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lavoro pubblicato martedì 24 aprile 2018
ultima lettura sabato 21 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Capitolo 1 (La Cetra Perduta)

di KingofWizards. Letto 425 volte. Dallo scaffale Fantasia

<<... usate la cetra “citharam ádhíbète” e ricordate…>> << Quale voi, quale noi? ... pronto? Pronto? Conosce il Latino? Pronto? Pronto?>> Tags sospirò...

CAPITOLO I

Era una fredda e nevosa serata di Dicembre, una delle ultime, Tags non ricordava quale fosse. Forse il trenta o il trentuno, aveva perso il conto, da quando erano iniziate le vacanze di Natale.

Tags si annoiava, stava guardando dalla finestra del salotto i grandi fiocchi di neve candida e pura che si posavano sul prato ormai secco e di colore grigio scuro. Cercava di passare il tempo immaginandosi le sue estati trascorse in giardino oppure al mare con i suoi migliori amici Anthony e Nick. La neve si rifletteva sui suoi occhi marroni, un colore diverso dal solito marrone, un colore tra l’oro e lo stagno. Tags continuò a fissare la finestra, il prato e la strada davanti a casa sua, fino a quando il telefono non iniziò a squillare.

Il ragazzo, come spaventato, si girò nella direzione del telefono e lo fissò per cinque secondi, subito dopo come se il telefono non fosse esistito si giro e si mise di nuovo a fissare la finestra. Il telefono sembrava aver finito di squillare e Tags decise di andare a vedere chi avesse chiamato,

<< Oh ti prego fa che non sia Samantha >> implorò Tags.

Si avvicinò al telefono e, esitando un po’, decise di controllare chi avesse chiamato, le sue mani stavano per impugnare la cornetta, quando quello cominciò a squillare di nuovo.

Tags vide benissimo che non era Samantha, ma che qualcuno stava chiamando in anonimo e quindi il numero non comparve sullo schermo, non sapeva che fare, “rispondere?” era l’unica domanda che in quel momento gli passava per la mente ma era troppo timido e spaventato per farlo e decise ancora una volta di ignorarlo.

<<ma che sto facendo?>> << Sono un vigliacco…>> si ripeteva ad alta voce, <<sono un codardo>> continuò << ecco perché a scuola tutti se n’approfittano, devo fare qualcosa…>> il ragazzo iniziò a pensare<< Ehm… Ho trovato!>> concluse Tags << Se richiamano io risponderò!>>. Questa gli sembrava la soluzione più facile da prendere ma poi si rese conto che si stava comportando da idiota, e subito riprese a fissare fuori dalla finestra.

Tags pregò che non squillasse più, ma invano, infatti il telefono riprese a squillare, cominciò a tremare e a esitare, ma si fece coraggio e decise di rispondere, avvicino cautamente e lentamente la mano al telefono e cliccò il tasto per accettare la chiamata, esitò un momento che gli sembro un’infinità ma infine lo avvicinò velocemente all’orecchio, in modo tale che non gli rimanesse altra scelta che rispondere.

<< P-p-pronto...>> Tags pronunciò quella parola tutto tremante e non sembrava molto chiara tanto che non riusciva a capire se l’aveva pronunciata oppure aveva immaginato di farlo, allora provò di nuovo <<Pronto?>> questa volta le parole furono chiare e risuonarono nel telefono come se ci fosse Tags anche dall’altra parte del telefono. <<PRONTO?>> ripeté con più risolutezza Tags.

Il ragazzo non ricevette alcuna risposta fino a quando non udì, o gli parve di sentire, un ruggito metallico come se qualcuno stesse strusciando una lattina di alluminio su una superficie ruvida, poi una voce <<Fai attenzione! Il tuo mondo sta per finire…>>

<<Pronto? Ma chi parla?>> chiese Tags

<< Il tuo mondo sta per finire, se non fate immediatamente qualcosa, allora non ci sarà più alcuna speranza per noi tutti di sopravvivere usate la cetra “citharam ádhíbète” e ricordate…>>

<< Quale voi, quale noi? ... pronto? Pronto? Conosce il Latino? Pronto? Pronto?>>

Tags non ne ricevette più risposta e la chiamata si interruppe bruscamente, il ragazzo da quel discorso breve, frammentato e per lui senza senso, rimase shockato a tal punto da rimanere in piedi a bocca aperta in quel salotto che era illuminato solo dal calore del fuoco del camino. Era come se fosse immobilizzato, aveva perso il controllo delle sue forze (anche se non si spiegava come faceva a restare in piedi) e la sua lucidità.

A Tags gli ci volle qualche minuto per riprendersi del tutto, non appena lo fece, decise di sedersi e riflettere per qualche istante sull’accaduto. Nella sua mente ritornavano le parole dello sconosciuto. “Citharam ádhíbète”, “Il tuo mondo sta per finire…”, “non ci sarà più alcuna speranza per noi tutti di sopravvivere” “di sopravvivere”, Tags rifletteva però solo sull’ultima frase detta dallo sconosciuto in Latino: una lingua molto bizzarra da usare in una conversazione telefonica pensava il ragazzo. Tags conosceva il latino e quindi il significato di quella frase misteriosa, dal momento che era una materia di studio del suo liceo.

