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lavoro pubblicato mercoledì 25 aprile 2018
ultima lettura giovedì 14 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ricordando Sally..

di Albert54. Letto 186 volte. Dallo scaffale Pensieri

Di un ricordo di Te. Lo ricordo quando ti ho visto per la prima volta. La migliore, di tante, limpide o stupide prime volte. A quei tempi eravamo un po’ tutti distratti. Giocavi con le margherite, te ne intrecciasti una corona posandola sul capo...

Di un ricordo di Te.

Lo ricordo quando ti ho visto per la prima volta. La migliore, di tante, limpide o stupide prime volte. A quei tempi eravamo un po’ tutti distratti. Giocavi con le margherite, te ne intrecciasti una corona posandola sul capo. Mi sembravi persa nei tuoi pensieri. Inerte, senza compagnia. Gli altri attorno scherzavano. Tu li guardavi, come se dentro ti appariva uno stupido spettacolo. Forse, per te ed i tuoi pensieri, l’ultimo spettacolo. Quello più triste, che rendeva pesante le visioni per la tua vita. Ti osservavo, con quei capelli sciolti a coronarti le spalle. Sembravi ascoltare, nel vento, echi di voci lontane. Gli abiti erano un ammasso di colori. Incantavano anche se non erano studiati. E poi quelle calze, strane, strampalate con le loro strisce verdi. Mentre tu scherzavi con tutti, parlavi con tutti, l’imbrunire iniziava a pennellare il cielo.

Non so perché mi guardavi, lo notai. Tu che una frase intrigante non la pronunciavi mai a nessuno… tu che un “ci sei domani” non lo avresti mai detto ad alcuno. Ti saresti innamorata di tutti, ma mai di qualcuno. Poi le settimane ed i mesi. Staccavi il telefono, guardavi giù dal balcone con quella malinconia tua dirompente. Mi sentivi vicino quando il tuo viso bagnava la mia spalla. Poi, giorni in cui, mi tenevi distante, racchiusa in quelle tue maledette paure. Come il fascino del mistero l’andartene. Senza uno straccio di abbraccio, senza una parola. Sapevo da subito, comprendevo che sarebbe stata un giorno, l’unica tua modalità. Tu sola, con il tuo tempo, la tua bellezza, i tuoi fantasmi chiusi dentro. Ma eri cosi. sei sempre stata cosi. Libera dentro, come un gabbiano nel cielo, come l’onda contro lo scoglio.

Chissà se sei riuscita a depositarli i tuoi pensieri. Se il ricordo di quel tempo lo hai racchiuso in una scatola d’argento, riposta con cura. Chissà chi ti è passato accanto, chi ha accarezzato i tuoi capelli. Chi ha provato a corteggiarti. E poi il volare del tempo. Quanta di gente ne ho incrociata, conosciuta. Gente identica, spesso diversa da quel “nostro noi”. In mezzo a questa gente fra le tracce del mondo, chissà cosa sarebbe stato, cosa avremmo creato prodotto. Forse un film in bianco e nero, forse uno dai colori vivi, come usavi Tu.


Eppure, a volte sembri tornare nel vuoto della notte. In quelle notti, in cui anche il buio ti fa sentir freddo e sembri perderti. Quando il silenzio alza il volume, mi par di risentirti dire.
“grazie, sono contenta che ci sei stato”. Albert.



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