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lavoro pubblicato domenica 22 aprile 2018
ultima lettura lunedì 19 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La casa dei ricordi

di Poetto. Letto 425 volte. Dallo scaffale Generico

Alla fine l'abbiamo comprata. Una vecchia casa nel centro storico, lasciata a se stessa da molto tempo. Era di proprietà di un vecchio insegnante di italiano, deceduto in età decisamente matura, alla soglia dei cento anni; la figlia, unic...

Alla fine l'abbiamo comprata.

Una vecchia casa nel centro storico, lasciata a se stessa da molto tempo.

Era di proprietà di un vecchio insegnante di italiano, deceduto in età decisamente matura, alla soglia dei cento anni; la figlia, unica erede, l'aveva avuta dopo la dipartita del professore ma, abitando lontano, non l'aveva seguita poi tanto.

Negli ultimi anni, a causa della salute malferma della proprietaria e del disinteresse del suo unico figlio verso la casa, questa accusava il passare del tempo.

Sono riuscito a spuntare un prezzo basso, perlomeno basso tenendo conto della zona, solo che i lavori necessari per sistemarla, ne sono certo, impegneranno un bel po' il mio conto in banca.

Dopo tutte le formalità, finalmente, riesco a prendere possesso delle chiavi della mia nuova/vecchia casa.

Sono insieme a mia moglie ed al figlio della signora, che la rappresenta.

Entriamo in casa e vi troviamo tutto il mobilio e gli oggetti appartenuti ai vecchi proprietari, chiediamo il perché tutta quella roba si trovi ancora lì, il figlio ci dice che la signora non è riuscita a seguire la cosa in quanto la sua salute, negli ultimi tempi, è andata peggiorando e lui, a causa del lavoro, non l'aveva potuta seguire, anzi, stando alle sue parole, era già una fortuna trovarselo in carne ed ossa davanti.

In sostanza ci dovremo pensare noi.

Sto per dire qualcosa al figlio ma mia moglie, conoscendomi, mi tiene per un braccio, gesto per farmi capire di non dire nulla.

La signora sarebbe voluta venire a vedere per l'ultima volta la casa ma stanchezza, un peggioramento delle sue condizioni fisiche ed il fatto di avere il volo di rientro nel pomeriggio, le hanno “consigliato” di non essere lei ad accompagnarci nella casa e, purtroppo per lei, di non darle il saluto finale.

La casa è una vecchia costruzione in stile liberty, con dei mobili di varie epoche.

La polvere è onnipresente, ma questo lo sapevamo già dalla prima visita e c'era stato spiegato il perché.

Curiosamente la nostra attenzione viene catturata da un interruttore, un modello degli anni 60.

Nella casa ci sono foto e oggetti personali di tutti i tipi.

Il figlio della proprietaria ci tende la mano e ci saluta, ci dice che lui, la moglie e la madre hanno, nel tardo pomeriggio, il volo di ritorno e si dice dispiaciuto di non essere riusciti a svuotarla in tempo.

Visto, forse, la mia faccia contrariata ci allunga un biglietto da visita dicendosi disponibile a rimborsare i costi per svuotarla.

Siamo soli.

Apriamo una finestra, che scricchiola, questa da sulla piazza, siamo al primo piano, il sole inonda la stanza di luce.

Dentro il salone vediamo un vecchio televisore.

Carla, mia moglie, si sofferma a guardare alcune foto presenti su un mobile degli anni 30, ritraggono una coppia sulla cinquantina a Venezia, probabilmente, visti i colori della foto ed i vestiti dei due, questa è degli anni 60.

Entriamo nella camera da letto e vi troviamo ancora i vestiti dei vecchi proprietari, Carla ride, io ci vedo un problema e una spesa da affrontare.

Tutte le cose dei vecchi proprietari sono ancora presenti.

Passi qualche foto ma il resto?

Dubito, ora che i soldi sono stati presi, che il figlio si impegni realmente a risolvere il problema.

Ci sono tutta una serie di libri e quadri che sembrano di qualche valore.

Con Carla ci riproponiamo di farli valutare per vedere se si può ricavare qualcosa, io dubito lei sembra più possibilista.

E' passata una settimana, abbiamo pulito la casa cima a fondo.

