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lavoro pubblicato giovedì 19 aprile 2018
ultima lettura lunedì 14 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il mio ’68. Confesso che l’ho letto - 2

di trap56. Letto 507 volte. Dallo scaffale Attualita

Io l’ho fatto il ‘68 Bè, ero solo dodicenne. Però ci lasciai le penne da quei miti un po’ sedotto. Devo dir la...

Io l’ho fatto il ‘68

Bè, ero solo dodicenne.

Però ci lasciai le penne

da quei miti un po’ sedotto.

Devo dir la verità:

non le penne ma la vista

m’immolai perché una lista

lessi lunga da qua a là.

Non fu proprio in quel momento

ma passò qualche anno ancora

‘chè uno studio da malora

mi deviò dall’argomento.

Ci fu poi l’occupazione,

s’era ai primi dei ’70

Nelle aule gente canta

sconosciuta una canzone.

Ragazzetto assai per bene

ero io della provincia

ma la ruggine comincia

a minare le catene.

É di Piero la sventura

soldatino contro voglia

che morì senza una doglia

per eccesso di premura.

Poi conobbi Marinella

che nel fiume scivolava

La mia mente si allargava

fino alla ‘Buona novella’.

Persi voglia per lo studio.

La politica e il sociale

mi avvamparono in totale

sensazione di tripudio.

Lessi molto, un po’ anche vissi

e però di più leggevo.

Mano a mano che crescevo

sprofondavo negli abissi

di argomenti e saggi vari,

di valenti pensatori,

di vigliacchi mestatori,

e di oscuri comprimari.

Si gridava a più non posso

Noi abbiam diritto all’odio

Lo gridavano dal podio,

trascinavano nel fosso.

Io leggevo e concordavo:

sì, la lotta sia più dura!

Ma per pavida natura

Libri-molotov tiravo.

Mi sottrassi a guai più seri

per un colpo di fortuna

Il cervello dalla luna

manovrava i miei pensieri.

Lessi molto, ancora lessi,

gli occhi sempre più intristiti.

Libri un po’ più rinsaviti

e gli occhiali un po’ più spessi.

Ora per sentirmi vivo

leggo, ma d’altro tenore.

E se sono dell’umore

tra il faceto e il serio scrivo.

….

Son trascorsi cinquant’anni,

quante cose son cambiate:

menti che si son bruciate,

altre che han cambiato i panni.

Non andò la fantasia

al potere bensì tanti

che mutata ideologia

si votarono ai contanti.

Ne bruciarono le droghe,

ne bruciò anche il terrorismo.

Poi fu il tempo delle voghe

di riflusso ed intimismo.

Oggi ormai del ‘68

si bofonchia un po’ in sordina

e se mai c’è qualche dotto

che ne parla con ‘faccina’.

L’han ridotto a una materia

per gli storici alla Mieli

che ne fanno una maceria

su cui meglio è stender veli.

Io però ve lo prometto

questo giro non ci casco:

non l’avrò nemmeno letto

il ciarpame su quel fiasco.



Commenti

pubblicato il domenica 13 maggio 2018
mavisa, ha scritto: E fai bene,perchè invece è stato un periodo fondamentale ea cui dobbiamo molto della libertà di pensiero che ancora oggi in parte c'è!!!!!!!!!(anche se a me Paolo Mieli piace)

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