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lavoro pubblicato lunedì 16 aprile 2018
ultima lettura venerdì 24 maggio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Carlo e Maria e il loro Sesso Estremo.

di agente11. Letto 943 volte. Dallo scaffale Eros

Carlo afferrò un seno e cominciò avidamente a leccarlo, succhiarlo, fino a mordere un capezzolo procurando dolore a Maria, che dopo aver allontanato Carlo dal seno, lo schiaffeggiò e lo leccò a sua volta, procurandogli quel piacere misto a dolore ricevuto

Maria e Carlo erano compagni di classe alle medie.

A Carlo non era mai andata giù che con Maria non era riuscito a mettersi insieme, lui l’adorava, era la sua compagna ideale, carina simpatica forte come carattere e sempre sorridente. Capelli chiari, alta, occhi verdi che penetravano l’anima

Carlo se ne era innamorato…ma non poté farci nulla poiché come concluse le medie Maria dovette trasferirsi per il lavoro dei suoi genitori.

Dopo molti anni il caso volle volgere a favore di entrambi e dare loro una nuova possibilità.

Si rividero in un bar. Non un comune bar, ma uno di quelli a luci rosse, con tanti piccoli separé e piccole cabine dove in incognito potevi entrare, inserire una moneta o banconota e conversare o visionare un video a luci rosse.

Vari pali di lap dance e diverse ballerine si alternavano in spettacolini non sempre eccitanti per i clienti, intenti a infilare banconote nei loro slip.

Ma c’erano anche spogliarellisti maschi che attiravano donne da ogni dove.

I soffitti rivestiti di specchi per dar impressione di più ampiezza nel locale, ma anche il senso di avere tutto sotto controllo e poi era sexy.

Ai muri piccole bacheche con oggetti erotici e le luci soffuse ne davano il senso di privato e rilassante il tutto accompagnato da vari generi di musica a volte assordante a volte soft…

Infine piccole stanze dove potersi appartare con qualche ragazza e consumare sia un incontro fugace che un incontro a sorpresa con la propria partner.

Il bar era ben curato e lunghi drappi rossi alle pareti davano un’accoglienza calorosa, con foto di artisti molto conosciuti nel mondo, in pose non porno, ma quasi sempre attorniati da splendide ragazze.

Maria si trovava lì in compagnia di alcune amiche, habitué di quel bar, per trasgredire in una serata diversa dalle altre, ma non per forza rimorchiare per una scopata.

Era bella Maria, cresciuta in una famiglia libertina e fattasi grande, donna.

Era di forme generose, direi quasi una quarta e sempre quegli occhi verdi che avevano il potere di ipnotizzarti e farti desiderare di essere il prescelto per una sera.

Dopo un paio di drink, il suo sguardo fu catturato da un ragazzo che più guardava, più le sembrava un volto familiare e conosciuto, ma al momento non ricordava chi fosse.

Ogni occasione era buona per voltarsi dalla sua parte e un solo pensiero in testa la martellava: io lo conosco, ma chi è??

In un attimo un sorriso si stampò sulla bocca di Carlo e in quel preciso istante anche Maria rispose con un sorriso sgargiante e uno stupore fuori dal comune.

Carlo…Maria, si alzarono entrambi e il tutto sfociò in un abbraccio caloroso e festante, si erano riconosciuti, ricordati dei tempi delle medie e di tutte le volte che erano stati lì per lì per fare l’amore e quante volte la paura di rovinare tutto li aveva bloccati.

Tra loro scattò la scintilla.

Si separarono dai rispettivi amici e si sedettero ad un tavolino, protetti da un separé che li nascondeva a sguardi indiscreti.

Le loro mani si trovarono e i loro sguardi si fusero, i loro cuori battevano distintamente, ma all’unisono. Le mani di Carlo si spostarono sulle ginocchia di Maria, mentre la voglia di baciarsi saliva, insieme all’odore di eccitazione che stagnava nell’aria.

Intorno a loro non esisteva più nessuno, erano solo loro due al mondo, i loro animi erano brilli per l’alcol ingerito e il desiderio sessuale di entrambi, desiderio che cresceva sempre più, la loro intesa andava da sola…

Decisero di uscire e schiarirsi le idee con l’aria frizzante della sera, si tenevano per mano, si abbracciavano e…si baciarono…finalmente, un bacio atteso da anni.