La cosa ci è servita anche per avere un'idea di quello che è presente in casa, per capire i lavori da eseguire e per capire cosa lasciare e di cosa liberarsi.

Carla mi fa notare che un libro, un vecchio libro di geografia degli anni 30 sugli Stati Uniti, è “tornato” al suo posto.

La cosa mi pare abbastanza improbabile, anzi, decisamente impossibile, le dico che, probabilmente, causa stanchezza, non si è ricordata di averlo messo lei nuovamente nella libreria; visto come è precisina l'avrà fatto in automatico, senza rendersene neanche conto.

Abbiamo invitato un amico, amante dell'arte e più ferrato di noi di quadri e oggetti vari di valore.

Lui si ferma a guardare un quadro che rappresenta una processione religiosa con i vari personaggi in costume, secondo lui è un'opera di Biasi.

Toglie il quadro dalla parete, lo gira, lo rigira, sembra certo del suo.

Se così fosse potrebbe valere migliaia di euro.

Secondo Dario, il mio amico, è probabile che nella casa ci siano tutta una serie di opere d'arte.

Con Carla ci riproponiamo di far valutare il quadro che secondo Dario è di un artista quotato.

Dario continua il suo tour nella casa, si ferma davanti ad un altro quadro, guarda la firma, poi sembra che gli si illumini il volto.

Secondo lui quello è un quadro del Corriga, non solo, il viso rappresentato sarebbe quello del precedente proprietario, le cui foto sono presenti un po' ovunque nella casa.

Guardo il quadro, prendo una foto ed effettivamente sembra che la persona ritratta sia lui.

Carla, a proposito di foto, mi dice che la prossima volta incomincerà a buttare un po' di roba, a partire dalle foto.

Usciamo dalla casa con due quadri. Dario ha fatto un po' di foto, ha guardato un po' dappertutto e ci promette di farci sapere cosa andrà a scoprire.

Gli promettiamo che se si dovesse riuscire a vendere bene i vari beni trovati gli daremo una parte del ricavato, lui accetta poi sorride.

Torniamo a casa.

Ci giriamo per prendere i quadri e quelli sono spariti.

Erano avvolti in fogli di giornale e appoggiati nel sedile posteriore, uno accanto all'altro.

I fogli sono nel sedile ma i quadri no.

Apriamo lo sportello posteriore, guardiamo nel tappetino dell'auto, nulla.

Durante il tragitto non abbiamo fatto nessuna tappa, nessuna fermata, addirittura abbiamo trovato gli unici due semafori, presenti nel tragitto, verdi.

Facciamo mente locale sul cosa possa essere accaduto.

Proviamo a chiamare Dario, anche se lui è andato via poco prima di noi.

Ci conferma di averci visto, prima di andarsene, con sotto il braccio, uno io l'altro Carla, i due quadri.

Cosa è successo? Che fine hanno fatto?

Decidiamo di tornare indietro. La spiegazione più logica è che siano stati poggiati da qualche parte.

Parcheggiamo l'auto nel parcheggio interno, guardiamo in giro ma nulla.

Rientriamo in casa, apriamo la porta e la finestra, per fare luce, la corrente elettrica ci verrà attaccata a giorni.

Con nostra grande sorpresa vediamo i quadri appesi.

Restiamo muti e attoniti.

Carla mi dice che questa cosa non le piace proprio per nulla.

La mia testa è vuota non so che pensare.

Come hanno fatto a tornare lì? Mi chiede Carla, naturalmente non lo so'!

La casa sembra avere un anima, un qualcosa che vuole impedire un qualsiasi cambiamento dello status quo.

La decisione di lasciare alcuni mobili, alcune cose dei precedenti proprietari, davanti alla novità dei quadri, sfuma, viene abbandonata.

Decidiamo di svuotare completamente la casa.

Carla mi dice che non vuole vedere neanche più uno spillo, anzi, si mette subito, con il cellulare, alla ricerca di persone che possano svuotarci la casa.

Le dico che, forse, ci sono delle cose di valore, che possono valere migliaia di euro, lei è irremovibile.

Torniamo a casa.

Carla si mette d'accordo per far venire delle persone per la casa per sabato seguente.

Ci chiama Dario.

Ci dice che alcune ceramiche sono firmate da Corriga, inoltre vi sono alcuni oggetti di art decò, come alcuni mobili, tenuti in ottime condizioni, che valgono molti euro.

