che, ormai, si è ben capito, sono fabbriche di morte spesso anche per il neonato!
Vi indirizzeremo noi dove sgravarvi in tutta sicurezza; collaborate con chi vuole tenervi in vita anche dopo il parto!
Dagli Ambulatori, così come vanno le cose, i pochi bambini che ne escono sono già sterilizzati; e ciò avviene solo se si presume che possano servire a qualcosa (tipo lavori pesanti o pericolosi).
Io ho finito la mia esistenza perchè la Citypol è arrivata; ma credo di aver portato a termine, grazie a Dio, anche il mio sermone.
Fate come..."
Uno spuntone nella tempia lo fulminò lì sull'altarino improvvisato che, data la cauterizzazione istantanea a caldo dell'arma, non si macchiò neanche di una goccia di sangue.
Gli astanti alle esecuzioni pubbliche si erano assuefatti e fecero spallucce.

Manateen era vecchio e, un tempo rinomato, ma nessuno andava più da lui per curarsi anzi nessuno lo chiamava più semplicemente dottore.
Era stato uno degli ultimi a compiere il trapianto integrale permettendo ai pazienti una vita semi-artificiale; penosa, ma pur sempre vita.
Ora si doleva moltissimo di aver compiuto simili miracoli, o mostruosità secondo i punti di vista. Tali cose, ovviamente, quando si cominciò a perseguire sul serio lo scopo da raggiungere, rinsaviti da secoli di spreco, sciupii e buonismi disastrosi, furono le prime a essere eliminate.
Manateen e tutti gli altri medici in linea con le direttive del governo si diedero da fare a rimediare al mal fatto: estirpavano protesi, by-pass e quanto di estraneo avessero impiantato in moribondi vissuti grazie ad artifici, o donazione di organi, o pezzi raccattati da cadaveri. Via i cuori trapiantati, i reni rimediati a buon prezzo su Internet, e così gli stomaci, i polmoni, intestini e quant'altro che erano costati già la vita ai donatori.
L'esistenza portata avanti con tali sussidi non era più legale.
Per non stare a perder tempo con coloro ritenuti inadatti a continuare a consumare quanto questa Terra esausta non era più in grado di fornire, si tiraron fuori tanti prodotti 'antifarmaci', fatti proprio per spedire all'altro mondo senza sofferenze.
Per lo più i medici 'bastiancontrari', o troppo sensibili per uniformarsi alle direttive 'purchè lo scopo fosse raggiunto', o troppo corrotti dalla civiltà della vita senza 'se' e senza 'ma', usarono su loro stessi quei fantastici prodotti.
Si fece presto a sostituire i cimiteri traboccanti con l'oceano, insaziabile nell'ingoiar cadaveri per quanti gli eliplani ve ne scaricassero. E se qualche macabro reperto veniva risputato su qualche spiaggia non ci voleva molto a ributtarlo in acqua.

Anche William Manateen, ormai per tutti dottor Morte, si indaffarava a perseguire in ogni modo lo scopo del governo.
Felipe e Margarita Johns si presentarono al suo Ambulatorio e, dopo una certa fila, diedero estremi e motivazioni al dottor Tinna, vice di Manateen. Questi operava nella saletta che si apriva all'esterno ove, in un grande spiazzo, si davano il cambio due eliplani, uno pronto al carico e l'altro in volo per lo scarico.
Neanche più l'avviluppante era necessario: bastava qualche muletto con una grossa pinza come benna o anche degli inservienti rapidi anche più dei macchinari a fare tutto a mano.
"Sintomi?" chiese Bert Tinna con le dita sulla tastiera, senza neanche guardare.
"Vecchiaia" rispose moscio Felipe.
"Per entrambi?" Ed entrambi risposero sì.
Che dovevano dire? che non davano loro più neanche i sussidi di disoccupazione? che non servivano più a nessuno? che li si voleva morti ... per fame o per altro?
Mentre dettavano gli estremi personali venne a leggere il dottor Morte:
"Vecchiaia? Ma se ho il doppio dei vostri anni. Contenti voi."
Nella saletta i lettini erano due e affiancati proprio per casi come quello: erano frequentissime le coppie che se ne andavano insieme potendosi almeno toccare.
Dopo che si furono sistemati sveltamente, mano nella mano ed occhi negli occhi, prima a Margarita, cavallerescamente, e poi al marito Manateen iniettò il preparato.
Nel tempo che tornasse nell'ingresso per accogliere qualche altro suicida o qualche raro ingenuo ammalato che credeva ancora in una possibile cura, i coniugi Johns, più o meno morti, erano stati raccolti per lo smaltimento. La saletta si era richiusa di nuovo pronta per lo scopo da raggiungere.

Dean Ferguson non era soltanto un medico; lo faceva davvero, curando gli ammalati al meglio delle sue capacità.
La voce girò presto. Due, poi tre ... cinque ammalati gravi, disperati e pronti ad andarsene nel Mondo dei più erano tornati al doz, non certo guariti, ma vivi.
Qualcuno curato dal dottor Ferguson parlò di miglioramento, di sentirsi addirittura meglio al termine della visita; l'Ambulatorio dei miracoli, sì, di quel tal medico, cominciò ad affollarsi di gente desiderosa di guarire e di vivere.
Ferguson s'accorse che raccomandare discrezione e silenzio ai pazienti circa le cure somministrate non serviva a nulla. Presto la Sovrintendenza ai Servizi Sanitari si sarebbe difesa col punzone dai suoi atti di sabotaggio.
In preda a opportuna paura si diede alla campagna, trovò a caro prezzo una casupola fra i boschi e cercò di essere dimenticato.
Impossibile. L'affollamento e le code ripresero presto; lui, che non si riconosceva alcuna possibilità di rifiutare cure agli ammalati era forse l'unico a ricordare il dettato di Ippocrate.
Quando, fra i tanti speranzosi lì con le bocche semiaperte a chiedere sollievo si fecero strada due citypol, Ferguson col dito chiese di attendere 'un minutino' come faceva con tutti perchè si rispettasse il turno.
Quelli lo lasciarono fare con la siringa e l'ago che scaricava nella carne il carico mortale. Ma quando lo videro abbattuto con la testa sulla scrivania, per sicurezza lo punzonarono ugualmente.

(5. Ringrazio chi segue e gradisce. Continua venerdì prossimo, 11 maggio)

Roberto Bontempi



Commenti

pubblicato il giovedì 10 maggio 2018
AnnaCostanzo, ha scritto: Grande continuo
pubblicato il giovedì 10 maggio 2018
ClaudiaRosto, ha scritto: Scrivi proprio bene
pubblicato il giovedì 10 maggio 2018
Monia2000, ha scritto: Come scrivi bene....Avvincente
pubblicato il giovedì 10 maggio 2018
PeterGardini, ha scritto: Immenso
pubblicato il giovedì 10 maggio 2018
SoniaBattiston, ha scritto: Troppo bello ...fantasia e scorrevolezza
pubblicato il giovedì 10 maggio 2018
StefaniaOrlando, ha scritto: Grande Roby

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