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lavoro pubblicato giovedì 26 aprile 2018
ultima lettura sabato 23 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cronaca digitale

di Abarbaricyawp. Letto 237 volte. Dallo scaffale Umoristici

Non tutti i mali vengono per nuocere... (liberamente ispirato da una scena indimenticabile tratta da un altrettanto indimenticabile film, vedremo quanto coglieranno!)

È l’aspetto più desolante della mia esistenza carceraria: non essere visto dagli altri per ciò che sono. È così da circa 12 anni, ovvero dal momento in cui la mia esistenza attuale è iniziata.

Una volta non ero così: mi muovevo, giravo il mondo, mi facevo rispettare; non che ciò non accada più, ma le opportunità per riprendere quello stile di vita si sono notevolmente ridotte 12 anni fa.

Ed eccoci al punto nodale: 12 tremendi, catastrofici anni fa la mia vita è diventata un inferno, pertanto io ho perso un po’ me stesso dal giorno in cui sono venuto al mondo: è come se da quel giorno io fossi nato, o per meglio dire rinato, ma senza avere pieno possesso di me. Vi chiederete perché a 12 anni sia in grado di elaborare già tali pensieri e qui veniamo al punto: non ho 12 anni, ma vivo nel corpo di un ragazzino di 12 anni. Si chiama Paul ed è quanto di più disgustoso esista in natura: anni addietro avrei riso di una tale disavventura altrui, definendola karma, oggi mi sento realmente vittima di questo meccanismo.

Paul ora si sta grattando la natica sinistra con la mano e io osservo inorridito quel grasso e maldestro individuo: resto fermo e impotente davanti alla goffaggine del mio affittuarioe provo a capire cosa possa fare per liberarmi di lui. Giorni fa ha dato l’ennesima prova della sua condizione di essere ritardato: era a scuola e durante la ricreazione è stato deriso per l’ennesima volta mentre girava per i corridoi con un dito nel naso (così ho intuito dai successivi rimproveri ricevuti a casa dalla madre). Ho letteralmente un vuoto di quegli istanti devo basare le mie conoscenze dei fatti sul resoconto che la preside ha fatto alla Signora Wilson, la madre di Paul.

Questo disgustoso ragazzo non ama la pulizia, infatti una delle ragioni che me lo rende così odioso è il suo totale disinteresse per la pulizia corporea, aspetto decisamente in contrasto con la mia passione per i bagni con oli essenziali ed essenze profumate. Ma ormai è il passato.

Devo tuttavia essere onesto con voi: non è tutto negativo come ho finora descritto. Essere Paul ha i suoi vantaggi, primo tra tutti quell oper cui agire in modo sconsiderato è accettato dalla società come condizione inevitabile del suo ritardo mentale. Ho deciso pertanto di osare: ho finalmente cercato di mettermi in contatto con lui.

Devo dire che non è stato facile all’inizio, perché Paul si guardava intorno come se la voce che comunicava con lui provenisse dall’esterno e non da dentro di sé. Poi un giorno è successo l’inaspettato: Paul era di fronte allo specchio del bagno, intento ad osservarsi con la sua aria ebete, segnata da un sorriso molto più simile ad un ghigno che ad un’espressione ilare. Ho tentato di parlargli, comunicandogli la mia presenza in lui e questa volta i suoi occhi, solitamente inespressivi, si sono illuminati di una luce che io ho recentemente definito, prendendola in prevista da un libro che lessi, luccicanza.

Paul mi stava ascoltando: era in contatto con me. Non è sempre facile interagire con lui, ma sto imparando a controlalrlo: ieri, per esempio, abbiamo tagliato le ruote delle bici dei due bulli che lo seviziano da anni a scuola e nessuno ha ancora compreso che è stato Paul ad urinare nell’armadietto di un tale Adam Goodwin, del quale non conosco le generalità, ma poco importa. È stato divertente e mi ha permesso di spezzare la monotonia di un’esistenza grama. Tuttavia ora sento il bisogno di osare di più. Qualche settimana fa, invece, ho inavevrtitamente udito una conversazione tra Paul e Isabel, la figlia dei vicini di casa dei Wilson, che, a dispetto delle apparenze, è una ragazzina odiosa e perfida. L’ho sentita insultare il mio Paul, reo di essere ai suoi occhi un essere ripugnante e inutile. Tempo addietro avrei sostenuto questa tesi (e tutt’ora reputo Paul ripugnante), ma oggi m isento di affermare che egli è pur sempre il contenitore in cui vivo, pertanto solamente io ho il diritto di disprezzarlo: chi contesta lui si mette contro anche me.

Pertanto non è così improbabile che nei prossimi giorni la bellissima bici di Isabel, che sfreccia per il quartiere scampanellando gaiamente a tutte le ore del pomeriggio, casualmente non freni: la nostra amica assaporerebbe il gusto dell’umiliazione e nessuno sopsetterebbe di Paul, perché ritenuto da tutti troppo stolto per commettere o pianificare un atto simile.

Ieri inoltre Paul deve avermi finalmente localizzato, in via definitiva aggiungerei: mentre eravamo nella sua cameretta (ormai evita accuratamente di essere visto dalla madre, quando è con me), mi ha parlato per la prima volta di sua spontanea volontà, esordendo con un Mi fido di te. È stato quasi commovente udire quell ciccione sgraziato rivolgersi a me con tanto rispetto. Ha poi continuato dicendomi Io ho capito dove sei. A quel punto mi stavo davvero per commuovere: il mio Paul aveva dato il via libera alla luccicanza, sapeva che vivevo in lui.

Tu sei nel mio ditto sinistro e mentre proferiva quste parole un senso di frustrazione mi pervadeva: fissava l’indice della mano sinistra, la stessa con la quale si grattava le natiche, perlustrava le cavità nasali e chissà cos’altro ancora. Poi ha preso una penna e ha continuato il delirante monologo: Ora ti faccio gli occhietti e il sorriso, così parliamo insieme.

Sono sbottato Dannato imbecile, tu non hai idea di chi fossi in passato! Tu sei la mia condanna! Io ti..., ma poi il buio mi ha avvolto: la potenza della fantasia di questo goffo individuo mi ha fatto vedere il mondo attraverso i miei nuovi occhi, quelli che mi ha disegnato sul proprio dito. Non a caso il buio che mi ha avvolto era frutto della mia presenza nella sua narice sinistra. Un povero diavolo come me, ridotto a scendere a patti con un individuo di tale tacca pur di sopravvivere in questo Inferno che è diventato il mondo odierno, tra un genere umano sempre più di scarsa qualità ed esorcisti a caccia di trofei da esibire in Vaticano!




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