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lavoro pubblicato mercoledì 2 maggio 2018
ultima lettura venerdì 19 aprile 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Massaggio cinese

di DDG84. Letto 312 volte. Dallo scaffale Pulp

         L’ansia angosciante per Khan si sta trasformando in eccitazione libidinosa per Jing- Hoo. E’ vero ciò che sostiene il maestro Osman, finalmente ho appreso la sua lezione: tutto ca...

L’ansia angosciante per Khan si sta trasformando in eccitazione libidinosa per Jing- Hoo. E’ vero ciò che sostiene il maestro Osman, finalmente ho appreso la sua lezione: tutto cambia, spesso nel suo polo opposto. Ying e Yang.

Finalmente sono conscio della mia profondità! Nel bagno, per averlo al massimo, mi sono masturbato senza pietà e senza venire. Poi mi sono sciacquato nel lavandino, ripetendomi allo specchio per farmi coraggio: “Sei un glande, Stefano, sei popo un glande!” - e il mio accento romano-cinese mi fece molto sorridere. Dopo essermi asciugato con un phon cinese per cinque minuti sono tornato in salotto e ho visto Jing Hoo lì, sbattuta in cucina mentre vedeva Uomini e Donne in televisione, da un piccolo televisore sopra la mensola. Sulla mensola ho notato la statuetta di un gatto cinese che muove il pugno avanti e dietro, come a dire: “Vai dragone, daje fuoco!”

Succede tutto molto velocemente.

Fisso la signora Jing-Hoo: i suoi pantaloni sono strettissimi e trasparenti, il che provocano in me una certa libidine.

“TU ATTENTO A JING-HOO, STEPHEN!” mi rivengono in mente le parole di Osman: “Lei pericolosa con uomini. Io solo, parla con lei! Moi! Moi! Moi!”

O la va o la spacca.

Mi avvicino. Lei mi nota da dietro, con una coda dell’occhio, mi lascia avvicinare, finché non le metto il cavallo di fronte al viso e le accarezzo un filo di capelli.

“Scusa, non è che magari te lo posso far vedere?” Le dico con la voce più sicura che posso.

“Io non conosco te, ragazzo. So’ solo che tu amico di Osman…tu molto bello, ma io non conosco te!” - Jing Hoo si sposta una ciocca di capelli dietro l’orecchio: “Tu ora andare.”

Osman disse:

“TU ATTENTO A JING-HOO, STEPHEN! AS SALAM ALEICOUM PEZO DI MERDA! TU NO PARLA, NO INTERAGISCI, NO FAI UN CAZZO CON LEI!”

Si, si, Osman….

… Ma non eri tu stesso ad avermi insegnato che quando una signora cinese dice “E’ ora di andare” in realtà vuol dire “E’ ora di venire”?

Maestro, io non voglio contraddirti!

Dopo essermelo tirato fuori, le avvolgo le mani nella mia erezione. La signora cinese ha le mani ghiacciate e sembra spaventata, si alza di scatto dalla sedia, fa un passo indietro ma io sorridendo glielo metto nelle mani. “Prendilo, è come un involtino primavera…” Non so come mi sia venuta, dovevo dire qualcosa, riempire un potenziale vuoto ammosciante, fatto sta che colgo comunque nel segno perché neanche mezzo secondo dopo la sento sospirare, mentre va su e giù con due mani, lentamente, e le lecco con ferocia il collo e le sbottono i pantaloni.

“No, nooo…” sospira lei, “Vai piano… tu, troppo folte. Oh, noo!”

Le tolgo quei soffici pantaloni e il perizoma rosa e la lecco con un certo ardore, il che la fa uscire dal suo stato semi ozioso e la mette in moto, mi toglie i pantaloni e se lo mette in bocca. Jing-Hoo recepisce il mio ardore e ci da dentro molto più veloce, fermando la punta della sua lingua sulla punta del mio affare, il che mi provoca dei brividi acuti lungo tutta la schiena.

“TU ATTENTO A JING-HOO, PEZO DI MERDA! Lei pericolosa con uomini. Io solo, parla con lei!”

Certo Osman, certo.

Hai tu il monopolio di questa Milly D’Abbraccio cinese, come no. Rispetto.

Sto allampanato, se continua così verrò subito perché la tensione è alta, il voltaggio si è innescato ed ora non ci sono più regole. E’ un gioco d’anarchia tra culture diverse, il sesso interraziale. Jing-Hoo, dall’alto della sua esperienza, sembra capire e mi butta a terra e si stende sopra di me e sta letteralmente saltando sul mio corpo ad una velocità pazzesca. La mia sacca d’aria s’è bucata e sono in debito d’ossigeno, mentre vedo lei fare gemiti e sospiri molto forti nel mio orecchio, e ogni tanto mi dice Sei bravissimo, non culo Stefano, culo niente, anche se ora ho la faccia pieno di sudore salato che mi sta accecando e mi stanno uscendo fuori gli addominali dalla pelle. Dopo due minuti non ce la faccio più e le vengo dentro, tenendole con forza la testa sul mio petto e gridando: “OOH, JING HOO!....” Lei muove la sua pelle bionda su di me, lentamente ma decisa.

Sono abbastanza provato. Lei lo scambia per una mia preoccupazione: “Tranquillo. Io prende pillola!”

Un minuto più tardi, dopo avermi visto uscire dal bagno per la seconda volta, Jing Hoo chiude il suo notebook e fa un sorriso nella mia direzione: “Scusa, Stefano, ma ora io... cucinare. Ospiti a cena, mh-mmh.”

“Spero che tu abbia capito…” faccio io: “…che se ti servisse dello zucchero puoi salire in ogni momento, veramente, dico davvero, non ti fare assolutamente scrupoli.”

Lei scuote la testa: “No, noo.”

“Sai chi mi ricordi te, quando fai Noo, noo con la testa? Kaori. Hai presente Kaori? Quando gli danno il formaggino sbagliato, faceva Noo, noo con la testa, proprio come te!” sorrido io. “Era famosa negli anni Novanta…no? E vabbè, dai…” Dopo averla ringraziata non so come salutarla, se con un altro bacio o con un sincero abbraccio di interessamento.

Ma alla fine fa tutto lei.

Con una discrezione da ninja. Mi caccia educatamente fuori di casa.



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