<<Ma quale cetra?>> chiedeva Tags ad alta voce mentre andava in cucina per riempirsi un bicchiere d’acqua.

Aprì il frigo, prese la prima bottiglia che gli capitò a tiro e la poggiò sul tavolo poi prese un bicchiere e iniziò a versarsi l’acqua.

Tags non stava prestando molta attenzione a ciò che faceva poiché continuava a pensare a quella bizzarra, ma strana e misteriosa telefonata.

Riempitosi il bicchiere lo prese e mentre se lo avvicinava alla bocca, il telefono in salotto iniziò a squillare di nuovo. Tags esitò. Mille domande e propositi iniziarono ad affollargli la mente “Rispondo?” “E se fosse ancora quello sconosciuto?”, “Che fare?”, “Potrei non rispondergli come potrei…? Che fare?”, “voglio sapere di più…” Tags alla fine decise di rispondere, così, a grandi falcate, andò in salotto dove, senza pensarci due volte, e senza guardare chi stesse chiamando prese il telefono e rispose:

<<Pronto?>>

<<Pronto Tags? Sono io, la nonna!>>

A Tags gli ci volle qualche secondo per comprendere il significato di quelle parole, poi le rispose:

<< Ciao nonna! Come stai? >> Tags si sentì per un momento imbarazzato e gli pareva che stesse arrossendo

<<C’è tua madre lì con te, Tags?>> domando la nonna con un fil di voce che sembrava bisbigliasse

<< Ehm… al momento no è uscita insieme a papà… dovevi dirle qualcosa di importante? Vuoi che gliela dica io?>>

<< No Tags>> disse la nonna e continuò << In verità volevo parlare con te, volevo sapere se più tardi potresti passare da casa mia, perché avrei qualcosa di importante da dirti e…>> Tags non voleva lasciare casa per andare dalla nonna perché sapeva che si sarebbe congelato durante il tragitto, anche perché era davvero molto pigro, ma avrebbe preferito rimanere dov’era dato che si trovava in un posto caldo e sicuro da qualsiasi pericolo, così le chiese:

<< Non puoi dirmela adesso, qui, al telefono?>>

<< Assolutamente no! Lo sai quanto pago di bolletta al mese!>>, a questa affermazione Tags alzò gli occhi al cielo e sbuffo.

<< Non alzare gli occhi al cielo!>> grido in tono severo la nonna

<<Ma come hai fatto a indov…>>

<<Non abbiamo molto tempo…>>

<< Tempo per cosa, di cosa stai parlando?>> chiese Tags shockato ripensando ancora alle parole dello sconosciuto.

<< Mi dispiace tanto ma non posso dirti nulla per telefono, ti spiegherò tutto quando verrai, ok?>>

<<Nonna, che sta succedendo?>>

<< Mi dispiace fare la misteriosa con te, ma non posso dirti nulla adesso, allora mi prometti che verrai?>> chiese la nonna, quasi supplicando.

<< Ok, sarò lì il più presto possibile, ok?>> disse Tags,

<< Ok, allora ti aspetto, ciao Tags!>> disse la nonna un po’ giù di morale.

<<Ciao nonna…>>

Tags chiuse la chiamata e quasi stupito si sedette sul divano mentre continuava a pensare alle parole dello sconosciuto e anche della nonna.

<<E’ assurdo, cos’ha di così importante da dirmi che non poteva dirmi al telefono, è assurdo>>

<<E’ perché non c’è più tempo, più tempo per cosa, poi? E di quale cetra si tratta?>

Tags pensava questo, quando si sdraiò sul divano e chiuse gli occhi per un momento, fece un respiro profondo, sembrava si fosse addormentato, in realtà cercava di capire cosa era successo in quel breve arco di tempo.

Poi fece un gran respiro, salì le scale e andò in camera sua dove si cambiò poi prese il lungo cappotto di colore blu scuro che Leah, la sua ex ragazza, gli aveva regalato per il suo compleanno e lo poggiò sul letto, prese dei guanti dello stesso colore, e se li infilò, infine tirò fuori dall’armadio un cappello che mise in tasca, anche se sapeva che non l’avrebbe indossato perché gli piaceva che i fiocchi di neve gli si posassero sui suoi capelli color bronzo scuro, perché creavano un contrasto cromatico. Prese il suo telefono, le cuffie e li mise anch’essi dentro il cappotto. S’infilò le scarpe ed infilò i lacci all’interno di queste perché era davvero molto pigro persino per allacciarsele. Poi, si infilò il cappotto, aprì la porta della sua camera ed uscì, scese e si diresse verso la porta di casa.


Commenti

pubblicato il mercoledì 2 maggio 2018
KingofWizards, ha scritto: Scusate ragazzi ma non avevo notato che alcune battute non erano visibili nel capitolo due. Ecco perché l'ho dovuto cancellare. Sarà online al più presto possibile.

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