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lavoro pubblicato lunedì 16 aprile 2018
ultima lettura sabato 23 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Provino per il Grande Fratello

di DDG84. Letto 273 volte. Dallo scaffale Pulp

In uno studio allestito come un set fotografico si stanno svolgendo le audizioni per il programma tv Grande Fratello. Ciascun candidato è sottoposto a una breve intervista a tu per tu con due giudici, davanti a una telecamera...

In uno studio allestito come un set fotografico si stanno svolgendo le audizioni per il programma tv Grande Fratello. Ciascun candidato è sottoposto a una breve intervista a tu per tu con due giudici, davanti a una telecamera, per cercare di fare colpo ed entrare nella Casa. Entra un nuovo candidato, dall’espressione tesa.

CANDIDATO GF: “Salve, buongiorno a tutti! Sono molto emozionato!”

GIUDICE 1: “Nome?”

CANDIDATO GF: “Michele Aldovino. Ma qualcuno mi chiama Mikey Mike, o Micky-San o Aldo from the block…”

GIUDICE 1: “Data di nascita?”

CANDIDATO GF: “24/ 07/1990.”

GIUDICE 1: “Ok. Dicci qualcosa di te, Aldo. Hai due minuti di tempo a disposizione.”

CANDIDATO GF: “…Posso chiedervi se è possibile abbassare le luci? Creare un’atmosfera più soft? Grazie, ve ne sarei molto grato.”

GIUDICE 2: “NO. ADESSO VAI!”

CANDIDATO GF: “Ok, beh, allora… Da dove comincio? Ho tre storie d’amore all’attivo, una molto importante e finita di recente. Una relazione tipo The Dreamers di Bertolucci, non so se l’avete presente, oppure Gli amanti del ponte Nove con la Binoche, tra l’altro fichissima in quel film, vabbè… Per il resto non credo di essere un buon partito per le donne. Un uomo senza cash non lo è mai, un buon partito. Un uomo che vive la sua vita al 15% e se è fortunato si accoppia su un materasso spagliato pregando di non beccarsi la candida o i pidocchi, beh, neanche quello rappresenta una visione aulica di fascino maschile, dico bene?”

Dopo aver incontrato lo sguardo impassibile dei giudici, il candidato finisce di arrotolarsi le maniche. Si accende una sigaretta. Scorge appena le loro espressioni imperturbabili, serafiche, facendo un tiro più lungo.

CANDIDATO GF: “Spesso immagino la mia vita come un film, anche se non ho ancora capito il genere… Credo sia un incrocio tra il cinema di Takeshi Kitano e di Carlo Verdone. La mia non è una storia d’amore. Non è un documentario sulla violenza delle periferie. Non è il racconto di una generazione allo sbando. E’ la storia di gente che ogni giorno cerca di scroccare qualcosa: chi i soldi, chi la dignità e chi l’amore…”

GIUDICE 2 (confidandosi con il collega): “Questo qua è un deficiente…”

GIUDICE 1: “Secondo me è ubriaco.”

GIUDICE 2: “Fallo smettere, ti prego.”

GIUDICE 1: “Grazie Signor Aldovino, direi che può andare bene così. A posto!”

CANDIDATO GF: “No aspettate, ho bisogno di una casa! Stavo solo dandomi un tono da vissuto!”

GIUDICE 2: “E questo lei me lo chiama un tono da vissuto? Ma mi faccia il piacere, per cortesia! E POI QUI NON SI PUO’ FUMARE: SPENGA-IMMEDITAMENTE-LA-SIGARETTA!

Il candidato spenge la cicca sotto la sua Clark scamosciata, malgrado siamo alle porte dell’estate.

CANDIDATO GF: “Datemi tempo, per favore… mi sono preparato tutto un monologo, tra il Godard di a Bout de souffle e il Matthew McCounaghey di True Detective!”

GIUDICE 2: “Signor Aldovino, questo non è un provino per un film di Hollywood. E’ il provino per il Grande Fratello Italia!”

CANDIDATO GF: “Ok, ok, ok, ho capito…. Basta Poeta Maledetto, dai, rifacciamola da capo: mi volete più Danny Interrante? Forza, su!”

GIUDICE 1: “Le faremo sapere. Arrivederci.”

Il candidato vede entrambi i giudici che gli fanno segno con la mano di andarsene.

CANDIDATO GF. “Non mi avete dato neanche un minuto… maledetti bastardi.”

GIUDICE 2: “COME HAI DETTO? ”

CANDIDATO GF: “TV spazzatura, capo.”

GIUDICE 1: “SI. OK. BASTA CHE TE NE VAI. ARIA! ESCI FUORI!

Il candidato esce dagli studi sbattendo la porta.

GIUDICE 2: “E’ il classico episodio della Volpe con L’uva. Ne ho visti mille di questi di questi individui, in trent’anni di lavoro: più si credono speciali più sono dei cazzoni, dei mezzi scemi…”



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