C’era tanta passione, tanto sentimento, la testa girava e gli ormoni salivano in circolo più che mai…

Senza quasi accorgersene finirono a letto insieme e fecero sesso estremo.

Quel loro giaciglio sembrava avere le spine, tanto erano eccitati: si baciavano, si leccavano, si mordevano.

Carlo afferrò un seno e cominciò avidamente a leccarlo, succhiarlo, fino a mordere un capezzolo procurando dolore a Maria, che dopo aver allontanato Carlo dal seno, lo schiaffeggiò e lo leccò a sua volta, procurandogli quel piacere misto a dolore ricevuto fino a poco prima.

Maria si impossessò dei testicoli di Carlo stringendoli forte in una mano, mentre imboccava quel sesso duro e marmoreo.

I mugolii di Carlo fecero intendere il dolore procurato dalla stretta e il piacere ricevuto dal succhiare e lavorare quel glande duro e rosso da parte di Maria.

Lui voleva possederla, la girò di scatto e la mise con il culo per aria, ci si perse dentro, si accucciò dietro e iniziò a ispezionare le cavità bollenti della sua fessura e del suo buchino.

Ma fu solo quando Carlo iniziò a schiaffeggiare quei glutei con irruenza e forza, infilando le sue unghie nelle natiche di Maria, divaricandole il più possibile fino e procurarle dolore, ecco è lì che Maria iniziò ad urlare tutto il suo piacere…implorandolo di continuare, quelle chiappe erano ormai paonazze, come due fette di anguria matura.

Non era nuova Maria a questo tipo di esperienza, finché tutto rimaneva nel lecito.

Carlo non ne voleva sapere di smettere, continuava imperterrito nel suo rito finché stanco di questo, si posizionò dietro di lei tenendole le braccia ferme in una delle sue mani e iniziò a passare il suo sesso ormai fiero e sull’attenti sulla fessura di Maria che cercava ostinata di divincolarsi ma non vi riusciva.

Non le piaceva essere posseduta con la forza, ma non immaginava cosa l’aspettava.

L’eccitazione nella stanza era alta, lui faceva entrare il solo glande in quella fessura, gocciolante di piacere….ma cambiò idea…

Cambiò d’improvviso angolazione, si posizionò sul culetto di Maria e spinse in un colpo solo il suo sesso in quelle viscere bollenti e strette. Carlo si fece strada con colpi forti ma prudenti, Maria sobbalzò, urlò e pianse.

Implorò di essere lasciata, ma ormai lui voleva recuperare tutti gli anni persi in quei pensieri morbosi, la tenne ferma per le braccia e le tirò i capelli, fino a farle inarcare la schiena.

Lei assecondò, ormai inerme, i colpi dati da Carlo che uno dopo l’altro si facevano strada verso il suo piacere.

Maria, sentendo tanta irruenza chiese perché...perché hai rovinato tutto. Pensavo che mi amassi, ma mi hai violentata…

Carlo, sempre più deciso ad arrivare in fondo, andò avanti fino ad irrigidirsi ed emettere un urlo liberatorio e riversare tutto il suo sperma in quel canale stretto e buio.

Oh…siii…vengooo…

Maria non si capacitava di tutta questa crudeltà da parte di Carlo, si chiese ancora perché tutto quel dolore, i morsi, gli schiaffi, essere sodomizzata contro la propria volontà...no!!!

Non ci stava, si ridestò e appena possibile scappò via.

Doveva essere un incontro galante carino tra due persone che si erano sempre desiderate a vicenda, ma perché rovinare tutto, lei non era abituata a questo genere di rapporto, i suoi occhi verdi avevano pianto troppo.

Carlo non capì e raggiunge Maria.

La pregò di tornare indietro, chiese scusa, disse che si è lasciato prendere dall’eccitazione, le si inginocchiò davanti come mai nessuno aveva fatto prima. Piangendo sconsolata e ancora dolorante nel suo fisico e nell’anima Maria si alzò con il volto tumefatto dalle lacrime, prese per mano Carlo e lo abbracciò teneramente…

Quella notte dormirono insieme.



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