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lavoro pubblicato martedì 24 aprile 2018
ultima lettura sabato 26 settembre 2020

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Serviva la vittoria

di Edmea. Letto 421 volte. Dallo scaffale Pensieri

La partita disonorevole contro l'Inter ce l'abbiamo ancora nella pelle. 4 a 0 per l'Inter e il Cagliari che è rientrato con la coda tra le gambe, senza lottare, ma forse con tanta vergogna. A mezzogiorno e trenta di questa domenica soleggiata gi...

La partita disonorevole contro l'Inter ce l'abbiamo ancora nella pelle. 4 a 0 per l'Inter e il Cagliari che è rientrato con la coda tra le gambe, senza lottare, ma forse con tanta vergogna. A mezzogiorno e trenta di questa domenica soleggiata giochiamo contro il Bologna. Giochiamo? Speriamo, a giudicare dalle partite che stiamo vedendo. Quattro punti fatidici ci separano dal baratro della serie B e porci le domande e tempestarci di perchè, a questo punto non serve. Il Cagliari scende in campo con la divisa rossoblu e auguriamoci che i nostri colori possano ben accompagnarci. Non basta però l'augurio, se non scende in campo il buon gioco, la voglia di vincere, di combattere e di restare in serie A. Barella è la speranza del Cagliari in questa partita, accanto a Pavoletti e Cigarini, che sebbene nella partita contro l'Udinese abbia dimostrato quanto la sua assenza sia stata incisiva in questi due mesi, non è servito a salvare la squadra dalla sconfitta indecorosa contro un Inter abbastanza in crisi. Già. Però la crisi l'ha sbalzata via il non gioco del Cagliari. Oggi che facciamo? Giochiamo o attendiamo rassegnati che la nostra sorte venga designata? Martedì notte Cigarini, il nostro regista non c'era a guidare la rosa e le conseguenze si sono viste. Possibile però che sia davvero così? Oggi però il regista è nuovamente in campo. C'è Barella, che magari il prossimo campionato indosserà la maglia dell'Inter. Si, perchè il Cagliari può offrire poco a un ragazzo di vent'anni e poco importa se è sardo, ma l'ambizione supera il senso di appartenenza. Bando a questi pensieri. In questo campionato Nicolò Barella è ancora nel Cagliari e se anche da agosto dovesse giocare in un'altra squadra, vorremmo continuare ad esserci in questo campionato. Si. Lo avremo come avversario? Ma sempre in serie A. Doveri è il direttore di gara di questa partita della speranza e speriamo proprio che faccia il suo dovere, anche se il nemico del Cagliari negli ultimi tempi non è stato certo l'arbitro di turno, ma se stesso. Alla Sardegna Arena non c'è il pienone, complice la splendida giornata primaverile. In molti ascoltiamo la radiocronaca di Vittorio Sanna. Altri, disgustati dalle ultime prestazioni, hanno deciso di impiegare altrimenti questa domenica, ma un vero tifoso si riconosce anche in questi frangenti. Troppo comodo seguire una squadra quanto tutto procede a gonfie vele. Nella buona e nella cattiva sorte, come si dice e nel calcio vale altrettanto. La partita non è scoppiettante. Il Cagliari perde una preziosa occasione gol con Pavoletti e il gol segnato da Sau viene annullato. L'oasi nel deserto si allontana. La partita si conclude a reti bianche, ma serviva la vittoria, perchè a questo punto il gioco si fa duro e bisogna vedere se il Cagliari sarà duro abbastanza da giocare fino all'ultima partita.



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