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lavoro pubblicato domenica 15 aprile 2018
ultima lettura venerdì 20 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'uomo del millennio

di WhiteDuke. Letto 388 volte. Dallo scaffale Fantascienza

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L’intera umanità gli era grata, e lo sarebbe stata per chissà quanti millenni a venire.

La sua nascita, avvenuta alle 23.59 del 31 dicembre 1999 era stata già di per sé un evento straordinario, in quanto egli era venuto al mondo perfettamente sano e completamente formato nonostante una gravidanza durata solo poco più di sei mesi.

A dieci mesi parlava perfettamente tre lingue.

A quattro anni poteva discutere di fisica quantistica con i migliori professori delle più prestigiose università.

A sei anni trovò la cura per il cancro.

A sette anni aveva già rivoluzionato il mondo con la realizzazione del “Progetto Blue Mars”, che nel giro di meno di un decennio portò alla completa terraformazione di Marte. In barba a tutti gli scienziati che ritenevano fossero necessari non meno di mille anni.

A nove anni ripeté l’impresa con il “Blue Venus” e l’anno seguente il “Blue Moon”, rendendo Venere e la Luna rispettivamente il terzo e il quarto pianeta popolati dal genere umano.

A quindici anni scoprì le velocità superluminari e pochi mesi dopo trovò la loro applicazione pratica creando un sistema di propulsione capace di spingere una navicella spaziale oltre la velocità della luce, dando origine ad una nuova fase di colonizzazione dello spazio esterno al sistema solare.

Diventato maggiorenne, fu nominato e premiato da tutti i governi del mondo come “Uomo del millennio”; nonostante alle fine del millennio mancassero ancora più di 980 anni non vi era dubbio che non ci sarebbe mai stato nessun altro come lui.

L’elenco delle sue scoperte potrebbe essere ancora lungo, molto lungo. Davvero non passava un singolo giorno senza che Lui non avesse reso pubblico qualcosa di rivoluzionario, a cui probabilmente aveva dedicato non più di un paio d’ore della sua intensa giornata. Giusto per avere un’idea è sufficiente far notare che l’archivio degli studi, progetti e invenzioni partorite dalla sua mente eccelsa, in neanche trenta anni di vita, occupa tuttora un intero palazzo grande quasi il doppio del Pentagono a Washington.

Per questo quando si ammalò l’intero genere umano pianse e pregò tutti gli dei, ormai dimenticati e da Lui sostituiti, nella speranza che potesse tornare a farlo stare bene. Perché per molti era asceso al ruolo di nuova divinità e il genere umano ormai si sarebbe sentito orfano del proprio padre senza di Lui.

Tutti i medici del mondo lo visitarono ma nessuno fu in grado di trovare una cura; anzi ad essere del tutto sinceri non furono in grado nemmeno di capire quale fosse il male che lo affliggeva.

Improvvisamente un giorno qualsiasi, mentre lavorava a qualche sbalorditiva scoperta come sempre, iniziò a sentirsi debole e fiacco. Cosa di per sé decisamente strana, considerando che nei precedenti anni di vita mai una volta era stato male o avesse lamentato fastidi. Pochi giorni dopo era in stato comatoso, in un letto d’ospedale. Le sue funzioni vitali erano tutte presenti, sebbene sempre in lenta e costante diminuzione, eppure era privo di conoscenza e qualsiasi tentativo di rianimarlo non ebbe nessun esito. Così come non ebbero nessun esito le varie analisi del sangue e dei vari fluidi corporei a cui fu sottoposto.

Fu un triste giorno quando il capo dell’equipe medica mondiale che lo aveva in cura apparve in mondovisione, e dopo un lungo preambolo di termini medici e farmaceutici compreso forse dall’uno per cento della popolazione mondiale pronunciò le seguenti, tristi, parole: Lo stiamo perdendo.

Rapidamente migliaia, milioni di persone si recarono nella piazza antistante l’ospedale in cui era ricoverato (o forse è il caso di dire “custodito”, essendo trattato come una reliquia). La massa di persone intonò canti e si perse in preghiere, ma senza alcun esito.

Quando le funzioni vitali scesero praticamente a zero, e Lui era tenuto in vita solo da un flebile respiro e da un altrettanto impercettibile battito cardiaco, l’equipe medica approvò la presenza di tutti i principali esponenti del mondo scientifico e istituzionale nella grande sala di degenza, per presenziare all’ormai imminente trapasso dell’Uomo del Millennio.

Fu lì che accadde.

Dopo aver esalato l’ultimo respiro il suo corpo rimase immobile e gelido per pochi istanti, per poi iniziare a risplendere di luce propria, sempre più intensamente fino a diventare di colore azzurro e di intensità accecante. Coloro che riuscirono a sostenere lo sguardo di quella luce fortissima videro chiaramente una figura “uscire” dal corpo.

La figura era composta di pura luce ed era in sostanza un cubo rotante; la sua rotazione era velocissima su tutti i tre piani dimensionali, all’interno del quadrato vi era inscritta una sfera pulsante ancor più luminosa che ingrandiva o restringeva in modo sistematico le sue dimensioni, pur rimanendo sempre iscritta nel cubo.

Improvvisamente tutti i presenti sentirono una voce nella loro testa <<È stato bellissimo per me vivere qui. Forse un giorno tornerò>>.

Non si trattava di una vera e propria voce nel senso fisico del termine, non era un vero suono, e soprattutto non era espresso in nessuna lingua. Si trattava piuttosto di un “impulso” in cui la figura luminosa rotante aveva trasmesso alle menti dei presenti il concetto che intendeva esprimere, poi ogni individuo aveva elaborato nel proprio cervello il concetto ricevuto traducendolo nella propria lingua per comprenderlo meglio, riducendo questa elevata forma di linguaggio a “misura d’uomo”.

In quel momento le menti di tutte le persone presenti in sala sommersero la figura luminosa di domande del tipo Chi sei?, Tornerai?, Da dove vieni?, e simili. Ma tutte quelle domande rimasero senza risposta, la figura iniziò a vorticare ancor più furiosamente e all’improvviso schizzò verso l’alto, sfondando il soffitto e lasciando un buco perfettamente rotondo e “secco”, privo di fratture collaterali nel muro o nei materiali e che non causò nessun crollo o tremito nell’intera struttura.

Tutte le persone nella piazza videro la scia luminosa di questo “proiettile” sparato verso l’immensità del cosmo a velocità incalcolabili e inconcepibili per la limitata mente umana.

Di Lui non si ebbe più notizia, tuttavia il fatto che i presenti abbiamo distintamente udito che forse sarebbe tornato accese la speranza di rivederlo.

E il mondo non ha mai smesso di aspettarlo.



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