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lavoro pubblicato giovedì 26 aprile 2018
ultima lettura lunedì 21 ottobre 2019

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Uno sguardo in bilico

di thortorval65. Letto 343 volte. Dallo scaffale Generico

Ho optato per il reale, mi muoverò strisciante e sinuoso come un crotalo, suggerò l’aria con la lingua in cerca della puntiforme traccia termica della mia preda. La preda verrà catturata se saprò riconoscere la sua po...

Ho optato per il reale, mi muoverò strisciante e sinuoso come un crotalo, suggerò l’aria con la lingua in cerca della puntiforme traccia termica della mia preda.

La preda verrà catturata se saprò riconoscere la sua posizione, seguire i suoi movimenti, aspettare il momento giusto per attaccarla e una volta morsa, una volta cioè che le abbia iniettato il veleno seguirla e trovarla ancora calda per essere mangiata.

Di una preda non serve altro al crotalo basta che sia calda.

Credo di aver scritto quanto sopra in un momento di fame, ora è mattina è ho appena fatto colazione.

Lasciamo stare il veleno del crotalo ciò che mi interessa ora sono gli sguardi. Mi è sempre piaciuto scrivere, alla buona naturalmente, senza pretese anche se mi piacerebbe scrivere un romanzo interessante. Per farlo dovrei avere una storia da raccontare sufficientemente buona per essere letta e ancora di più trovare qualcuno disposto a pagare l’equivalente del costo di un happy hour per leggerla.

Uno dei problemi è che mi interessano le situazioni minime, come uno sguardo che si scambiano due persone. Per quanto possa essere talentuoso nello scrivere, e io non lo sono, ricavare una storia da un frammento di vita minimale come uno sguardo mi appare arduo, senza speranza. Non so cosa faccia mentre dormo, al sonno do una grande importanza, e ai sogni un’importanza fondamentale, sono certo che regalino una grande energia psichica che ora provo a impiegare scrivendo. Sono convinto di aver dormito e sognato bene la notte scorsa. Quindi torno agli sguardi. Intanto non ci sono sguardi non interessanti o meglio banali, se due arrivano a guardarsi qualcosa li attira. Attrazione fisica? Probabile. E se noi, come alcuni sostengono, avessimo vissuto varie vite ed incontrato persone in altre epoche e in altri panni, prendendo in considerazione questa ipotesi come valida per un momento, certi sguardi si spiegherebbero con questa memoria del Tempo. Ovvio che non ci sia nulla di provato scientificamente in questa ipotesi ma chi se ne frega.

Alla fin fine però non credo a questa ipotesi. Abbiamo già i nostri ricordi e le difficoltà intorno alle quali si sono avvolti che a volte ricompaiono ripescati come un pesce vivo da un fiume marrone forse per la melma che si trascina o forse perché inquinato che ci dovrebbe sorprendere senza altre necessità. Allora mi piace credere che ognuno di noi sia un insieme di storie collegate fra loro con fili a volte più robusti a volte meno. Eppure da un semplice sguardo nacque una vicenda bizzarra con un epilogo drammatico.

Ora ricordo perfettamente ma la vicenda è troppo lunga per scriverla in poche righe e magari la scriverò a parte con più calma.

Cosa ce ne facciamo di uno sguardo? A me è difficile essere indifferente, anche se a volte sarebbe meglio lasciarlo lì, accontentandosi che non a tutto si ha una risposta con la consapevolezza che uno sguardo in bilico ci può dire molto di più di una frase ben assestata. Mi torna in mente Ulisse e le sue tante avventure che attraversava prendendosi i rischi del caso e andando avanti anche quando la voce delle sirene lo chiamavano o i piaceri della corte della Maga Circe, quanti sguardi Ulisse deve aver incrociato, ricambiato, ingannato, lascito lì, ucciso. Ecco l’archetipo, non originale, abusato, mi riferisco a Ulisse naturalmente, lo spirito dell’Uomo quello di credere che ci sia uno sguardo più grande che ci aspetta, un mondo nuovo da attraversare e se ce l’ha fatta lui perché non posso farcela anch’io. In fondo lui era partito per una guerra senza tanta convinzione e voleva ritornare a casa seguendo rotte simili a quelle percorse da tanti equipaggi di greci come lui. Forza allora la ricerca di una bella storia è appena cominciata.

Sembra che Ulisse dica qualcosa di personale anche a me, non fidarti di uno sguardo specie di uno in bilico perché non sai mai da che parte del pendio di può portare, sii candido come una colomba e astuto come un crotalo e se proprio non ce la fai a startene fermo meglio l’orizzonte di un vasto mare aperto. Coraggio se ce l’ha fatta lui vuol dire che non è impossibile. A volte uno sguardo in bilico semplicemente ci mette alla prova e ci imprigiona nelle nostre debolezze e riconoscerlo non è una storia che possa interessare ai più ma è pur sempre un nuovo inizio. Inizio che ha il sapore di una liberazione.



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