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lavoro pubblicato mercoledì 25 aprile 2018
ultima lettura sabato 23 marzo 2019

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Il Marchese del Grillo

di Poetto. Letto 281 volte. Dallo scaffale Cinema

Uno dei film più interessanti interpretati da Alberto Sordi è, a mio avviso, il Marchese del Grillo, dove Sordi interpreta un nobile romano dell'inizio dell'ottocento. Del regista Mario Monicelli, il film narra le vicende di Onofrio del G.............

Uno dei film più interessanti interpretati da Alberto Sordi è, a mio avviso, il Marchese del Grillo, dove Sordi interpreta un nobile romano dell'inizio dell'ottocento.

Del regista Mario Monicelli, il film narra le vicende di Onofrio del Grillo, ricchissimo nobile che passa le sue giornate organizzando scherzi di ogni tipo ai vari malcapitati che gli capitano tra le grinfie.

Uno dei primi scherzi è ad un negoziante di Via Dei Banchi Vecchi, dove il Marchese fa murare l'ingresso della bottega di questo povero negoziante che, al momento, non riesce a capacitarsi su quello che ha davanti, ossia un muro al posto della porta d'ingresso.

Onofrio trova, girovagando per Roma, un suo sosia, uno tale e quale a lui, e organizza uno dei suoi memorabili scherzi.

Gasparino il carbonaro, sosia del marchese, si ritrova, dopo una memorabile sbronza, nel letto del Marchese e tutti a scambiarlo per quello.

Gasparino non si capacita di quello che gli accade, vorrebbe tornare da sua moglie e sua figlia ma in casa Del Grillo tutti, visto che somiglia ad Onofrio come una goccia d'acqua, sono convinti che quello è il Marchese e per il suo comportamento “insolito” viene organizzato un esorcismo da parte dello zio, Monsignor Terenzio, con evidenti scarsi risultati.

Il marchese del Grillo ha temi sempre attuali.

Temi come la sopraffazione, le ingiustizie e le cattiverie che certi personaggi potenti sono in grado di compiere ai danni dei più deboli economicamente o socialmente.

Cattiverie che a volte restano impunite.

Nel film il marchese viene coinvolto in una rissa e mentre tutti vengono portati via dalle guardie, lui, con il suo assistente Ricciotto, vengono lasciati liberi, non solo, Onofrio si permette di dire: io so' io e voi non siete un caxxo.

Frase ripresa dal Belli ma che nel contesto del film riassume l'impotenza dei più davanti a certi eventi e l'impunità che certi personaggi hanno anche davanti ad evidenti colpe.

Onofrio non disdegna diventare amico di un ufficiale francese dell'esercito napoleonico presente nella Roma papalina di inizio secolo, siamo nell'ottocento, con grande sconcerto da parte dell'anziana madre.

Onofrio invita il capitano Blanchard nella sua casa di campagna e qui distrugge una sedia antica per accendere un fuoco, cosa che meraviglia il capitano ma lui sembra disinteressato al valore sia storico che economico dell'oggetto.

Qui, nella casa di campagna, confessa a Blanchard che avrebbe voluto fare altro nella vita ma si ritrova, suo malgrado, costretto a quella vita per cui, per passare il tempo, per rendere la sua vita un po' più interessante, organizza scherzi di tutti i tipi.

La trama del Marchese del Grillo è nata forse da una leggenda che voleva un Marchese del Grillo, esistito secoli prima dell'ambientazione storica del film, amante degli scherzi di ogni tipo, come ad esempio quello di aver invitato un amico, fattogli bere molto poi preparare una camera da letto dove, durante la notte, il letto di questo sfortunato, pian piano si sollevava dal suolo, quando il tipo ebbe la necessità di andare in bagno cadde, facendosi male, da un'altezza ben più alta di quella da lui prevista.

La cosa curiosa è che pur essendo ambientato a Roma molte scene sono state girate altrove.

Il palazzo del Marchese, ad esempio è in Toscana, è il palazzo Pfanner a Lucca, dove sono stati girati anche altri film famosi.

Nel film, oltre ad Alberto Sordi troviamo un grande Paolo Stoppa, nei panni del papa Pio VII, troviamo Riccardo Billi, nei panni di Aronne Piperno, il falegname che si ritrova, a suo malgrado, vittima di una prepotenza del Marchese, difatti questo si rifiuta di pagare al termine dei lavori del Piperno, solo, a suo dire, per dimostrare come un ricco e potente come lui potesse farla franca a scapito di un lavoratore molto meno ricco e potente come il Piperno.

Troviamo Flavio Bucci, nei panni di Don Bastiano, a capo di una banda di banditi che aveva base proprio nei terreni del Marchese.




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