Gli dico quello che ci è successo con i quadri, lui resta in silenzio poi ci dice di portare via almeno i due quadri, le porcellane e i vari oggetti in art decò, anzi, si offre di portar via e custodire lui i vari oggetti.

Accettiamo.

Il giorno dopo il telefono squilla, è Dario.

Mi dice che tutta una serie di imprevisti, che hanno dell'incredibile, hanno fatto rimandare il prelevamento dei vari oggetti.

Gli chiedo cosa sia successo, lui mi dice che la sua auto non è partita; il cellulare gli è caduto, volato come se qualcuno lo avesse preso dalle sue mani e lanciato per le scale, e si è rotto; l'amico che aveva chiamato per il noleggio del camioncino è caduto dalle scale ed è finito all'ospedale.

Mi dice che stava cercando su internet un'altra persona per noleggiare un camioncino ma il computer continuava a spegnersi.

Mi dice di non credere a fatti sovrannaturali; ammette che tutte queste coincidenze gli sembrano insolite.

Insolite... nulla di più!

Si ripropone di mettere da parte almeno i quadri e le ceramiche, dice di aver messo gli occhi su alcuni libri degli anni 30 che, secondo lui, sono interessanti.

Venerdì, usciamo assieme a Dario.

Lui è convinto che diversi mobili, tenuti in maniera ottimale, diversi oggetti presenti nella casa, hanno un valore economico medio alto.

Guardando in una rivista d'arte avrebbe riconosciuto, in un piccolo mobiletto presente nel salone, un'opera d'art decò, dal valore di oltre 20 mila euro, un pezzo rarissimo.

Riguardo ai quadri, e sul come questi siano riapparsi appesi, secondo lui si è trattato di pura e semplice dimenticanza.

Non vedo come? Gli dico ma lui sembra non dare peso alla cosa, anzi sembra piuttosto contrariato dal nostro comportamento, fosse per lui non avrebbe fatto venire quelle persone sabato per “svuotare” la casa.

Arriviamo alla casa, la chiave della porta d'ingresso non gira, proviamo e riproviamo, nulla.

Incomincio a capire il perché la casa ci è stata consegnata con tutti gli oggetti, anzi penso che i proprietari precedenti, soprattutto il figlio, se ne siano voluti sbarazzare.

Un altro inquilino, che ci vede armeggiare con le chiavi, ci chiede se siamo i nuovi proprietari.

Diciamo di si e lui ci fa gli auguri.

Non capiamo che voglia intendere.

Ci spiega che la precedente proprietaria aveva cercato di svuotare la casa, incominciando dai libri, ma questi riapparivano nuovamente nella libreria.

Un giorno, la moglie del condomino, l'aveva sentita gridare contro qualcuno, visto che la porta era aperta s'era avvicinata, per darle aiuto, ma lei era sola, ad un certo punto ha sentito il rumore di un schiaffo.

La moglie del signore giurò che non c'era nessun altro, solo loro due.

Sul viso della proprietaria apparve il segno di uno schiaffo, la signora uscì dalla casa singhiozzante e con le mani sul viso.

Secondo loro, quella casa, era posseduta da qualche entità maligna.

Mi raccontò del figlio della proprietaria.

Anche lui tentò di vendere la casa, cercò di liberarsi dei mobili e di tutti gli oggetti presenti.

Alcuni libri, che venivano sempre riposti nella libreria, furono impacchettati, portati alle poste ed inviati da un parente in Australia, ma non ci arrivarono mai, anzi dopo alcuni giorni riapparvero, non si sa come, nuovamente nella libreria.

Anche il figlio perse la pazienza e si mise ad urlare, un altro condomino lo sentì, aprì la porta di casa per capire cosa stesse succedendo e vide il signore, come spinto da misteriose mani, cadere dalle scale.

La caduta gli procurò un braccio rotto e una commozione celebrale.

Che fare?

Carla mi guarda, cerca da me delle risposte ma non ho nessuna risposta da darle.

Per me è una situazione nuova e non so come affrontarla.

Guardo Dario ma lui guarda a terra, come dire: Non chiedere a me!

Dovrò pensare qualcosa, questa situazione deve essere affrontata e superata, per ora non so come ma...






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